Azioni:

Banca centrale, inflazione e Stato

Niente è più importante in una economia del mezzo di scambio, la moneta. E poche istituzioni sono più influenti della banca centrale. La politica monetaria come distorsione della struttura degli investimenti. Di Fabio Gallazzi

Commenti dal 2 al 6
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ugo.rossi venerdì, 14 novembre 2008

Re: risposte

> Ringrazio per l'attenzione.

1) Severità: diciamo che non ho simpatia per le mode relativistiche o di "pensiero debole".


Pensiero debole? Sarebbe già tanto ci fosse quello debole. A me sembra che sia del tutto sparito… :-)

n° 6
autore venerdì, 14 novembre 2008

risposte

Ringrazio per l'attenzione.
1) Severità: diciamo che non ho simpatia per le mode relativistiche o di "pensiero debole".
2) Socializzazione delle rendite: non capisco cosa significhi. Attualmente gli stati e le banche centrali stanno attuando una socializzazione delle perdite dopo aver promosso una privatizzazione oligarchica dei profitti.

n° 5
lino rossi giovedì, 13 novembre 2008

culto

vedo che prevale ancora una volta il culto. è più comodo professare la propria fede piuttosto che confrontarsi con degli argomenti. dove vi incontrate per pregare il ragionier rothbard?

n° 4
ugo.rossi giovedì, 13 novembre 2008

dubbio

Mi viene questo dubbio. La visione di Gallazzi sembra una visione severa. Semplifico: lasciar correre la malattia che poi il corpo si riprenderà, e dopo sarà più forte di prima. Una visione adatta ad un altro mondo, forse. Al capitalismo di cui parlava Weber, fatto di sacrificio, impegno, lavoro.

A quei tempi la borghesia doveva costruire, e per costruire si deve faticare. Adesso si nasce con tutto fatto. La macchina del sistema è bella e pronta. Basta studiare in modo decente, trovar posto in un ingranaggio e far quello che quell’ingranaggio comporta. Pubblico o privato che sia, non conta poi molto. La stragrande maggioranza delle persone vive così. Non tutti, certo.

Per il resto, il compito del bravo cittadino è saltellare tra le diverse opportunità di consumo offerte. E muoversi velocemente per consumare il più possibile. E, a volte, i consumi stessi sono “in rete” per poter passare più facilmente dall’uno all’altro.

Chi può volere quella severità adesso con tutti gli antibiotici che ci sono?

n° 3
lino rossi giovedì, 13 novembre 2008

società

come pensa l'autore di risolvere il problema della socializzazione delle rendite?

n° 2
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