I liberisti non esistono!
Gli errori dei liberisti non li ho mai ammessi semplicemente perché i liberisti non esistono se non sulla carta, vino e caffè compresi
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Misfatti e nefandezze del liberismo
I sistemi di mercato privi di regole sono prima o poi destinati a implodere.
Chi è stato a innescare, a partire dal 2007, il tracollo del capitalismo di Wall Street? All'origine troviamo il capitalismo libertario e all'insegna del laissez-faire di Milton Friedman e Friedrich Hayek, cui è stata permessa una crescita selvaggia e senza il rispetto di alcuna regola. E' questa la causa principale delle tribolazioni odierne. Questi signori sono morti entrambi, ma il loro lascito avvelenato sopravvive ancora oggi.
Non sono io a sostenere queste cose (certo, le condivido al 10%...): ma è il premio Nobel Paul Samuelson.
Che continua:
Come fecero il presidente Roosevelt e Adolf Hitler a riportare i rispettivi paesi alla soglia della piena occupazione nei sei anni dopo i fatti del '33? Il grande trucco stava in una colossale spesa in deficit, che fece lievitare il debito pubblico!
Chi sono i responsabili della deriva che, dal trend di stabilità e crescita di metà anni '90, ci ha fatto scivolare nel caos odierno, destinato a protrarsi ancora per chissà quanto?
1) George Bush, con le sue scelleratezze in ambito geopolitico.
2) Ronald Reagan: dopo la sua elezione nel 1980 l'America è diventata sempre più una nazione di sperperatori di denaro a livello familiare, a livello di corporation e a livello pubblico.
3) I piani di sgravi fiscali diretti esclusivamente a gente ricca, che dall'America hanno contagiato anche l'Europa.
4) La scandalosa impennata delle remunerazioni dei top manager, che ha compromesso la funzionalità dell'intero sistema di governance aziendale. Gente per lo più incapace, che dopo aver affondato imprese e banche, se ne sono andati per la loro strada, brindando alla manna di denaro intascata.
5) I nuovi mostri diabolici alla Frankestein dell'"ingegneria finanziaria". Swap e derivati, nati per ridimensionare il rischio totale, cancellano inevitabilmente qualsiasi principio di trasparenza. L'ingegneria finanziaria consente di passare da un'esposizione pari a zero a un leverage 50 a 1. E quando il rischio strutturale che ne risulta esplode, i Ceo e i direttori finanziari dell'istituto di turno si fregano le mani e intascano montagne di denaro. (Sottratto alla collettività, che quindi si impoverisce).
Il meltdown globale di questi giorni dovrebbe recare in bella vista le parole MADE IN AMERICA. Le generazioni future impareranno a rabbrividire al nome di Bush, Greenspan, ma anche dei banchieri (Pauson, segretario di stato USA e Chief Executive Officier di Golman Sachs e, nel loro piccolo, Ciampi, Prodi, Draghi....)
L'articolo cita Unicredit: sono convinto che le fusioni per dare dimensione internazionale alle banche siano un male. Piccolo, o medio e locale è molto meglio. Comunque, il governo non solo dovrebbe entrare con capitale statale per garantire i depositi dei piccoli risparmiatori; ma dovrebbe anche cacciare il management e nazionalizzare (non è una parolaccia!).
Ponendo tetti alle retribuzioni dei manager e abolendo bonus e stock option.





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