La componente obbligazionaria dell’asset allocation
di Lucio SgarabottoCiò ci garantirebbe, al riparo da qualsiasi rischio di mercato, il risultato a scadenza. Rimarrebbe il rischio emittente che potrebbe essere diversificato considerando in maniera flessibile la perdita annua massima del 10% (ad esempio, come valore centrale di un intervallo compreso tra -9,5% e – 10,5%) e potendo conseguentemente acquistare più titoli di diversi emittenti con le stesse caratteristiche e scadenze prossime all’anno.
In alternativa alla diversificazione per emittente si potrebbe acquistare un ETF obbligazionario indicizzato all’EuroMTS 1-3 anni che, con un rischio di mercato appena più elevato, offre tendenzialmente un rendimento superiore, permette una maggior diversificazione e un considerevole risparmio di costi. Sarà questa la scelta che faremo.
Con indicazioni positive del Leading Indicator avremo pertanto un portafoglio così composto:
- 73% ETF obbligazionario EuroMTS 1-3 anni
- 27% ETF settore beni industriali.
Guardando al passato possiamo notare che il rendimento annuo del settore dei beni industriali ha un andamento praticamente speculare rispetto a quello dei titoli di stato a lungo termine, qui rappresentati dall’indice EuroMTS 7-10 (si veda grafico sottostante, a sinistra l’asse del settore Beni industriali).

Ciò significa che quando il mercato azionario tende a rendimenti crescenti, il mercato obbligazionario si comporta nella maniera opposta: i rendimenti del comparto obbligazionario tendono a scendere e aumentano pertanto i tassi. Questa relazione è abbastanza intuitiva: quando il ciclo economico è in fase di rallentamento o contrazione i tassi tendono a ridursi e i prezzi delle obbligazioni a salire a causa delle minori spinte inflazionistiche e della ricerca di maggior sicurezza; il contrario quando il ciclo è in fase di ripresa o espansione. L’unico periodo in cui ciò con evidenza non avviene è quello attuale, da marzo 2009, a causa di una crisi dettata principalmente da fattori finanziari piuttosto che economici.
Abbiamo in questo modo trovato un’alternativa all’investimento azionario: quando l’indicatore anticipatore ci sconsiglierà l’investimento in azioni sapremo che, con buone probabilità, l’investimento in titoli di stato decennali ci darà risultati apprezzabili. Tale investimento è preferibile a quello in titoli di stato a più breve termine per la maggior durata finanziaria che permette rendimenti superiori in caso di ribasso dei tassi come testimoniato dal seguente grafico:

In conseguenza a quanto visto, con indicazioni che prevedono un rallentamento dell’economia, l’asset allocation del nostro portafoglio sarà così composta:
- 100% ETF obbligazionario EuroMTS 7-10 anni.
Vedremo prossimamente quale strategia adottare per ottimizzare il rendimento della nostra asset allocation e i risultati ottenuti in back-test dal 1998 al 2007 e quelli effettivamente raggiunti nel periodo dal 2008 ad oggi.
Per approfondimenti:
Asset allocation per principianti
I titoli a reddito fisso
Quanto rendono le obbligazioni?
La costruzione di un portafoglio obbligazionario
Una strategia di investimento obbligazionario
Leggi tutti gli articoli di “Investire con il Trend”
Lucio Sgarabotto
lucio.sgarabotto@gmail.com
www.lsadvisor.it



Come si comportano gli etf obbigazionari?
Buongiorno,
premetto che sono assolutamente un profano della Finanza e quindi ho letto con molta attenzione questi interessantissimi articoli "Investire con il trend".
Credo che siano di linguaggio comprensibile anche per i neofiti e riescano a trasferire perlomeno i concetti base che un investire non professionista dovrebbe tenere a mente per diversificare il proprio rischio e cercare di ottimizzare il proprio investimento, tenuto ovviamente presente il proprio profilo di rischio.
Ho però un dubbio che vorrei porle: si suggerisce di seguire il LEI per decidere la composizione del proprio portafoglio, tra azionario e obbligazionario.
Due domande:
- in questo momento il LEI evidenzia un trend economico in chiara crescita o meno? Tradotto, cosa dovrebbe fare chi decide di avviare la strategia descritta negli articoli in questi giorni?
- in presenza di un LEI in crescita e quindi di una probabile crescita economica, non è corrette attendersi anche una crescita dei tassi ormai al loro minimi per troppo tempo? Se si perchè in queste condizioni si suggerisce di tenere in portafoglio un etf obbligazionario 1-3 che in presenza di tassi crescenti per sua natura sarebbe fortemente penalizzato? Non vale la regola tassi crescenti peso obbligazionario da ridurre e viceversa?
La domanda è molto importante perchè proprio in questi giorni stiamo assistendo ad una rapida crescita dell'euribor e nel breve medio termine è probabile che anche la BCE intervenga, soprattutto in presenza di una ripresa economica.
Grazie anticipatamente per il riscontro.
R: Come si comportano gli etf obbigazionari?
In questo momento il Leading Indicator segnala un rallentamento della crescita economica e già da qualche mese l’investimento azionario dovrebbe essere azzerato. Tenga comunque presente che nessuno possiede la verità assoluta e quindi nelle scelte è sempre opportuno privilegiare la propria tolleranza al rischio e le proprie esigenze.
Per quanto riguarda la seconda domanda è corretto quanto lei dice: normalmente con la crescita economica crescono anche i tassi (e diminuiscono i prezzi delle obbligazioni). Infatti ( e qui, ahi ahi, dimostra di non aver letto con attenzione gli articoli) in questo caso, rispetto ad attese di rallentamento economico, il portafoglio obbligazionario viene ridotto della quota che andrà investita in azioni (nell’esempio riportato negli articoli di circa il 27%), in modo tale da ottenere un portafoglio composto al 27% da azioni e al 73% da obbligazioni (rispetto al 100% obbligazionario nel caso di previsioni opposte). Si passa inoltre da obbligazioni a lungo termine (7-10 anni) a obbligazioni a breve-medio termine (1-3 anni), meno sensibili al rialzo dei tassi. Nulla vieta comunque di scegliere anche durate più brevi o addirittura un BOT annuale di cui si conosce già il rendimento al momento dell'acquisto. La scelta dell’ETF 1-3 anni mi sembra comunque un buon compromesso tra rischio e rendimento.
E secondo lei? Provi a proporre un’alternativa, magari riusciamo a migliorare il metodo.
Cordialmente.
R: R: Come si comportano gli etf obbigazionari?
grazie innanzitutto per aver dato riscontro al mio quesito.
Diciamo che il tema comincia ad appassionarmi.
Le dico quello che ho capito dopo la lettura dei suoi interessanti articoli e ovviamente integri o corregga ove le mie valutazioni non traducano nel modo corretto le sue indicazioni.
Partiamo dalla lettura del LEI.
Ho visitato il sito dell'Ocse è, se ho seguito l'incide corretto (magari mi può linkare l'indirizzo corretto) il LEI risulta in frenata ma non c'è ancora stato il segnale fatidico: lei del mese corrente inferiore a LEI del mese precedente.
Abbiamo quindi identificato un elemento di ulteriore lettura.
Anche un LEI in ripetuto calo (seppur in crestita) potrebbe consigliare di disinvestire il pacchetto azionario.
Sembra questo il caso del momento.
Cosa farei sulla base di quello che ho compreso?
Ricapitoliamo: crescita economica in leggera frenata ma aspettative sui tassi a breve termine stabili o in leggera crescita nei 12 mesi.
In attesa di un'indicazione definitiva dal LEI (declino rispetto al mese precedente) si potrebbe pensare di non puntare ad un 100% di ETF 7-10 anni ma magari per ora di mixare con un 50 % 1-3 anni e un 50% 7-10 anni.
E' un'idea peregrina?
Se no, come ci si orienta poi nella scelta dell'ETF migliore?
Perfomance passate? Sua composizione interna? Altro?
Grazie anticipatamente per il suo riscontro
R: R: R: Come si comportano gli etf obbigazionari?
Per il Leading Indicator è stata considerata la variazione percentuale annua che ha iniziato a diminuire a partire dal dato di marzo pubblicato a maggio, quindi ‘il segnale fatidico’ c’è già stato ed infatti la componente azionaria è stata azzerata. Per il resto il suo ragionamento corrisponde esattamente a quanto è stato messo in atto nei mesi scorsi (può trovare informazioni aggiuntive sul sito www.lsadvisor.it). La scelta dell’ETF, strumento passivo per eccellenza, dipenderà dall’indice che si vuole seguire. Se ci sono più ETF con lo stesso benchmark si selezionerà quello più efficiente o meno rischioso (soprattutto riguardo al rischio emittente) e perciò in base agli strumenti inseriti nel portafoglio dell’ETF.
Cordialmente
Come si comportano gli etf obbigazionari?
Sto seguendo anch'io con interesse la discussione e sono anch'io un novizio in termini di finanza. Innanzitutto le volevo chiedere se il seguente link corrisponde a quanto da lei utilizzato come dato ufficiale:
http://stats.oecd.org/Index.aspx?DatasetCode=MEI_CLI
E dunque chiederle qual è il dato preciso da utilizzare, in quanto si può chiaramente vedere che ci sono numerose colonne (io penso che la più appropriata sia la OECD Europe).
Inoltre le volevo chiedere se le sembra una buona idea sfruttare il leading indicator in entrambi i "sensi di marcia" diciamo, cioè acquistando l'etf dj stoxx 600 industrial goods nel caso di segnali positivi dell'indicatore, ed acquistare l'etf dj stoxx 600 SHORT industrial goods nel caso, invece, si muovi negativamente. In questo modo, pur aumentando molto il rischio complessivo, penso si possano ottenere dei rendimenti più elevati.
Cordialmente
R: Come si comportano gli etf obbigazionari?
Il link è quello e pure la colonna.
Anche la seconda parte del suo discorso è corretta. Abbiamo già testato – in linea teorica e in una forma un po’ modificata – questo metodo che tecnicamente si chiama SAR (Stop And Reverse) e i rendimenti nel lungo periodo sono stati circa il doppio di quelli ottenuti seguendo solo le indicazioni al rialzo.
Tali risultati si sarebbero raggiunti soprattutto perché tale metodo avrebbe sfruttato il grande ribasso dopo lo scoppio della bolla tecnologica e quello della recente crisi finanziaria. E’ anche però vero che per tre volte consecutive l’investimento al ribasso avrebbe dato risultati negativi da cui se ne deduce, come da lei già intuito, che il rischio è molto maggiore e che bisogna avere molta fiducia nel metodo.
Cordiali saluti
R: R: Come si comportano gli etf obbigazionari?
E' a suo giudizio possibile utilizzare la lettura del LEI per anticipare i trend degli ETF su materie prime come oro e argento?
E se si in quale modo?
grazie
R: R: R: Come si comportano gli etf obbigazionari?
Allo stato attuale non ne vedo la possibilità, soprattutto perché non riesco a vedere un qualche legame stabile tra trend economico e oro o argento
R: R: R: R: Come si comportano gli etf obbigazionari?
oro e argento non sono dei tipici beni rifugio che quindi tendono ad apprezzarsi specie nelle fasi di recessione?
R: R: R: R: R: Come si comportano gli etf obbigazionari?
Anche fosse vero che oro e argento si rafforzano nelle fasi di crisi economiche bisognerebbe prima di tutto dimostrarlo dati alla mano, in secondo luogo, vista che la nostra è un'analisi a lungo termine, è necessario che la dimostrazione valga per periodi di tempo sufficientemente lunghi. Entrambe le cose non sono di grande evidenza. Ad esempio nel 2000, anno di rallentamento, il rendimento dell'investimento in oro è stato negativo, e da quell'anno in poi esso ha mantenuto un trend positivo indipendentemente dalla fase economica. Non essendo così evidente il legame recessione-apprezzamento dell'oro io non lo inserirei come asset class per l'investimento, anche perché ciò aumenterebbe sia la complessità sia la rischiosità del portafoglio.