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Opzioni sintetiche: il rischio assicurativo e il rischio Opzioni

Esistono combinazioni di Opzioni assimilabili al Rischio Assicurativo? Qual è il rapporto rischio/beneficio di un Assicuratore rispetto a un Trader?

di Redazione Soldionline 3 mag 2011 ore 15:01

A cura di Francesco Caranti (fc@francescocaranti.net)

Già cinque anni fa, il 22 marzo 2006, sul portale di SoldiOnline, avevamo pubblicato un contributo che si riferiva al Cavalier De Méré e al problema delle poste in gioco, la base statistica della probabilità dei Giochi e dell’Azzardo.
Iniziamo oggi da quel link: http://www.soldionline.it/archivio/ai-confini-del-trading/il-cavalier-de-mere
L’inizio era: “… nel 1654 Pascal, frequentando i salotti aristocratici e letterari di corte, aveva conosciuto un austero giansenista, grande dispensatore di consigli sull’eleganza e le buone maniere: era il Cavalier De Méré …”.

Il fatto è che mio nipote Giacomo (l’eterno curioso di matematica e dintorni) l’altro giorno mi ha chiesto: “senti, zio: io di Opzioni ho capito il giusto. Da un lato mi sento di dire che sono scommesse pure, dall’altro so che rappresentano la sintesi di un profondo lavoro di matematica finanziaria. Per questo mi sembra giusto dirti quello che penso e dunque io mi pongo in mezzo al problema, né da una parte né dall’altra. Ho riguardato i tuoi lavori in merito alle poste in gioco del Cavalier De Méré e anche tutta la letteratura dei problemi assicurativi. Cosa puoi dirmi di più?”.

cavalier-de-mereTradotto in parole povere, Giacomo mi domanda (partendo dalla fine):
1.    Se un imprenditore volesse ex-novo assicurare la tratta marittima Genova-Marsiglia potrebbe o non potrebbe fare affidamento sulla sinistrosità degli ultimi anni?
2.    Venendo alla Borsa in Opzioni: esistono combinazioni di Opzioni assimilabili al Rischio Assicurativo?
3.    Qual è il rapporto rischio/beneficio di un Assicuratore rispetto a un Trader che si struttura in Opzioni?

Bene! Abbiamo perfettamente capito il problema posto da Giacomo, ovvero il problema delle “poste in gioco”.
Vediamo subito di andare avanti nella discussione in questo modo.

Il Rischio Impresa è la variabile per cui da un lato si investe e dall’altro ci si aspetta un ritorno economico. Fin qua niente di nuovo: il signor Colombo (ovviamente come esempio scegliamo proprio lui!) assicura le navi dei suoi clienti sapendo – tanto per buttar giù una percentuale -   che 7 volte su 10 il mare sarà tranquillo mentre per le restanti 3 volte sulla rotta Genova-Marsiglia spirerà un forte maestrale e dunque potrà anche pagarne le conseguenze.
Non a caso ho scelto il rapporto 7 su 10 perché anche in Borsa esistono strategie programmate che “vincono” in 7 casi e “perdono” in 3 casi.

Adesso però il problema si sposta a quello del Cavalier De Méré, cioè a quello delle poste in gioco. Un conto è dire che si può subire un sinistro alle navi in 3 casi su 10, altra storia è fare i conti con la GRAVITA’ di quei danni.
Altro problema, da non ignorare, è la SEQUENZA DELLA SINISTROSITA’:
In questo caso Giacomo mi conferma: “Zio, ma se la mia assicurazione marittima Genova/Marsiglia inizia l’attività e si becca tre sinistri di fila, che cosa debbo pensare? Che sono io il più sfortunato del mondo avendo aperto la compagnia  nel momento peggiore o invece è perché ‘Dio ogni tanto si diverte a giocare a dadi con noi?”.

Già: il problema di Dio che gioca a dadi!
Che dire?
Indipendentemente dal livello di fede che si possa avere, io credo che lui realmente giochi a dadi con noi ma questo non lo dico per ateismo, anzi, io la penso da credente e proprio per questo mi sento di affermare l’esatto contrario, cioè che la legge del caso è stata proprio Dio a inventarla esattamente per non creare disparità.
Voglio dire che il concetto delle ‘sequenze’ favorevoli e contrarie fa parte degli avvenimenti della vita e dipende solo ed esclusivamente dal calcolo delle probabilità e non certo dalla fortuna o dalla sfortuna.
Come direbbe Odifreddi: “Dio non ha inventato la fortuna o la sfortuna, semmai ha inventato il calcolo delle probabilità e da ciò ha imparato la lezione di lanciare i Dadi della vita: all’uomo spetta solo conoscere la regola e trarne la conseguenza”.
Il Cavalier De Méré lanciava i dadi e non capiva perché la sua scommessa fosse sempre favorevole, poi cambiando un po’ la regola si rese subito conto che quella nuova scommessa non era più favorevole per lui.
A questo punto, tornando al problema di Giacomo, che cosa potrà pensare il nipote dopo queste congetture?
 
•    Che sia bene non assicurare mai più le navi Genova/Marsiglia?
•    Oppure che sia il caso di riprendere l’argomento dell’Utilità attesa e del paradosso di San Pietroburgo?


Il Paradosso del casinò di San Pietroburgo afferma il concetto chiave del rischio e della scommessa che voglio spiegare in termini semplici:
1.    Gioco un euro sul rosso e insisto finché non uscirà il rosso
2.    So si vincere perché primo o poi il rosso uscirà senz’altro
La regola non fa una piega perché è sacrosanto che il rosso alla roulette prima o poi deve uscire per forza.

Però c’è un altro problema: davanti a quella roulette ci possono essere due giocatori molto diversi in termini di possibilità economiche:
1.    Paperone
2.    Il semplice uomo della strada

casinoA Paperone:
•    poco importa che il rosso esca dopo due tiri, anzi, egli spera che non esca affatto entro almeno cinque/dieci tiri perché se così fosse non si sarà divertito abbastanza e, specialmente, non avrà fatto fruttare adeguatamente quell’euro iniziale che per lui non rappresenta nulla rispetto alle proprie sostanze
Al semplice uomo della strada:
•    molto importa che il rosso esca alla svelta perché se così non sarà egli non sarà più in grado di incrementare la posta per recuperare la perdita progressiva e se quel rosso non uscirà entro otto o dieci tiri egli dichiarerà bancarotta perché non sarà più in grado di fronteggiare la posta in gioco (il problema è analogo al gioco del Lotto quando si punta su un ritardo). A questo proposito vedere: Giorgio Dall’Aglio – Calcolo delle probabilità – Zanichelli – Es III-2-4 Ritardi nel gioco del Lotto – Eventi indipendenti)

A questo Paradosso si dovrà sottoporre mio nipote Giacomo che ha in mente di intraprendere l’attività assicurativa sulla rotta Genova / Marsiglia, cioè “quale livello di sinistrosità sarà in grado di fronteggiare senza cambiare la posta in gioco?”.
Questo problema è molto serio, tanto per l’assicuratore quanto per il trader in Opzioni che intende operare con strutture sistematiche, sempre le stesse, ogni mese, indipendentemente dalle condizioni del mare (cioè dello stato di salute della Borsa).

Posto che:
1.    Nessuno conosce le condizioni del mare
2.    Nessuno sa come andrà la Borsa da qui a domani
3.    Sappiamo che Dio può giocare a dadi in qualsiasi momento


il problema di Giacomo appare più chiaro e vediamo subito il perché.

Se nessuno più assicurasse le navi o per esteso le automobili, la grandine, la famiglia e neanche il mio cane, allora il mondo si fermerebbe e dunque sarebbe inutile parlare di Borsa, di Opzioni o di Finanza in generale: il mondo sarebbe sempre rimasto immobile e non ci sarebbe mai stata evoluzione.
In questo senso è lecito che esistano le assicurazioni e che la Borsa e il Rischio Finanziario continuino ad esistere. E anche il Rischio d’Impresa diventa cosa lecita in quanto facente parte del vivere umano e della competizione.
Dunque mio nipote Giacomo farà benissimo ad aprire una nuova Compagnia Assicurativa navale ma dovrà conoscere, sapere e valutare le regole del gioco, in particolare quelle del Cavalier De Méré (probabilità e azzardo) e quelle di San Pietroburgo (utilità attesa).

Guai a Giacomo se:
•    Ignorerà la probabilità a favore e quella contraria
•    Alzerà la posta in gioco (cioè assicurare più di una nave che equivale a salire di leva in Borsa) nel periodo di setup, cioè quello corrispondente all’inizio della sua attività, più o meno nel 1° anno di impresa

Giacomo dovrà:
•    Porsi in mezzo tra Paperone e l’Uomo della strada per valutare correttamente il proprio ritorno economico nel primo periodo d’Impresa

Come avviene per il ‘ritorno assicurativo’ anche per talune strutture in Opzioni è possibile stabilire a priori un corretto rapporto di equilibrio tra rischio e beneficio: tutti argomenti che saranno di approfondimento nei prossimi contributi e specialmente nei Corsi mirati già in programma.

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