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Futures si, ma con giudizio

venerdì, 5 marzo 2010

Il nostro sito si chiama dall’inglese “Tradando i futures”.

Beh, che dire, i futures sono davvero interessanti, per tutta una serie di motivi: primo tra tutti è quello, falso, del “faccio tanti soldi con pochi soldi!”.

Beh, che dire, prima ancora di metterci sul pezzo, forse dovremmo fare un paio di sane considerazioni.
La domanda,peraltro di semplice concetto, che prima di ogni cosa uno si dovrebbe porre è: ma se io guadagno 2 mila euro al mese, voglio cambiare la macchina, potrò mai permettermi di comprarne una da 100.000€ pagandola in 60 comode rate da 2000€ al mese? Potrei sempre mangiarmi il pomello del cambio se mi venisse fame, dico io.

Paradosso? Non confondiamoci tanto, perché è quanto sento raccontarmi sovente da chi si rivolge a noi per cercare di mettere luce su quanto fatto di sbagliato fino al momento in cui veniamo interpellati (Dico sbagliato, ma non perché lo dico io, sono i numeri a dirlo, ma poco male, a tutto c’è rimedio!!).

Vi confessiamo di non essere formatori dai grandi numeri, non parliamo alle grandi platee ed è presto spiegato, noi cerchiamo di portare a maggior consapevolezza chi opera sui mercati, ma il cliente medio vuole solamente l’illusione che da subito potrà cominciare a guadagnare ingenti somme, o meglio, potrà recuperare le ingenti somme perse fin lì.

Ecco l’effetto devastante….”io con l’operatività intraday devo fare il 100% all’anno, male che vada mi accontento di un bel 50%”.
Io non credo sia logico illudere le persone con fantomatici guadagni quando poi chi verrà illuso si dovrà scontrare con una realtà ben più dura dell’ovattata teoria.

Un operatore può anche mettersi in testa di operare con 1000 € di capitale, oggi l’ampio ventaglio di strumenti finanziari a disposizione da la possibilità di poter “commerciare “ anche con così pochi soldi.
Ma ritornando all’esempio della macchina comprata senza poterselo permettere, con i futures e con tutti gli strumenti che utilizzano la leva, se un’operatore non si può permettere di operare, dovrebbe andar da sé che non opera...ma ahimè non è così.
Pensate che i grandi market mover vadano fuori dal seminato sovente, loro che comprano grandi quantità di prodotti derivati? O che forse potranno sopperire ad ogni tipo di perdita e quella è la loro forza? Qualcuno avrà da obbiettare e ben venga, gli ricorderemo di chi ha oltrepassato il recinto e non è più ritornato in giardino e stiamo parlando di fior fior di fondi e banche.

I futures sono sempre serviti ad altro. Oggi la moda (Chissà chi l’avrà lanciata…!!) dice che i futures vanno tradati.
Ma i futures non son sempre serviti per coprire posizioni di eguale valore sul sottostante?
Ma i futures non son sempre serviti a chi aveva già remunerazione sul proprio capitale (Ad esempio cedole fisse in buoni del tesoro) e sapendo di poter andare a coprire la posizione, dediceva di investire la rimanenza capitale in operazioni in leva? Ah capito, non è così? Bene!!
Quanti veramente sanno che se mi compro btp ad esempio, non mi verrà chiesto margine? Ah già, vero, io son concettualmente vecchio.

Un piccolo esempio vi spiegherà quanto voglio comunicarvi:

prendiamo l’Eurostoxx50 future; mentre vi scrivo la richiesta di margine da parte della banca è di 2258€.
Ndr. Per chi non lo sapesse bene, il margine devono essere corrisposti a titolo di deposito cauzionale da chiunque voglia stipulare un contratto futures.
Il valore dello stoxx sempre in questo momento è 2818.
Benissimo. Se ogni punto stoxx vale 10 euro, questo significa che il controvalore totale del future corrisponderà a 28180€.

Quindi sto lavorando con una leva prossima a 10. Vi rendete conto vero?
La maggior parte di chi opera con i futures non si cura minimamente di quanto possa essere il controvalore di un futures, soprattutto in virtu’ del fatto che generalmente entra subito con tutta la forza a disposizione, soprattutto perchè quando perde, va avanti a perdere, adottando come efficace strategia (Si pensa lo sia), quella della speranza!
Il problema si potrebbe risolvere, dicono molti, utilizzando tanti contratti e mettendoci un bello stop, ah lo stop. Ma dove lo metto lo stop? Prima o dopo la resistenza, anzi no, il supporto? No, sai che faccio, mi compro una bella call….anzi no, sai che faccio? Medio.
Ma secondo voi, se il sig. tizio, commerciante di acciaio, decidesse di mettersi in casa del materiale da rivendere, all’improvviso poi il mercato, perché la materia prima si deprezza, avesse un brusco calo, questo commeciante cosa dovrebbe fare? Mettere lo stop loss?
Se così fosse dovrebbe dunque vendere sottoprezzo il proprio magazzino? (E guardate che ho preso un caso per cui, come del resto in borsa, non c’è deperimento della materia commercializzata!!).

E se continuasse a scendere?
A prescindere dal fatto che io sono nella maniera più assoluta contrario allo stop, perché come detto sopra uno stop può difficilmente essere piazzato in maniera corretta (E perché gli stop servono si, ma non a chi li mette, che se venite a trovarmi vi spiego anche a chi servono); detto questo non credo sia una soluzione molto intelligente quella di operare oltre le proprie possibilità.
Allora vediamo di mettere giusto un paio di puntini sulle i…se io ho 20 mila euro, secondo voi, potrò mai andare a comprare 1 stoxx o addirittura più stoxx?
Io ci penserei un attimo, perché se è vero che
“no, short non vado perché non me la sento, long si, ho deciso che vado long”,
ed è vero che
“ahhh, ma a zero non ci andrà mai, altrimenti ci dobbiamo preoccupare di altro”

(Ragionamento che peraltro condivido, tra i pochi, pienamente!!) vuol dire che se sto trattando una merce che vale 28180€, come si dice, si dice forse che “sono già in difetto”?

Allora, se i 20 mila mi serviranno prima o poi, se sono i risparmi di una vita anche, allora forse per prima cosa, non dovrò andare a negoziare un future.
Ci sono strumenti che possono essere estremamente efficaci anche se il portafoglio non è colmo e gonfio come una zampogna, utili soprattutto se non ci vogliamo, per età, pazienza, conoscenze, affidare ad uno stock picking accurato (Ricordate sempre che un’azione può fallire, un paniere diciamo che fa un po’ più fatica!!),.

I primi che mi vengono in mente? Etf e cfd.
Non ci stancheremo mai di dirlo e qui in conclusione lo ripeto per l’ennesima volta: primo non prenderle e poi, con un po’ di concreta razionalità, conoscere quello che si sta facendo.

Il resto? Come diceva Califano, è noia.
Scriveranno in giro che sono un guru, perché, non è mica vero? J
Scherzi a parte, ricordate sempre, a tal proposito che il trading, gli investimenti e tutto quanto inerente alla finanza, è un’insieme di strumenti che sono alla mercè di tutti….basta solo capire che serve poco e che quel poco va conosciuto tanto bene.
Se vi va, qui sotto, leggete la locandina. Potrebbe essere un’occasione per poterne parlare in maniera davvero più approfondita.

Buon trading

M.Brunelli
www.tradingthefutures.com
info@tradingthefutures.com

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