Stop Loss:una sfida verso noi stessi
venerdì, 11 dicembre 2009
Il nostro nuovo appuntamento ci porta ad analizzare un'altro aspetto dello stop loss.
Il significato meno conosciuto dello stop, ma di gran lunga più importante, è anzitutto quello di salvaguardare la nostra salute psicologica.
A molti potrà sembrare strano quello che sto per dire, ma lo Stop Loss altro non è che anch'esso "una tecnica nella tecnica", un'operazione che richiede un forte ed evoluto pragmatismo ed una forza psicologica interiore molto elevata. Non bisogna mai cadere nell’errore di considerarlo solo un metodo per proteggere dalle perdite, ma al contrario esso deve essere sempre visto ed utilizzato con cognizione di fatto, con estrema scrupolosità e, soprattutto è fondamentale che esso sia supportato da una tecnica di trading ben consolidata, qualunque essa sia, elaborata in base alla nostra conoscenza accumulata nel tempo.
Una volta attuata la propria strategia, dopo aver studiato con tecniche ed accorgimenti vari l’andamento del mercato, dobbiamo essere in grado di posizionare i nostri ordini di stop ed essere poi pronti a non cedere alla tentazione di restare davanti al monitor ad osservare l’andamento dei mercati, facendoci prendere inutilmente dal panico e spostando magari la stessa operazione di stop.
Questo sì che sarebbe davvero molto rischioso, anzi il più delle volte deleterio.
Se riflettiamo bene, un trader principiante difficilmente sentirà la necessità di usare tale strumento; al contrario, esso, è molto più utilizzato dai trader professionisti che, automaticamente nel corso della loro esperienza sentiranno l’esigenza implicita di impiegarlo.
Lo stop loss, tra i vari strumenti di Money Management usati è probabilmente il migliore.
E’ una cosa che abbiamo stabilito prima, con tranquillità e che ci viene in soccorso proprio nel momento in cui noi non siamo capaci di decidere. Esso ci dà quella scaltrezza ed ingegnosità che ci consente di ridurre al minimo le perdite.
Intendiamoci non è perfetto: alcune volte ci stoppa una posizione che invece avrebbe successivamente guadagnato, magari perché è troppo “stretto” o semplicemente perché è improvvisamente aumentata la volatilità.
Capita anche questo.
Ma credetemi il più delle volte ci salva.
Dal momento che, una delle leggi fondamentali per chi investe nei mercati finanziari è quella di "tagliare le perdite e lasciar correre i profitti", quando un'operazione posta in essere inizia a generare perdite, la cosa più saggia da fare è sicuramente quella di chiudere la posizione prima che la perdita diventi troppo ingente.
Noi trader ci troviamo sempre nella condizione di dover affrontare e combattere la paura dell’ingresso in posizione. Quando alla fine siamo entrati nel mercato, speriamo dentro di noi, che la direzione sia quella giusta.
Purtroppo non sempre è così; ci si ritrova in situazioni in cui il trend ci gira contro portandoci delle perdite sempre maggiori: ecco che siamo incapaci di reagire alla situazione, temporeggiamo sperando che l'oscillazione sfavorevole sia solo temporanea.
Ma non succede quasi mai.
Non sto scherzando. Alzi la mano chi non si è mai trovato più di una volta in situazioni così stressanti o addirittura angoscianti e difficili da gestire razionalmente.
Riconoscere di non aver sempre ragione non è da tutti; un proverbio cinese recita: se vinci contro il nemico sei un grande, se vinci contro te stesso sei un eroe.
Questo significa che noi, conoscendo ed ammettendo i nostri limiti e difetti, dobbiamo accettare non essere in grado di saper chiudere una posizione in perdita nel momento in cui il mercato va contro e noi siamo in preda al panico!
Non sarete né i primi né gli ultimi a cui succede di perdere: fa parte del ”gioco” stesso.
Imponi a te stesso di prendere tale decisione quando sei lucido! Inserisci lo stop e soprattutto non spostarlo!
Avere una posizione opposta al mercato, togliendoci la lucidità certo condizionerebbe le nostre scelte future.
Chiudere una posizione perdente non è una sconfitta ma una vittoria.
Soprattutto verso noi stessi.
Pensiamoci bene.
Buon trading a tutti.
Carlo Vallotto carlovallotto@ email.it
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condivido ma
condivido,è lo strumento principale x il trader,ma mi aggiungo a Roberto
ove collocare lo stop,pongo una domanda complessa ?in relazione alla quantita' investita es: mini fib controvalore 45.000 euro circa 0,5 per cento,o in relazione al tempo in cui tale stop viene testato,poiche vediamo ormai da tempo che i mercati nediamente oscillano intorno all'1,salvo giornate articolari,es ieri l'indica ha toccato 0,9 per poi scendere a -0,15
e poi tornare su.grazie
R: condivido ma
Ciao Fedele,allora la tua domanda è complessa ma vediamo un pò di chiarire. Innanzitutto le indicazioni da te date non possono chiarire il tuo trading e la tua propensione al rischio. Detto questo faccio una considerazione generale: le nostre operazioni, dettate dal nostro piano di trading, devono risultare positive almeno 6 su 10 ( più aumenta questo rapporto migliore è la nostra strategia). Lo stop va studiato a tavolino NON in relazione alla quantità investita. La cosa fondamentale che io considero nello stabilire lo stop è il valore medio grosso modo delle ultime oscillazioni come le chiami tu, o meglio controllo la volatilità. Questo si applica al periodo da te scelto per il tuo trading: settimanale, giornaliero, orario ecc. Come nel tuo esempio naturalmente lo stop lo pongo se le oscillazioni giornaliere superano l'1%. In pratica entro in posizione, ma se il mercato mi va contro dell'1% la posizione viene chiusa in automatico. Spero di esserti stato utile.Ciao Carlo
R: R: condivido ma
Ciao Carlo,sei stato chiarissimo,ed preciso,ove porre lo stop riguardo alle
oscillazioni del mercato(prezzo/quantita')ma riguardo al tempo cioè se il mercato mediamente fa 1 per cento al giorno,ed un giorno in 20 minuti fa -1 è giusto secondo te uscire??credo che rispetto alle medie in questo caso non bisogna uscire ma anzi mediare,poiche in questi casi il prezzo medio dovrebbe essere ritoccato,quando il mercato mi da queste opportunita',io personalmente entro,poiche ritengo il gain è in funzione del tempo,poiche
questa è la variabile da considerare,poiche il rendimento del mercato è in funzione di un tempo,ed anhe l'inflazione tiene conto del tempo infatti viene indicata su base annuale,ed anche l'euroribor è in funzione del tempo
quindi anche gli stop andrebbero considerati prezzo/tempo.Saluti
R: R: Dimenticavo
Grandissimo Carlo
Sei stato molto delicato nella correzione. Cinese e non come ho scritto io giapponese.
Già questo ti rende, secondo mio parere, straordinario....
Io continuo a seguire con impazienza
Buona domenica Carlo e fedele
Veramente Bravo
Sei riuscito a convincermi. O meglio dai tuoi scritti mi sono reso conto dell'importanza dello stop.
Ovviamente la mano lo già alzata nel tuo precedente articolo.
Caro Carlo scusa se ti scoccio ma bisogna che mi dai una mano.
Oggi ho fatte 11 trade e ne ho chiusi in gain 9 e 2 in perdita. Uno potrebbe dire: che bravo! Invece ho chiuso con un guadagno minuscolo perchè le due perdite le ho chiuse forse su stop loss troppo larghi.
Ho bisogno di alcuni punti di riferimento per fissare gli stop. E questo so che è cosa molto complicata e soggettiva. Ma almeno un aiuto generale lo potresti scrivere?
Diciamo che questo secondo articolo mi è piaciuto più dell'altro proprio perchè il fallimento nel trading dipende spesso dalla nostra arroganza di sapere cosa fanno i mercati. Domenichini Docet! Sono stato soltanto un illuso!
Buona serata Carlo e un saluto a tutti i lettori.
R: Veramente Bravo
Ciao Roberto, allora il tuo piano di trading va un pò aggiustato. Da quello che hai scritto capisco che fai 8 operazioni su 10 in gain ed è già di per se una buona strategia. Dobbiamo lavorare sulle perdite. Se x guadagnare 10 perdi 30, non va bene. O guadagni di più o perdi di meno decidi tu; nel senso: rivedi il tuo piano di trading. Quanto gain fai per ogni operazione positiva? Vedi se mediamente avresti potuto ottenere di più "tirando" un pò più su il target. oppure come dicevo prima, fa lo stesso lavoro sulle operazioni chiuse in perdita. Spero di esserti stato di aiuto. Ciao Carlo





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