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Niente miracoli, è solo Statistica!

Moltissimi studi ed analisi di fenomeni collettivi casuali sono corredati da esami statistici che hanno lo scopo di avvalorare le tesi sostenute, e ciò in quanto la Statistica è universalmente riconosciuta come scienza

di Giancarlo Marcotti

Un buon statistico, però, è colui che sa capire gli obiettivi e le finalità dell’indagine che sta seguendo, e non quello che deve trovare risposte certe a fenomeni che sono casuali e, di conseguenza, per definizione, imprevedibili.

In particolare è bene sottolineare che quando eseguiamo un test per verificare un’ipotesi formulata a priori ciò che si stabilisce è se quest’ultima è “statisticamente” vera o falsa. E’ fondamentale sottolineare come il risultato conseguito sia “solo” statisticamente vero perché non c’è indagine che non possa incorrere in due tipologie di errore:

  1. la prima di accettare come vera un’ipotesi falsa;
  2. la seconda di rifiutare come falsa un’ipotesi vera.
Spesso viene tanto decantato che queste due tipologie di errori possono essere ridotte al minimo. Non è così! Ciò si può ottenere solo banalizzando il risultato ottenuto.

Ma l’errore più comune è quello che, consapevolmente o meno, si compie a priori. Si riscontra casualmente una correlazione, e la si testa per vedere se è statisticamente fondata. Ovviamente spesso il test statistico conferma la nostra ipotesi ed avvalora un risultato sbagliato. Anche se è chiaro che la correlazione è del tutto casuale, preferiamo convincerci che siamo noi a non capire il nesso che collega i due eventi, ma che indubbiamente c’è.

Nel contempo sbagliano anche i detrattori della Statistica che colgono in queste situazioni i limiti di questa scienza. Questi non sono limiti, ma un uso improprio.

Per essere più chiaro ricorro ad un esempio “limite”. Se dovessi verificare che negli anni in cui il Festival di Sanremo viene vinto da un uomo, la borsa risulta in crescita, ed il contrario  quando a vincere è una donna; è probabile che applicando un test statistico di significatività troverei un’alta correlazione tra gli eventi vittoria di un uomo a Sanremo/borsa positiva e viceversa.

Non servirebbe neppure rimarcare che i due eventi sono assolutamente indipendenti e la loro correlazione solo frutto del caso, ma ciò è estremamente frequente visto che gli eventi aleatori sono praticamente infiniti e quindi avremo un’alta probabilità, se le cerchiamo, di trovare correlazioni casuali.


L’approccio corretto è quello di formulare a priori un’ipotesi logica e sensata, quindi eseguire test statistici di significatività. Ad esempio verificare se esiste una correlazione tra una crescita economica sostenuta ed indici di borsa positivi.

In conclusione, quindi, non aspettiamoci dalla Statistica risultati miracolosi che non può ottenere, ma contemporaneamente non attribuiamogli demeriti e limiti che sono solo di coloro che non la utilizzano nel modo corretto.


Giancarlo Marcotti
giancarlo.marcotti@finanzainchiaro.it


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Commenti dal 1 al 2
(2)

Giulio martedì, 9 settembre 2008

Strane correlazioni

Ma se esistesse una correlazione forte tra la pioggia e la borsa, una correlazione che non dimostra un rapporto di causa-effetto, ma comunque una correlazione forte, per quale motivo non dovrei usarla? Se l’obbiettivo è guadagnare e quella strana correlazione mi fa guadagnare, perchè non usarla?

n° 2
Marco martedì, 9 settembre 2008

Ancora sulle certezze

Se non da certezze, e se non da certezze maggiori di altri metodi, come mi sembra di avere capito da altri suoi articoli, in che modo la Statistica è utile al investimento?

n° 1
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