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Metodi di valutazione in presenza di crescita

Nell’ultimo articolo abbiamo esaminato il caso della valutazione di aziende in assenza di crescita. Le ipotesi alla base di quel modello sono troppo restrittive. Per avere un quadro più realistico introduciamo l’ipotesi di crescita

di Claudio Guerrini

Includiamo cioè nel modello la possibilità per le imprese di investire in eccesso rispetto agli ammortamenti, accrescere lo stock di capitale investito e, di conseguenza, la capacità di produrre beni e servizi con lo scopo finale di incrementare il fatturato e gli utili.

Definiamo la crescita come la differenza tra il Fatturato di un determinato periodo e quello immediatamente precedente, in formule:

Crescita = Fatturatot+1 – Fatturatot

In presenza di una crescita positiva varrà la relazione:

Fatturatot+1 – Fatturatot > 0

A parità di tasso di rotazione del capitale investito costante nel tempo si avrà:

CIt+1 – CIt > 0

Dal momento che la differenza tra capitale investito in un determinato periodo e quello immediatamente precedente è data dagli investimenti netti potremo scrivere:

CIt+1 – CIt = Investimenti netti t+1

Ricordando poi la definizione di investimenti netti come differenza tra investimenti lordi e ammortamenti avremo:

Investimenti netti t+1 = Investimenti lordi t+1 – Ammortamenti t+1 > 0

Investimenti lordi t+1 > Ammortamenti t+1

A parità di altre condizioni, abbiamo quindi crescita solo in presenza di investimenti che superano gli ammortamenti; tale crescita può essere espressa anche in termini relativi (percentuale):

1_22

 

 

 

 

 



In presenza di un livello costante di efficienza del capitale, un’impresa sarà quindi in grado di crescere ad un tasso pari al rapporto tra gli investimenti netti e il capitale investito. E’ possibile esemplificare le variazioni intervenute sul bilancio di un’azienda per mezzo del seguente schema che mostra come si modificano le principali voci in presenza di investimenti (netti) pari a 50 che si traducono in un tasso di crescita del 5%.

2_21

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



E’ interessante notare come, al fine di mantenere inalterati i rapporti tra indebitamento finanziario e patrimonio netto, anche quest’ultimo debba crescere determinando una distribuzione di utili inferiore al 100% visto nel caso di assenza di crescita; il minor flusso di cassa disponibile per gli azionisti è compensato però da una crescita dello stesso nel tempo, ciò vale anche per il flusso di cassa disponibile per l’impresa.

Alla luce di queste osservazioni, le formule sintetiche di valutazione esaminate nel caso dell’assenza di crescita dovranno quindi essere modificate per tenere conto dell’attualizzazione di una serie di valori non più costante ma in crescita geometrica; inoltre anche la definizione di flusso di cassa disponibile per l’azionista dovrà essere modificata.

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