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Basta lavoro! Vivere di rendita è possibile. Ecco come fare

Marco Delugan martedì, 23 giugno 2009 - 14:14
E’ il mestiere più desiderato del mondo, e tra i più condannati degli ultimi secoli. Un sogno per ricchi sfaccendati, secondo alcuni, una naturale predisposizione umana, secondo altri. Ma facendo un passo più in là, forse, e nonostante la crisi, siamo già abbastanza ricchi per cominciare a provarci. Non tutti, certo, forse una minoranza, ma molti di più di quanti ci siamo abituati a pensare. Di questo tratta “Vivere di rendita” (Edizioni Intra Moenia, 2008) l’ultimo libro di Cesare Valentini, formatore e pianificatore finanziario. Che ha guardato oltre i conti, e ha visto che…

Dottor Valentini, perché ha deciso di dedicare un libro al vivere di rendita?

«Io mi dedico professionalmente alla pianificazione finanziaria della famiglia, ma mi sono accorto che "vivere di rendita", non è un obiettivo di pochissimi ricchi. E' una aspirazione diffusissima. Se ne parla ovunque, riempie i blog, le serate, i dibattiti al caffè. Spesso è un pensiero profondo: vivere con quello che uno ha senza troppe aspirazioni di conquista e di possesso. Forse è così che va intesa, adesso, l’espressione “vivere di rendita”».

Secondo molti questa crisi potrebbe essere l'occasione per trasformare i modelli di consumo, per dare più spazio ai beni relazionali, ambientali e culturali, piuttosto che insistere sulla crescita materiale. Cosa ne pensa?
«E' possibile che lo sia. E la tensione verso l'accumulazione ci fa perdere degli obiettivi esistenziali importanti. Perché quando parliamo di vivere di rendita, parliamo dei fini del proprio agire economico e sociale. Non abbiamo ricette per la felicità, ma è dimostrato che il reddito pro capite è correlato alle misure di benessere e di felicità fino ad un certo punto. Se si sta nella media, i fattori non finanziari sono decisamente prevalenti».

Nell'introduzione del suo libro si parla della necessità di rivalutare il concetto di vivere di rendita. Ci spiega che cosa vuol dire?
«La condanna alla rendita della fine del '700 è venuta dai primi capitalisti. Si deprecava la rendita per favorire lo sviluppo del capitale. Come dire: capitale e lavoro, contro rendita. Ma soprattutto, capitale contro rendita. Sono categorie importanti, queste, non le buttiamo via, ma sono un po' vecchie, anche perché le differenze non sono più così nette. Prendiamo per esempio la pensione, che non esisteva duecento anni fa, mentre oggi è la rendita più importante di tutte, frutto del reddito da lavoro. Lo sviluppo del PIL, poi, non è sempre sviluppo umano. Voglio dire che questa condanna può essere discussa, può essere vista anche come un grande inganno. E se pensiamo che l'occidente potrebbe non vedere più tassi di sviluppo altissimi, allora vivere almeno in parte di rendita potrebbe diventare anche una necessità. C'è un filo rosso, poi, nella storia del pensiero, dove l'aspirazione più profonda, in tutti i paesi, in tutti i continenti e in tutte le epoche è quella di non dimenticare i fini più alti dell’agire umano, e in qualche modo di contenere un eccessiva preoccupazione per il possesso».

Fino a quando il consumismo non è diventato la benzina dello sviluppo
«Sì. Produrre di più è stata una liberazione dei desideri rispetto alla pura sopravvivenza per grandi popolazioni. Ma sin da subito ha creato nuova dipendenza, bisogni indotti, necessità di emulazione, spreco, e appunto la rincorsa al consumo. E' quello che poi abbiamo visto diventare una vita a credito. La mia proposta di pianificazione finanziaria è quella di limitare e controllare con attenzione le esposizioni debitorie per evitare i rischi di dipendenza, di scarsità di controllo. La leva del credito è fondamentale, aumenta la flessibilità nelle proprie decisioni, ma è indubbio che abbia creato difficoltà a milioni di famiglie. Vivere di rendita, nella mia idea, vuol dire vivere al di sotto dei propri mezzi, avere risorse sufficienti e uno stile di vita che lo consenta».

Ci sono tracce di comportamenti nella società attuale che sono in linea con la sua idea del vivere di rendita?
«Più che tracce, c'è uno sviluppo diffuso verso il non dover vivere soltanto della propria fatica quotidiana, ma anche di quanto si è accumulato prima. La pensione è un tipico esempio: riesci ad accumulare per poi poter consumare per anni o per decenni. Ma ci sono anche movimenti sociali che vanno in questa direzione. In America, ad esempio, si è cominciato a parlare di downshifting, della riduzione della dipendenza dal lavoro, di riduzione del proprio reddito per acquisire tempo. Si è parlato di pensionamento anticipato per contrastare la tendenza all'allungamento della vita lavorativa. Anche nello sviluppo del lavoro indipendente e autonomo io vedo questo tipo di motivazione, almeno ideale. Poi, certo, in molti casi è diventato espulsione e sotto lavoro. Nel lavoro dipendente c'è stato un filone di impegno, anche sindacale, per la cosiddetta rivoluzione del tempo scelto, per orari flessibili. Non è solo un mutamento culturale, ma anche un mutamento tecnico nella pianificazione finanziaria che dal cosiddetto piano di accumulazione del capitale si sta spostando verso quello che chiamiamo wealth protection: la conservazione della ricchezza, il buon uso delle risorse».

Chi può vivere di rendita, e come?
«Vivere di rendita è quasi impossibile e forse indesiderabile per i giovanissimi, mentre è possibile e desiderabile vivere in gran parte di rendita anticipando un semi pensionamento e cambiando lo stile di vita per molti altri. Lo stile di vita è decisivo. E questo vuol dire che si deve partire dal controllo del conto economico. Bisogna guardare quanto si consuma e quanto si desidera consumare. Poi osservare lo stato patrimoniale, e capire se si possono avere redditi extra lavorativi, come quelli da locazione. Considerare alcuni aspetti di relazione tra le generazioni, perché quasi tutto il patrimonio che si ha è spesso patrimonio ereditato. In questo senso potrebbe essere importante considerare anticipi di eredità, ad esempio. Solo alla fine si ricava quale reddito integrativo è necessario per cambiare vita. E’ un calcolo complesso, da fare con attenzione».

Non solo tecnica, ma anche cambiamento dello stile di vita. E quindi esempi, testimonianze che aiutino a ridefinire o propri obbiettivi
«Ci sono testimonianze, e anche libri, di gente che ha ridotto le spese e ha riorganizzato la propria vita. Ci sono movimenti come quello della semplicità volontaria, quelli della lentezza, come Slow Food e Slow City. Nel libro racconto di aver ridotto del 20% le mie spese, indico dei dati precisi su dove sono riuscito a risparmiare e dove no. Non è facile, ci vuole tempo e pazienza. Buttarsi senza criterio potrebbe essere molto pericoloso. Ma la riduzione dei consumi è possibile. Molti si spostano per avere un pensionamento in luoghi dove il costo della vita è più basso. E' diffuso in Inghilterra, in Francia e in Germania. Non penso che gli italiani faranno lo stesso. Però il percorso è questo: vivere di ricchezza già accumulata: di rendita, appunto».

Nel suo libro si intravede un intreccio con l'economia della decrescita. Che rapporto c'è tra la sua visione e l'economia della decrescita?
«Nelle prefazione, il politologo Giorgio Galli definisce il mio libro come l'aiuto di un pianificatore finanziario a un percorso di decrescita serena, come la intende il politologo francese Serge Latouche. Anche se decrescita, purtroppo, è un termine negativo, privativo. Ma la ricerca di un gusto sociale, di una predisposizione alla convivialità, di un senso del benessere sono fondamentali anche nella mia visione. Ma bisogna fare calcoli accurati per non dover pensare sempre al denaro».

Marco Delugan
marcodelugan@soldionline.it


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Commenti dal 1 al 21
(21)

Antonio giovedì, 4 febbraio 2010

La scoperta dell' acqua calda.

Chi nel tempo ha messo in piedi una attività arrivato a 50 anni potrebbe vendere tutto e ....ritirarsi dagli affari. Come si faceva una volta.
Ma se sei un dipendente e hai moglie e figli basta una visita dal dentista per mandare a monte tutta la tua pianificazione.
E' molto importante, credo, continuare a lavorare magari , con l'eta', imparare a coglierne gli aspetti positivi, le gratificazioni etc. Con l' aiuto della filosofia insomma.

n° 21
JoJo giovedì, 24 dicembre 2009

Purtroppo

Cesare Valentini, l'autore di questo bel libro, ci ha tragicamente lasciato all'inizio di dicembre.

Nino

n° 20
DIEGO venerdì, 11 dicembre 2009

amore

TESORO professore--guarda io vivo di rendita dall'eta' di 41 anni-sono circa 10 anni che faccio questo per cosi' dire mestiere e lo faro' ancora sino alla fine ma,vedi-pur avendo fatto un lavoro miserabile sono riuscito negli anni simultaneamente a laurearmi -a spendere circA 150 milioni in 10 anni in quotidiani-riviste(questo dall'eta' tra i 30 e 42 anni) per acculturarmi and accOlturarmi NELLE ANALISI AZIENDALI-M1 M2 M3 M4 DI TUTTI I PAESI ETC ETC.LA VERITA' E' o ce l'hai nel sangue questa abnegazione o non ce l'hai-eppoi un pizzico di fortuna---vedi tutte le persone basse -io non lo sono e non mi interessa-cercano sempre una rivincita.Io facevo un lavoro che non mi piaceva (a molti stranamente faceva invidia e tantissima)e cosi' ho deciso---DEVO FARCELA-PERO' PERO' .........professore non prendere x il culo la gente e daccordissimo con l'articolo precedente-----e' chiaro che la tipografia costa ma ribadisco non metterci pure tu con le cazzate vedi io conosco gente che ha fatto analisi matematica 1 e 2 come mangiarsi un panino con la nutella ma,son pochi coloro che hanno la folgorazione di comprendere meglio le cose di colui che le scrive o che le dice-IL NOCCIOLO E' TUTTO QUI- il tuo libretto che penso tra il resto non sia all'altezza e'valido solo per qualche gnocco e guarda non te lo dico per invidia ma per una questione di barlume trascendente ciao bello

n° 19
daniele lunedì, 4 gennaio 2010

R: amore

diego....ma la quinta elementare la licenza elementare l'hai presa???? come cristo scrivi, nn ci si capisce nulla....forse un po' di invidia per l'autore la dovresti avere, almeno lui sa esprimersi in modo comprensibile....

mauro domenica, 13 dicembre 2009

R: amore

per la serie: "l'italiano, questo sconosciuto..." impara a scrivere vah, tamburo!

Filippo domenica, 13 dicembre 2009

R: amore

Peccato per il finale, francamente sgradevole, a dir poco. Per il resto erano spunti interessanti. Prova a essere meno “…” la tua intelligenza sarà più visibile.

JJ giovedì, 3 dicembre 2009

Al solito...

Se vivi di rendita, perchè scrivi libri a pagamento?

n° 18
MET giovedì, 4 marzo 2010

R: Al solito...

che domanda! proprio per vivere di rendita! O almeno per non andare in fabbrico, ufficio o negozio che sia!

franco mercoledì, 11 novembre 2009

si puo'fare.

Sono un ex consulente aziendale,al compimento del mio 55 anno di eta'
mi sono cancellato dall'ordine e dalla cassa di previdenza pur continuando a versare contributi volontari per altri 5 anni per raggiungere il minimo per la pensione di anzianita' eta' 58anni piu 35 anni di contribuzione.
ORMAI SONO OLTRE 5 ANNI CHE VIVO DI RENDITA E SECONDO I MIEI CALCOLI
CON L'AGGIUNTA QUESTA'ANNO DEL REDDITO DA PENSIONE POSSO VIVERE DI UNA BUONA RENDITA ANNUA PER ALTRI 30 ANNI.
HO TENUTO IN CONTO L'INDICE INFLAZIONE AL 2% ANNUO (ANCHE SE RITENGO
CHE AL SUD POSSA BASTARE L'1%)SULLE SPESE E ZERO INCREMENTO SUL REDDITO DA PENSIONE MENTRE HO TENUTO COSTANTE IL RENDIMENTO DEL 4%
SUL CAPITALE.
LE MIE SPESE INIZIALI SONO 36000 EURO ALL'ANNO, IL REDDITO DA PENSIONE 12000 EURO ANNUO.
QUANTO CAPITALE HO ??????????? DOMENICHINI RISPONDIMI.
PRECISO ANCHE SE MOLTI NON CREDERANNO CHE AVEVO PREVISTO TUTTO FIN DALL'INIZIO DELLA MIA CARRIERA PROFESSIONALE.NON HO TENUTO IN ALCUN CONTO I BENI IMMOBILI POSSEDUTI CHE RITENGO SIANO RISERVA STRATEGICA.
SALUTI FRANCO
SONO DISPONIBILE PER QUALUNQUE CHIARIMENTO.

n° 17
JoJo martedì, 17 novembre 2009

R: Tieni conto che la vita si allunga...

> ...SECONDO I MIEI CALCOLI CON L'AGGIUNTA QUESTA'ANNO DEL REDDITO DA PENSIONE POSSO VIVERE DI UNA BUONA RENDITA ANNUA PER ALTRI 30 ANNI. HO TENUTO IN CONTO L'INDICE INFLAZIONE AL 2% ANNUO (ANCHE SE RITENGO CHE AL SUD POSSA BASTARE L'1%)SULLE SPESE E ZERO INCREMENTO SUL REDDITO DA PENSIONE MENTRE HO TENUTO COSTANTE IL RENDIMENTO DEL 4% SUL CAPITALE. LE MIE SPESE INIZIALI SONO 36000 EURO ALL'ANNO, IL REDDITO DA PENSIONE 12000 EURO ANNUO. QUANTO CAPITALE HO ???????????

Hai 610 mila euro di capitale.
Tra 30 anni ti resteranno circa 22 mila euro.
Ho vinto qualcosa? ;-)

(Non ti auguro di campare di più, altrimenti a oltre novant'anni dovresti riprendere il lavoro... ;-))

Nino

franco giovedì, 19 novembre 2009

R: R: Tieni conto che la vita si allunga...

qualcosa di meno.saluti NINO
FRANCO

Roberto Domenichini venerdì, 2 ottobre 2009

E le Escort?

Non vivono forse di rendita?

Non hanno lavorato per nascere e crescere gnocche. Possono fingere l'orgasmo e quindi nessuna passione le ha stanca emozionalmente.

E alla fine il gettone di presenza di valore variabile.

Vedete che è possibile vivere di rendita!

"Tira più un pelo di mussa che un carro di buoi". Da Wilma Montesi a Patrizia d'Addario non è cambiato niente perchè non puoi cambiare la natura dell'uomo neanche con le minchiate di sovrastrutture sociale di cui Marx parlava tanto.

Buona serata a tutti i moralisti del mondo

n° 16
Barang sabato, 3 ottobre 2009

R: E le Escort?

Fare la escort è comunque un lavoro, ha i suoi problemi e i suoi vantaggi come tutti i lavori.
Vivere di rendita vuol dire non dipendere da nessuno, cliente o datore di lavoro che sia.
Di certo se fossi una gran gnocca a fare la segretaria per 1500 euro al mese non ci andrei.

Roberto Domenichini sabato, 3 ottobre 2009

R: R: E le Escort?

In effetti....... ha ragione chi ha scritto che non tutti possono vivere di rendita perchè se nessuno lavorasse anche i Rentier morirebbero di fame.

Il problema che si pone è il perchè uno Stato che dovrebbe tutelare le categorie deboli permette che queste si distruggano al nuovo gioco win for life. Lo stato sa benissimo che creerà delle dipendenze soprattutto nei confronti dei più deboli e delle categorie più a rischio, ovvero i poveri.

Non sarà che siano proprio i politici a vivere di rendita visto che in Parlamento non vanno quasi mai e con i soldi dei contribuenti si comprano di tutto?
Ma se sonno loro ho il diritto di rifiutare di pagare quella parte d'imposta che finanzia i loro stipendi? Se si però qual'è quella parte? perchè quando paghiamo le tasse e le imposte non ci viene detto nei minimi dettagli come le utilizzeranno?

Buona giornata

fedele venerdì, 2 ottobre 2009

quanta miopia ed illusione

poiche molti s'illudono che è possibile vivere di rendita tolgo le illusioni
si puo se uno ha uno stile di vita molto oculato,non usa le macchine ed tutto sommato mangia pure poco,ma a parte le batutte è evidente che non è possibile poiche vi è un sistema del tipo serpente che si mangia la coda,alcuni possono vivere di rendita ma non tutti,poiche' è evidente che la mia rendita è prodotta dallo sfruttamento di qualc'un altro,ma figuriamoci se tutti possono stare senza far niente(a parte il cervello si
atrofizzerebbe)ma l'isalata i pomodori la frutta il latte etc etc chi li produce se tutti campano di rendita?????questa è la vera domanda da PORSI
ed la risposta viene naturale e di consequenza,a meno che non intervenga
lo spirito Santo,quindi una minoranza puo anche vivere di rendita ma lo fa'
alle spalle della collettivita',per ulteriori info leggi il libro "pensiero
logico ed razionale" edito da Fratelli Lauria

n° 15
JoJo sabato, 26 settembre 2009

Vivere senza lavorare

Questo "acchiappapolli" ha scoperto come.
http://www.alfiobardolla.com/lg/corsi-gratis/faresoldi-guadagnare/index.php?seed=guadagnare-soldi-on-line&expansion=guadagnare -soldi-on-line&final=guadagnare-soldi-on-line&_kk= guadagnare%20soldi%20on%20line&_kt=31c542ab-a783-4 9eb-9702-e6be189c34a4

Nino

n° 14
daniele sabato, 19 settembre 2009

si che è possibile!!

conoscete il mercato del forex, la società vanfunds investe in questo campo, offre dal 10% in su al mese in tutta sicurezza, per altre informazioni contattatemi, questo è il sito http://www.vanfunds.com/index.html?ref=dennie845

n° 13
fedele venerdì, 2 ottobre 2009

ma lei scherza

o lei scherza oppure è un'altro acchiappa polli,ma quale 10 per cento al
mese in tutta sicurezza,ma come mai non ci ha pensato nessuno ad affidargli i suoi risparmi,anzi visto che mi rendono cosi tanto,le do il 50 per cento all'anno di quello che mi fa quadagnare,pero visto che vi è un rendimento del 10 per cento al mese 120 per cento annui,il capitale da investire lo consegno fra 2 anni nel frattempo lei mi consegna la prima rata dl 50 per cento su 100.000 euro che è l'importo che intendo darle

Gianluca martedì, 4 agosto 2009

vivere di rendita

.....si e' "possibile" ,gia' in passato ho realizzato delle pianificazioni per alcune persone...ma bisogna dire che oggi per poter vivere di rendita "bene" , necessitano tre milioni di euro...!!

n° 12
K. giovedì, 23 luglio 2009

eh si si

non si puo

n° 11
Giampiero mercoledì, 22 luglio 2009

E' tutto vero.

Non ho letto il libro in questione, ma 10 anni fa ho cambiato il mio regime di consumi eliminando il superfluo, acquistando beni necessari e identici al prezzo piu basso ed investendo in modo oculato.
Ho 40 anni, vivo di rendita da due, e quello che per me era un divertimento ora è diventato un lavoro.

n° 10
daniela venerdì, 6 novembre 2009

R: chissà se E' tutto vero.

entile signore, tra tutti i commenti mi è piaciuto il suo, probabilmente perchè invece di parole lei sta facendo i fatti.
Ho riscontrato però un problema, mentre io FORSE potrei pensare di vivere con la rendita che ho,(riducendo tutte le cose superflue) mi è difficile attuarlo perchè chi vive con me ha esigenze più costose, questo può essere un grande scoglio al traguardo "vivere di rendita" grazie e tanti saluti

il grillo parlante martedì, 21 luglio 2009

furbo !

Vivere di rendita è semplice: basta scrivere un libro intitolato vivere di rendita e aspettare che gli illusi locomprano.

n° 9
vico2006 martedì, 14 luglio 2009

vivere di rendita

ragazzi, attenzione,quì c'è qualcuno che vuole vendere un libro: e basta.Dopo, finito il libro, se ci riesci a vivere di rendita bene,altrimenti ciccia !!!

n° 8
Claudio venerdì, 3 luglio 2009

Come si fa?

Interessante, grazie. Ma adesso diteci come si fa, passo per passo.

Garzie

n° 7
michele stalla giovedì, 9 luglio 2009

R: Come si fa?

ti devi comprare il libro e mettere in pratica i consigli che leggerai adattandoli alla tua vita.
:) buona lettura, se sei disposto a ridurre parte dei tuoi vizi.

marco.delugan venerdì, 10 luglio 2009

R: R: Come si fa?

Non solo. Nelle prossime settimane produrremo delle schede di sintesi tratte dal testo del dottor Valentini – in collaborazione con lui, ovviamente – schede che hanno lo scopo di cominciare a dare l’idea di come fare per avvicinarsi all’obiettivo di vivere di rendita. Credo che almeno alcune cose si potranno chiarire, come le condizioni patrimoniali di partenza, la necessità di scelte precise nello stile di vita, il modo di tenere i conti e l’attenzione da dedicarvi. E altro ancora…

A presto!

marina mercoledì, 1 luglio 2009

basta lavoro.....è possibile vivere di rendita? Si.

Concordo con quanto riportato nell'articolo: è effettivamente possibile vivere di rendita per persone chiaramente non giovanissime ma che possono usufruire di un "prepensionamento" mettendo a frutto il capitale risultante da anni di lavoro e sacrifici. Ci ho messo un anno per prendere questa decisione perchè fare un salto senza possibilità di ritorno non è facile, ma a distanza di un anno e mezzo posso dire con certezza che i conti matematici non sempre tornano e grazie a Dio l'essere umano ha una grande adattabilità ai cambiamenti.
Oggi posso dire di vivere una qualità di vita che non ha prezzo.
Grazie

n° 6
giorgio sabato, 27 giugno 2009

vivere di rendita

ma quali sono i capitali che ti assicurano una rendita:
immobili= fai bene i conti augurandoVi che non vi capitino degli inquilini morosi o lavativi.
obbligazioni= e se ti capitano delle Lehman? provate andare dagli avvocati specializzati in recuperi di bond in default e vedrete quante società piccole e grandi sono andate a gambe all'aria!!
azioni = te lo raccomando specialmente quelle dei capitani coraggiosi.
oro = non rende nulla e puo' stare anche piu' di 30 anni alla stesso prezzo.
opere d'arte e mobili antichi: provate a vendere e vedrete quanti vi accarezzano il collo!!
Terre: ci guadagna chi la lavora con le proprie mani- oggi quasi neanche quello.
Pensioni : se si ha la fortuna di campare molto anche le alte pensioni
(NON RIVALUTANDOSI) si avvicinano alle minime (che si rivalutano interamente in base all'indice istat.
Non rimane che darsi da fare tutta la Vita anche perchè fa bene alla salute specialmente alla mente.

n° 5
fedele domenica, 27 dicembre 2009

R: vivere di rendita

la vita è incertezza,e quello che ritieni sicuro e certo,puo incredibilmente cambiare senza che tu te ne accorga,hai totalmente ragione
poiche il futuro nessuno lo conosce,e se lo stato fa' BOOM,ed gli immobili
crollano,tutti questi illusi si accorgerebbero che non è possibile vivere
di rendita',io personalmente ritengo che la cosa migliore sia una buona Salute che mi permetta di lavorare sempre,poiche ritengo il lavoro ed l'impegno una BENEDIZIONE,e poter rimanere in attivita una cosa buona,infatti pur avendo un capitale mi applico tutti i giorni ad lavorare
ed seguire i miei interessi patrimoniali,Saluti

Roberto Domenichini giovedì, 25 giugno 2009

Pensieri a voce alta

“Spesso è un pensiero profondo: vivere con quello che uno ha senza troppe aspirazioni di conquista e di possesso. Forse è così che va intesa, adesso, l’espressione “vivere di rendita”».”

Penso che questa frase sia centrale per comprendere il pensiero che l’autore vuole mostrare ai lettori.
Non si parla di rentier ma della nobile arte dell’accontentarsi, o meglio del gioire delle “piccole cose”.

“Secondo molti questa crisi potrebbe essere l'occasione per trasformare i modelli di consumo, per dare più spazio ai beni relazionali, ambientali e culturali, piuttosto che insistere sulla crescita materiale”.

Questo dovrebbe essere l’intero compito dell’uomo. Il progresso parossistico genera mostri e le nevrosi e psicosi non possono che esserne la conseguenza.

Concordo con l’autore sul fatto che il modello economico-relazionale di base debba partire dall’economia della decrescita. Solo che la parola decrescita preoccupa molte persone.
Io penso che non sia abbastanza “pubblicizzata”.

Non a caso l’autore associa tale parola con un “privativo” . Se insegnassimo già ai ragazzi giovani che decrescita economica significa benessere spirituale, morale, emotivo forse ci sarebbero più giardini per i nostri figli e meno palazzoni dove le multinazionali impongono il loro marchio.

Da liberista non posso che odiare tutto ciò che si trasforma in multinazionale senza dividere i profitti a livello sociale.

Se domani ho tempo vorrei parlare proprio della tassa sull’inquinamento e su come esista una domanda e un’offerta di inquinamento. Con la carbon tax si parlava addirittura di doppio dividendo facendo credere che il livello d’inquinamento diminuiva (non è assolutamente vero per un discorso di elasticità della domanda rispetto ai prezzi) e lo Stato incassava denaro, e questo è vero.

Ma se è il nostro stesso stato a tradire il cittadino perché “vende” inquinamento non si capisce perché dovrei confermare, o riconfermare, la fiducia ad un Governo che è il primo a rinnegare la Costituzione.

Questo per dirvi che, secondo mia opinione, e quindi la verità assoluta (e dai almeno fatemelo credere), ciascuno di noi deve lottare per un mondo più pulito. Più pulito non come retorica ma come impegno che il cittadino della Res Publica ha il diritto/dovere di rispettare.

La vera rendita la potremo avere solo quando comprenderemo che l’Italia vende le armi a x e x spara ai militari italiani. Ma forse non ci arriviamo a comprenderlo o forse ci fa comodo non entrare nel discorso.

Roberto Domenichini

n° 4
anonimo veneziano giovedì, 25 giugno 2009

decrescita

interessante, soprattutto il link con la decrescita. il titolo, invece, fa pensare a vivere di speculazione finanziaria. direi che e' alla portata di molti, non di tutti, ma e' un cambiamento culturale forte. tutto infatti va in direzione opposta. bella sfida, comunque. e vien voglia di leggere il libro

n° 3
Filippo giovedì, 25 giugno 2009

R: decrescita

Credo che una delle questioni da approfondire sia questa: visto che non ci sarà più tanta crescita, allora vivere di quanto accumulato nel passato, anche dalle altre generazioni, sarà necessario. Secondo me sta già accadendo. Quanti comprano la casa grazie ai soldi dei genitori?, o possono permettersi una vacanza perché c'è una casa di genitori o di nonni? O quanti, ancora, possono andare avanti per piccoli regali monetari o simili? Cose già accadute, certo, ma che stanno aumentando.
E che in futuro non vedremo più grandi crescite, sembrano pensarlo in molti... economisti e non.
Ciao

markus giovedì, 25 giugno 2009

non ho capito

ma non è mica chiaro se si puòvivere di rendita o no.
ma la donnina qui sotto, cosa rappresenta?

n° 2
Gnappo1 giovedì, 25 giugno 2009

R: non ho capito

> ma la donnina qui sotto, cosa rappresenta?
Neh, se riesci a vivere di rendita magari te la puoi anche permettere :) :)

fabbbius giovedì, 25 giugno 2009

R: R: non ho capito

ahahahahahah! bellissima risposta! :)

fabbbius giovedì, 25 giugno 2009

R: non ho capito

> ma non è mica chiaro se si puòvivere di rendita o no.
> ma la donnina qui sotto, cosa rappresenta?
l'intervista mi pare abbastanza chiara, no? l'intervistato ha scritto un libro per analizzare la possibilità che una persona "normale" possa vivere di rendita... immagino che poi ce ne parlerà sul sito (o almeno io lo spero, visto che mi pare un argomento molto interessante e curioso!)

mangel giovedì, 25 giugno 2009

si può fare

Non risolverà i problemi della nostra società malata, ma indubbiamente, per chi se lo può permettere, è un piccolo ma importante rivolgimento esistenziale. Temo che tuttavia sia piuttosto elitaria, questa via.

n° 1
antonio lucenti giovedì, 9 luglio 2009

R: si può fare

ma certo, basta avere denaro sufficiente;magari dopo averlo raccattato scrivendo un libro su come vivere di rendita.
o no?!