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edizioni cartacee o digitali
è un tema di grande attualità, soprattutto in un momento in cui di soldini ce ne sono pochi e le rotative costano sempre di pù - ha appena fatto un'indagine encomiabile, stampandola su carta !!, il Poligrafico Italiano, una delle migliori riviste tecniche del settore - hanno esaminato i pro e i contro, dai costi di produzione al piacere di pastrugnare fisicamente la carta stampata. Dai costi e tempi di distribuzione alla fatica di lettura, almeno stante l'attuale tecnologia. A questo proposito e parlando di diottrie, personalmente trovo meraviglioso sedermi in poltrona e leggere anche lontano da una abatjour e (udite udite) senza occhiali perchè con un "control più" aumento il corpo dei caratteri a piacere
Vi rimando alla rivista citata per i dettagli, ma un'ultima considerazione la voglio fare. Probabilmente quando è arrivato un certo Herr Gutenberg coi caratteri mobili e ha incominciato la produzione in piccola serie, qualcuno avrà arricciato il naso pensando che i codici miniati fossero più belli. Però fatalmente una serie di fattori ha portato al mondo che conosciamo. Secondo la mia esperienza, in un'altra vita sono stato stampatore, stiamo vivendo una rivoluzione tipo quella causata dal nostro amico tugnino. Solo che dovrebbe risolversi in tempi molto piu' brevi. E non sto parlando di un mondo senza carta, naturalmente. Solo un mondo senza carta stampata coi vecchi sistemi.
Sacrilegio
Mai, mai, mai, senza!
Il profumo dell'inchiostro fresco, la consistenza della carta, la solidità del libro.
Senza contare il fascino dei nostri polpettoni preferiti, magari un po' impolverati e con le pagine ingiallite dal tempo, che ci osservano dalle nostre librerie, pronti a tornare a raccontarci le loro storie in ogni momento.
Non posso farci nulla, del resto soffro di libridine da quando ho imparato a leggere.







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