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Cartoline da Bruxelles: qui si parla di programmi e fondi europei

Inutile negarlo, l’Unione europea non gode di ottima fama. Distante, burocratica, incomprensibile, è un po’ un oggetto misterioso. Un gigante economico ma un nano politico, si è detto. Il luogo comune ha un fondo di verità, abbastanza paradossale a dire il vero, visto che ormai gli stati membri sono ben ventisette.

Strana creatura geopolitica, l’Unione si regge su un’astrusa architettura istituzionale. Parlamento, Commissione e Consiglio si spartiscono col bilancino poteri e competenze, e i processi decisionali sono complicati da contrappesi, vincoli e facoltà di veto. Il deficit di legittimità dell’Unione europea ha molteplici cause, ma due sono macroscopiche. Primo, esiste un deficit di rappresentanza. I cittadini europei eleggono i loro parlamentari, ma questi non eleggono né la Commissione né il Consiglio (cioè i detentori del potere esecutivo).

Secondo, gli stati membri sono estremamente riluttanti a cedere le proprie prerogative a un’istituzione sovranazionale. Così i commissari europei, l’equivalente dei ministri di un governo, non solo non sono espressione del voto, ma sono selezionati esclusivamente in base alla nazionalità. Gli ultimi entrati nell’Unione, per lo più paesi dell’Est, hanno aggravato la situazione. Paesi come la Polonia o la Repubblica Ceca considerano l’Europa unita poco più di un bancomat da cui spillare più soldi possibili, e al tempo stesso non nascondono il loro euroscetticismo e guardano più a Washington che a Bruxelles come partner per la politica estera. Quest’ultimo è un altro punto dolente: ogni paese ne ha una sua, e sullo scacchiere politico mondiale l’Europa fatica a parlare con una voce sola.

Sembrerebbe un quadro a tinte molto fosche, ma la verità è che le cose non vanno poi così male. Nonostante tutto l’Europa unita è un concetto ormai condiviso. L’euro, che molti hanno maledetto perché ha raddoppiato il conto del ristorante, non solo ha reso i viaggi negli States molto più economici, ma è anch’esso, tutto sommato, un patrimonio simbolico condiviso.

La crisi della Grecia, più che smentirla, conferma l’importanza dell’euro. Oggi diamo molte cose per scontate, ma a più di cinquant’anni  dalla fondazione dell’Unione europea giova ricordare quanto sia straordinaria una comunità, nata su basi pacifiche e collaborative, di Stati che fino a pochi anni prima erano stati acerrimi nemici e che avevano combattuto l’uno contro l’altro in due terribili guerre di dimensioni mondiali. Ancora oggi, di fronte ai più o meno giustificati e più o meno diffusi euroscetticiscmi, si può a buon diritto far valere questa eccezionale argomentazione storica, rafforzata e non indebolita proprio dal fatto che la pace tra le nazioni europee appaia ormai a tutti un dato acquisito.

Tutto ciò ha qualcosa a che fare con la finanza agevolata? Sì. Questo blog nasce con lo scopo principale di fornire informazioni pratiche sui programmi comunitari e sui cosiddetti fondi europei, tanto quelli gestiti dalla Commissione quanto quelli ridistribuiti dalle Regioni. Soprattutto nell’ottica delle piccole e medie imprese.

Ma non si può pensare di capirci qualcosa senza comprendere almeno un po’ tutto il contesto, il funzionamento dell’Unione e dei suoi organi, la formazione del bilancio, la filosofia che governa la distribuzione delle risorse, i retroscena politici, i giochi delle lobby e così via. Di tutto questo parlerà questo blog: non per divagare, ma proprio per parlare di fondi e di finanziamenti. Per questo lo potremmo chiamare Cartoline da Bruxelles: speriamo vi arrivino puntuali, e che siano gradite.

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1 Commento

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Una risposta a “Cartoline da Bruxelles: qui si parla di programmi e fondi europei”

  1. giusy dice:

    13 mag 2010 alle 12:44

    in bocca al lupo per il blog allora!!!


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