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Investire con il trend: i risultati

di Lucio Sgarabotto 25 giu 2010 ore 10:58
Investire nel mercato azionario in modo semplice ed efficiente è possibile: la diversificazione è necessaria, ma può essere effettuata con pochi essenziali strumenti: etf obbligazionari ed etf azionari, limitando il rischio con una accorta asset allocation e un controllo periodico dei propri investimenti.

Abbiamo chiamato questo metodo “Investire con il trend”. Una strategia che gli esperti chiamerebbero "trend follower". La descrizione dettagliata la potete trovare qui.

Prima di verificare i rendimenti ottenuti con tale strategia, facciamo un piccolo riassunto dei passi fatti nei precedenti articoli.

Si è inizialmente osservato che il mercato azionario anticipa di qualche mese le fluttuazioni dell’economia e che lo stesso comportamento ha il Leading Indicator (LI) fornito dall’OCSE. Quest’ultimo viene pubblicato con un ritardo di circa 40 giorni rispetto al periodo di riferimento e ciò peggiora, anche se non sostanzialmente, i risultati ottenibili sfruttando le sue informazioni.

Poiché anche i migliori indicatori non sempre forniscono segnalazioni corrette, per metterci al riparo da possibili errori abbiamo limitato il rischio di una ipotetica asset allocation, bilanciata tra obbligazioni e azioni, definendo la componente azionaria in modo tale che, anche nella peggiore delle ipotesi, la perdita annua non fosse mai superiore a quella massima desiderata. Abbiamo in questo modo costituito un portafoglio composto da soli tre ETF, uno azionario e due obbligazionari da usare alternativamente a seconda delle probabilità di crescita dell’economia.  Come ETF azionario si è scelto l’ETF settoriale sui beni industriali per alcuni buoni motivi, perché esso: permette una buona diversificazione; è altamente correlato con l’indice STOXX 600 e contemporaneamente ha un beta superiore ad 1; costituisce proprio il settore a cui si riferisce direttamente il LI. Infine, per una ragione pratica, cioè la quotazione in Italia dell’ETF corrispondente al settore selezionato, tra le possibili zone geografiche si è scelta l’area Europa (area Euro più i Paesi europei non aderenti all’Euro).

E’ possibile aumentare l’efficienza del metodo descritto aggiungendo dei controlli, in particolare sul momento di uscita dal mercato azionario. Ciò potrebbe avvenire, dopo il segnale fornito dal LI, solo in seguito alla verifica di un’ulteriore indicazione, fornita dall’analisi tecnica, dell’esistenza di un trend ribassista, ad esempio, tramite la forza relativa del settore dei beni industriali nei confronti dell’indice STOXX 600, oppure dal superamento al ribasso della media mobile da parte dei prezzi del settore dei beni industriali. Entrambi questi metodi tendono a ritardare l’uscita dal mercato rispetto alle indicazioni fornite dal LI, aumentando spesso i rendimenti ottenibili. Non affrontiamo però qui questo tema, che potrà essere, se di interesse, argomento di qualche futuro articolo, limitandoci ora a verificare i risultati ottenuti da inizio 1999 (data di inizio della serie storica degli indici obbligazionari EuroMTS) ad oggi, basandoci solo sul metodo descritto nelle pagine precedenti.

Dal 1 gennaio 1999 al 18 giugno 2010 il metodo ha dato 5 segnali d’acquisto (meno di uno ogni due anni) e cinque di vendita. Nel 52% dei  4.150 giorni di durata dell’analisi nell’asset allocation è stata presente la componente azionaria, quindi, tenendo conto del fatto che l’investimento azionario massimo era di circa il 27% del controvalore investito, l’esposizione azionaria media è stata di circa il 13,5%. I risultati di ciascun movimento nel portafoglio simulato sono riassunti nella tabella sottostante (in verde la data del segnale d’acquisto della componenete azionaria, in rosso quella d’uscita);  il grafico seguente mostra invece l’evoluzione del controvalore ipotizzando l’investimento iniziale di 100.000 Euro:

img1_1

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Come facilmente si può osservare in un solo caso, nel 2002, i rendimenti sono stati negativi. La massima durata dell’investimento azionario è stata di 1 anno e 10 mesi, quella minima di 8 mesi.
I risultati annuali sono riepilogati di seguito:

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In nessun caso si sono avuti risultati negativi ma, soprattutto, mai ci si è avvicinati, neppure in corso d’anno, alla perdita massima desiderata. Il rendimento medio annuo, lordo da imposte e da costi, è risultato del 9,674%.

E’ importante notare che da dicembre 1998 a dicembre 2007 i risultati sono stati ottenuti in back-test, da dicembre 2007 sono risultati effettivamente ottenuti nella pratica.

Alla fine di questo percorso possiamo trarre alcune conclusioni generali. Sembra confermato che investire in modo semplice ed efficiente sia possibile: la diversificazione è necessaria, ma può essere effettuata con pochi essenziali strumenti. Di pari passo con la diversificazione bisogna tener conto della correlazione: diversificare in molti strumenti altamente correlati è inutile, aumenta la complessità e non si ricavano benefici, di nessun tipo. Il rischio, anche se difficilmente valutabile, può essere efficacemente limitato con una accorta asset allocation e un controllo periodico dei propri investimenti.

Seguire un metodo dà maggiori risultati che non seguirne nessuno o, peggio, che seguirne molti. Il problema maggiore che solitamente si incontra è la reperibilità di informazioni attendibili, soprattutto per la difficoltà a distinguere quelle buone da quelle cattive nell’enorme massa di dati disponibili e di pareri discordanti. In ogni caso, sia che si adotti o meno un metodo,  sia che si operi da soli o consigliati, prima di decidere come impiegare i propri denari è necessario guardare dentro se stessi, alle proprie necessità ed esigenze, alla soddisfazione dei propri bisogni.

Chiedetevi sempre: “A che cosa servono i miei risparmi?”.

Spero che queste pagine possano essere d’aiuto a qualcuno.


Per approfondimenti:

Profilo di rischio e stile di investimento

Asset allocation per principianti

Gli ETF: cosa rappresentano e su cosa investono

I vantaggi degli Etf

Come nascono gli ETF e perché non possono fallire

Leggi tutti gli articoli di “Investire con il Trend”

Cordiali saluti.

Lucio Sgarabotto
lucio.sgarabotto@gmail.com
www.lsadvisor.it

Commenti dal 1 al 1
(1)

maurizio venerdì, 13 agosto 2010

commento e informazioni L.I.

Buonasera Dott. Sgarabotto, avrei due domande sull'argomento sulla strategia trend follower: 1. Mi può indicare il sito dove reperire questo dato che, se non ho letto male, viene pubblicato a metà di ogni mese ? Inoltre presumo che lei faccia riferimento al L.I. dell'area Euro ?.
2. Nel momento in cui si presenta un segnale di vendita, lei acquista il 100% di etf euromts 7-10 anni, poichè si presume un calo dell'azionario, non sarebbe più remunerativo convertire la quota azionaria da etf long in un etf eurostoxx50 short (non so se esiste lo short sullo stoxx600)e convertire la quota azionaria 1-3 anni in 7-10 anni ?

Ringraziandola per la cortese attenzione, cordialmente la saluto.

n° 1
Lucio Sgarabotto venerdì, 3 settembre 2010

R: commento e informazioni L.I.

1) I dati del LI si trovano nel sito dell'OCSE. Gli articoli pubblicati fanno riferimento al LI dell'area Europe.
2) La sua strategia può essere valida ma crea dei problemi: un maggior rischio ed un'impossibilità nel calcolare la perdita massima dell'investimento. Esiste comunque lo short anche sul settore dei beni industriali.
Cordiali saluti.

da

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