Correlazioni intermarket
Il legame tra i mercati non è sempre automatica e scontata
di Matteo BrunelliArticolo a cura di TradingTheFutures.com
La risultante potrebbe essere quella per cui, pensando di aver fatto bene, ci si potrebbe ritrovare a far girare un trading system automatico su due mercati che apparentemente non si somigliano, ma che nella realtà hanno molto in comune; pena, una doppia esposizione nella medesima direzione (Potrebbe accadere ad esempio se si decidesse in particolari momenti, di investire su Eurobund e contemporaneamente sull’ Eurostoxx 50).
Consiglio dunque di focalizzare la propria attenzione su un unico strumento finanziario e ricercare differenziazioni con lo scopo di ridurre la volatilità di portafoglio, attraverso l’investimento su più time frame, o con più metodologie differenti tra loro, con l’intento di armonizzare la curva dei rendimenti.
Da una attenta disamina sulle correlazioni ci si può rendere conto che queste non sono affatto costanti.
Per attente disamine è importante considerare finestre temporali piuttosto ampie per avere riscontri credibili.
Solitamente in statistica valori inferiori a +/- 0.7/0.8 non vengono considerati.

Il grafico mostra la correlazione tra i future Eurobund ed Eurostoxx 50 dal metà aprile 2007 fino alla metà di giugno 2009. Come potete vedere la correlazione inversa è si presente, ma a fasi alterne.
Per darvi un termine di paragone vi metto il grafico della correlazione che c’è invece tra due future obbligazionari (10 e 5 anni tedeschi) che nonostante la curva differente, presentano una correlazione molto più marcata.

Con un po’ di pazienza e buona volontà, considerando sempre dati end of day di tipo daily (Solo le close ufficiali), con il supporto di excel potrete dunque verificare più mercati e le correlazioni tra essi presenti.
Monitorarli insieme poi, misurandone ad esempio lo spread, avrete un quadro davvero completo.
In questo modo sarà facile individuare i drivers di mercato, riuscendo nell’intento, soprattutto nell’intraday, di sfruttare i movimenti anticipatori dei mercati guida, per poter valutare eventuali ingressi a mercato.
Ne è un esempio lampante, l’utilizzo che fanno molti scalper o intraday traders su azioni italiane, che osservano il Dax e i suoi movimenti anticipatori per aiutarsi nel prendere posizione a mercato.
Ne è un esempio lampante, l’utilizzo che fanno molti scalper o intraday traders su azioni italiane, che osservano il Dax e i suoi movimenti anticipatori per aiutarsi nel prendere posizione a mercato.
Mi preme ricordare infine che spesso sarà necessario ri-verificare se le correlazioni saranno ancora forti e presenti su quanto abbiamo davanti agli occhi e con il quale abbiamo deciso di supportarci in sede di analisi, perché in borsa, come ben sapete, nulla è per sempre, tutto cambia.
Matteo Brunelli
Matteo Brunelli
Nota: molti dei grafici esposti in questo articolo sono gentilmente concessi da Traderlink srl (Software: Visual trader).
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