Australia: prove di exit strategy?
lunedì, 12 ottobre 2009
Notizie incoraggianti sul fronte macroeconomico sono giunte nei giorni scorsi dall’Australia, dove la Banca centrale australiana ha inaspettatamente alzato i tassi di interesse portandoli al 3,25% dal
precedente 3%, livello che corrispondeva al minimo dal 1960. La decisione segnala la possibilità che il paese possa fare da apripista nel processo di certificazione della ripresa economica e quindi di rimozione degli stimoli di politica monetaria.
Nel suo comunicato l'istituto centrale ha citato, in concomitanza con un miglioramento del clima di fiducia, la presenza di condizioni economiche migliori del previsto, rialzi solo contenuti della disoccupazione, una ripresa delle vendite al dettaglio e dei prezzi immobiliari.
Il comitato di politica economica ritiene pertanto che sia ora prudente "iniziare a rimuovere con gradualità lo stimolo di politica monetaria”. La banca, che si attende per il 2010 una crescita in linea con il trend, ha inoltre prospettato ulteriori rialzi al costo del denaro.
Ulteriori notizie confortanti sono giunte sempre dall’Australia dagli ultimi dati relativi al mercato del lavoro, dove a settembre il paese ha creato 40.000 posti di lavoro a fronte di attese di una flessione di 10.000 posti.
Restando sul fronte delle banche centrali, come ampiamente preannunciato, la BCE ha confermato per il quinto mese consecutivo i tassi di riferimento al minimo record dell'1%, lasciando invariati anche i tassi sui depositi overnight e sulle richieste di prestiti marginali rispettivamente allo 0,25% e all'1,75%.
Più incertezza avvolge invece le strategie di uscita dalle manovre straordinarie messe in atto contro la crisi. Nel corso della tradizionale conferenza stampa successiva alla riunione di politica monetaria, il presidente della BCE Trichet ha parlato di aspettative inflazionistiche "saldamente ancorate" e ha affermato di non aver fretta di rimuovere l'abbondante liquidità in circolazione.
In linea con le attese anche la decisione della Banca d'Inghilterra di confermare il tasso di riferimento allo 0,5%, livello minimo record a cui è stato portato lo scorso 5 marzo dal precedente 1%. L'istituto centrale ha inoltre mantenuto a GBP175,0 mld il programma di 'quantitative easing', come aveva fatto il mese scorso dopo l'inaspettato rialzo da GBP50,0 mld deciso in agosto ed ha dichiarato di prevedere che ci vorrà un altro mese per completare il programma di acquisto di asset aggiungendo che la portata del programma sarà tenuta sotto osservazione.
Il recente rimbalzo sul supporto statico a 22.500 pts ha restituito vigore all’indice FTSE/MIB, che venerdì 9 ottobre ha rinnovato i massimi dell’anno a 23.842 pts. A questo punto, in caso di ulteriore allungo gli obiettivi seguenti si trovano a 24.450 pts, 25.500 pts e a 28.350pts. Diversamente, in caso di nuova debolezza, il deciso cedimento della soglia dei 22.500 pts deprimerebbe le quotazioni verso la MM a 65 gg e la trendline rialzista di medio periodo, entrambe attualmente in area 21.800 pts. 
Di seguito riporto uno "straddle" sul nostro indice e i relativi conteggi:
UC SPMIB C 24.000 18/12/2009
| CW | A | B |
| Investimento Sottostante | 238 | 238 |
| Investimento cw | 10,15 | 14,65 |
| Investimento cw/sottost. | 4,3% | 6,2% |
Investimento totale, EUR 24,80
Si ha un profitto a scadenza se il prezzo del sottostante scende al di sotto di 21.438,71, con un decremento di -9,8%, oppure se sale al di sopra di 26.512,69 con un incremento di 11,5%.
http://cwtrading.blogspot.com/
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Commenti dal 1 al 1
(1)
R: grafico long straggle
Beh, a giudicare dai breakeven verrebbe voglia di farlo short questo STRADDLE...
In effetti il momento tattico è quello giusto perchè la volatilità è bassa, però mi lascia molto perplesso la scadenza a dicembre: espone troppo al theta e non sfrutta al meglio il vega, non sarebbe meglio farlo con scadenza a marzo 2010? Costa di più ma mi pare più solido.





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