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Un “Volo precario”. Così a Monticchiello, nel senese, il Teatro povero racconta la crisi economica

Una fuga bucolica dalla realtà. Un auto-esilio che vale un auto-dramma. Non è la trama del decamerone di Boccaccio, ma anche in questo caso i giovani protagonisti si riuniranno in un podere per salvarsi dalla peste che infesta questo scorcio di storia: la crisi. Lo spettacolo “Volo precario”, per la regia di Andrea Cresti, sarà in scena da domani fino al 14 agosto al “Teatro povero” di Monticchiello, nel senese, che dagli anni Sessanta trasforma gli abitanti del borgo in attori. La trama ripercorre due sfratti: quello storico degli anni 50, dall’agricoltura, e quello simbolico attuale, dalla vita reale e dal lavoro. Il testo in Toscano, ma di facile comprensione, si muove tra il riso e l’amaro, per raccontare il dramma grottesco dei giovani e del precariato. Di un confronto tra generazioni in cui, per la prima volta nella storia, i figli vivono peggio dei padri.

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