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JoJo martedì, 15 settembre 2009

Decrescita e benessere

Se ne era già parlato, http://www.saperinvestire.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1996&Itemid=0 ma è utile ritornarci.

Scrivevo un anno e mezzo fa:
"Riflettiamo: se uno mi porta via tutti i soldi che ho, nel giro di poco tempo morirò di fame. Però, se io dovessi riuscire a buttare nel water tutto il denaro del mondo (tirando ripetutamente lo sciacquone), nessuno morirebbe..."

Mi scuso se mi dilungo con una parte dei miei commenti di allora:
"Quando, tanti anni fa, vedevo mio padre seminare il frumento, concimarlo e poi tagliarlo con la falce a mano, andare alla trebbiatrice e poi al mulino per trasformarlo in farina e infine al forno per avere il pane; o il granturco da dare alle galline, o tagliare l'erba per i conigli; e curare amorevolmente l'orto e il giardino, dopo le 8 ore di lavoro da operaio in fabbrica, non capivo, lo compiangevo e quasi irridevo, mi sembrava un residuo stonato di un mondo che si doveva dimenticare e relegare al passato.
E quando, ricordo, tagliò sul ceppo la testa di una delle due oche che avevamo, per il pranzo di Natale, mi misi a piangere inorridito e lo costrinsi a rimetterle a posto il collo e ad incollarlo con lo scotch.
Era per me un gioco portare a pascolare la nostra capra, e non mi capacitavo perchè sparivano i capretti appena nati, che mia mamma vendeva al macellaio per qualche centinaio di lire.
Potrei parlare anche dei telai con le foglie di gelso per allevare i bachi da seta, ma non vorrei annoiare troppo...

Si era poveri, ma tutti, e ottimisti nel futuro, l'Italia stava tirandosi fuori dalla miseria della guerra, si avvertiva nell'aria l'entusiasmo e la fiducia di poter crescere con il lavoro, di costruire un grande miracolo economico, le schifezze dei miliardi della finanza non si sapeva neppure cosa fossero, banche e banchieri contavano poco più del due di picche, le vere celebrità di ogni paese erano il sindaco, il medico condotto e la maestra elementare.
Non c'erano i Bill Gates, neppure un semplice John Travolta o una Madonna, un Silvio Berlusconi o un Vladimir Putin, e, andando più giù, un Luca di Montezemolo, un Tronchetti Provera, un Ricucci, un Bonolis, un Pippo Baudo, ecc..., che in pochi anni raccolgono risorse economiche personali, per lo più occulte, di dimensioni tali da poter condizionare l'economia di buona parte delle nazioni dell'O.N.U., risorse che costituiscono solo saccheggio del bilancio statale, sottraendolo ai milioni di persone che lo producono, e quindi creano inflazione a carico dei più poveri, ed aumento del debito pubblico.
Allora, lo sforzo di tutti per arrivare al benessere, era di aumentare la produzione dei beni primari, onde poter consumare e vivere dignitosamente e senza ristrettezze; ora, la schizofrenia di questo mondo è tesa all'esaltazione dei consumi, a tutti i costi, anche pur di sprecare e buttar via quello che cresce, la filosofia è di far crescere i consumi in modo da poter aumentare la produzione e quindi il PIL e non viceversa.

Cosa servirebbe, ora, secondo me? Cambiare mentalità, soprattutto ai giovani rampanti che hanno conosciuto solo l'opulenza e non si sono mai chiesti come sia stato possibile raggiungerla.
Il benessere non drogato dall'ossessione dello sviluppo e della crescita del PIL è prima di tutto un obbligo, che per le limitate risorse di energia del pianeta dovrà essere riservato in giusta misura anche alle popolazioni più arretrate e sfruttate dal colonialismo occidentale, ed una forma di rispetto nei confronti delle generazioni future, che non possiamo lasciare in modo criminale senza adeguate opportunità di utilizzazione delle ricchezze rimanenti, che non sono infinite ed eterne.
Senza troppi sacrifici, ma con il coraggio della scelta e delle rinunce "leggere", che significano anche maggior serenità e qualità della vita. Niente reality e programmi demenziali TV con modelli blasfemi (veline, tronisti, piazzisti, eccessi di pubblicità), spazio più limitato all'intrattenimento, al tempo libero e allo sport, limitazione e tetti ai guadagni per una più equa distribuzione della ricchezza (perchè permettere differenze di stipendio 1:500? Non basta 1:10?), meno vacanze alle Maldive (una volta era vietata l'esportazione dei capitali, le spese di chi va all'estero non ne sono un surrogato?), più reddito ed agevolazioni per chi lavora e dà da mangiare a tutti, producendo in agricoltura e nell'industria, meno "effimero" (telefonini, moda e marchingegni tecnologici scarsamente utili), ecc...
Gli escrementi (di vacca, maiale, cavallo, ecc..)sono e saranno sempre ottimi fertilizzanti, con il loro uso non si perderà il gusto dei prodotti biologici, niente OGM...
Una volta, con le carenze di un'alimentazione scarsa e povera, fatta in alcune zone di sola polenta, era effettivamente diffuso il gozzo; ma ora, pur nel culto della bellezza fisica esteriore e della chirurgia estetica, dilaga una forma più perniciosa di cretinismo cosmico, per di più acclamato, e che si estrinseca in un'assenza di valori veri e nel solo apparire vuoto e vanesio.

Concludo con alcuni punti del Manifesto di Massimo Fini:
-No alla globalizzazione, in particolare dei capitali e delle merci.
-No al capitalismo e al marxismo
-No alle oligarchie politiche e economiche
-Sì al ritorno graduale e ragionato a forme di autoproduzione e autoconsumo
-Sì alla autodeterminazione dei popoli e alle piccole patrie
-Sì alla democrazia diretta e alla disobbedienza civile "

E per finire:
"
Il progresso ci ha dato l'urbanizzazione, l'elettrificazione, le automobili e i grattacieli, il cibo pronto e la televisione, i computer e i telefonini. Però ha portato all'estinzione di molte specie viventi, all'erosione del suolo, ad aria e acqua avvelenate, alle piogge acide e alla distruzione delle foreste, al degrado urbano, ai rifiuti, allo sradicamento delle tradizioni e a masse affamate; tra poco, anche alla crisi energetica e relativi fenomeni serra.
I benefici a breve dell'era industriale sono stati acquisiti a spese della sopravvivenza del pianeta che ci ospita."

Nino

n° 1
Michele domenica, 27 settembre 2009

R: Decrescita e benessere

Bellissima la tua testimonianza di come si viveva un tempo, quali erano "gli svaghi" del dopo lavoro di tuo padre e che senso di  fiducia si aveva nel futuro a quell'epoca.
Tuttavia non facciamo il solito errore di raccontarci quanto si stava meglio quando si stava peggio. Quando vedo un elenco di cose come quelle scritte sopra che secondo alcuni anrebbero fatte mi spavento. No al capitalismo, no alla globalizzazione, sì all'autoconsumo. Spero siano solo provaocazioni perchè se qualcuno ci crede davvero allora stia tranquillo che prima o poi un furbacchione che cercherà il potere proponendo queste cose lo troverà di sicuro e poi ci penserà lui a renderci buoni tutti quanti...ma la storia non insegna mai niente?

fedele mercoledì, 23 settembre 2009

R: Decrescita e benessere

bello il tuo articolo e pienamente condivisibile,ma la corsa è tutta nell'altro senzo speriamo bene,poiche forse è a rischio veramente la ns sopravvivenza, poi tutti questi premi nobel scienziati che solo pochi anni fa scrivevano e dicevano che l'ambiente non rischiava ove sono ora tali imbecilli,i ghiacciai dei poli si sono ridotti del 24 per cento se andiamo avanti di sto passo a te le conclusioni,saluti cordiali

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