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Stop loss: chi lo utilizza?

giovedì, 3 dicembre 2009

Accingendomi a parlare dello Stop Loss mi ritrovo a dover affrontare un argomento di estrema complessità.

È molto facile dire "metti lo stop loss!" Ma nel concreto cos’è realmente lo stop loss?

Quante volte lo sentiamo nominare, tutti ne parlano ma nessuno realmente spiega mai in maniera chiara e senza troppi giri di parole, come, dove e, soprattutto, quando esso va utilizzato, quindi posizionato.

Letteralmente tale termine ha proprio il significato di  "Stop alla perdita" praticamente, quindi,  significa "Salviamo il salvabile".

Tecnicamente, infatti, lo Stop loss serve a proteggere il capitale investito, nel caso in cui l'andamento dei mercati finanziari iniziasse ad andare nella direzione opposta alle nostre aspettative. Esso ci aiuta, quindi, facendoci chiudere una posizione che tende a perdere il proprio valore iniziale.

Fa sì che possiamo essere noi investitori a stabilire quanto in un determinato momento siamo disposti a perdere dal punto di vista economico.

 

Capire dove posizionare questa operazione di chiusura spetta ad ognuno di noi, in base a svariate motivazioni:

  • Orizzonte temporale
  • Volatilità dello strumento
  • Disponibilità economica
  • Liquidità del mercato
  • Tipologia dell’operazione (trend o contro trend?)

 

Esistono inoltre diverse tipologie di Stop:

  • Stop fisso
  • Stop variabile (trailing stop)
  • Stop temporale

 

Il primo punto è un'operazione che si inserisce resta fissa finchè non lo spostiamo noi in base a precise regole: ha il vantaggio di restare dentro al mercato più a lungo con conseguente aumento del rischio.

Il Trailing Stop forse più interessante nel breve termine segue le quotazioni del mercato avvicinandosi, se il mercato va nella direzione da noi prevista, alla nostra posizione di ingresso e oltre.

Il terzo punto poco conosciuto è molto importante: un'operazione che non raggiunge il target prefissato entro tre o quattro candele, dovrebbe essere chiusa ugualmente. 

Prendiamo ad esempio l'indice Italiano

ftse-mib_4.

Possiamo notare che i due livelli molto semplici sono quelli che si dovrebbero tenere come stop: quello rosso è il livello che si utilizza qualora si sia precedentemente entrati alla rottura della resistenza segnata in verde.

 

 

Sostanzialmente in linea generale, l’investitore di lungo periodo che investe una cifra relativamente piccola, può utilizzare valori di stop ampi dal punto di vista del prezzo dello strumento; ad esempio può regolarlo su supporti o resistenze.

Invece il trader di breve che entra con grossi capitali e/o in leva per brevi periodi, deve calcolare il punto di uscita in base alle regole sopra citate e soprattutto in basa alla strategia utilizzata.

 

Il significato invece meno conosciuto dello stop, ma di gran lunga più importante, è anzitutto quello di salvaguardare la nostra salute psicologica.

 

Ma ne parlerò al nostro prossimo appuntamento.

Buon Trading a Tutti.

 

Carlo Vallotto  carlovallotto@ email.it 

 

 

 

Commenti dal 1 al 4
(4)

fedele giovedì, 10 dicembre 2009

condivido ma una considerazione

accade a molti che non considerano a priori una eventuale perdita,credono tutti che appena si apre una posizione andra verso le aspettative,da qui l'errore del non stop,tale strumento è valido ed è la prima considerazione che deve porre i trader,poiche la mediazione(tolto l'obbligazionario ove le oscillazioni sono limitate)potrebbe risultare mortale poiche se il titolo ha invertito la tendenza da noi sperata,puo tranquillamente divenire il futuro trend ed da una piccola perdita ci si puo ritrovare con un dramma,ed inoltre limitandoci in presa posizione di future operazioni(ci ingessa)trovo
il tuo scritto essenziale e chiaro,unica cosa riguardo all'operativita c'è
questo luogo comune di comprare sulla rottura delle resistenze e vendere sulle rotture dei supporti,io personalmente agisco in modo molto doverso,considero spazio tempo e medie,esmpio se il prezzo va a testare una resistenza e lo fa in modo repentino separandosi notevolmente dalle medie in questo caso personalmente entro in vendita,uguale sui supporti,è evidente che tale strategia deve verificarsi,esempio l'altro giorno l'indice ftse sul dato è andato da 22400 a 22900 in 20 minuti io ho aperto posizione al ribasso con un etf beari la corsa dell'indice ha continuato arrivando ad 23075 per poi correggere a 22.900,è evidente che il mercato avrebbe corretto poiche la saliyta dei prezzi è sata troppo repentina rispetto ai rendimenti medi prezzo tempo,infatti il giorno dopo ero in gain
pero detto questo aggiungo che se il mercato avesse coninuato in senzo contrario alla mia posizione a 23150 mi sarei chiuso,poiche avere una posizione opposta al mercato avrebbe condizionato le scelte future,poiche se medi ed il trend di breve medio ti da torto una perdita diventa un dramma
senza possibilita di cambiare strategia,saluti e grazie Carlo

n° 4
Carlo venerdì, 11 dicembre 2009

R: condivido ma una considerazione

Ciao Fedele, certo la strategia è di fondamentale importanza (come ho scritto nel mio precedente articolo). L'esempio che io ho utilizzato riferendomi ad una strategia basata su supporti e resistenza, era solo un esempio semplice di come inserire ed utilizzare lo stop. Naturalmente ognuno di noi ha la propria strategia costruita sulla propria pelle. Ma tengo a ribadire che una strategia completa DEVE prevedere anche l'inserimento di una operazione di stop, per non trovarsi in una situazione drammatica e condizionare le scelte future. La mediazione va bene solo se è fatta nella stessa direzione del trend e non nella direzione contraria, perchè come fai notare tu in questo caso diventerebbe un dramma.
Un saluto Carlo

Roberto Domenichini venerdì, 11 dicembre 2009

R: condivido ma una considerazione

Perfetto fedele!
Almeno questa è la mia opinione. Io opero proprio come hai scritto in una parte del tuo commento. Quando i prezzi si distanziano dalla media (a 33 nel mio caso) entro contro-trend per lucrare pochi tick ma con con 10 contratti. Il problema è che ultimamente, e non mi vergogno a dirlo, mi è scappato il prezzo perchè quella tendenza è stata tenuta. Il rosso pallido iniziale del loss è divenuto un rosso fuoco e ho chiuso con una perdita di quelle che lasciano il segno. Il problema è che non usando gli stop lasciavo correre nella speranza che invertisse. Ma niente da fare! Adesso, tra Carlo e il tuo commento completo per un trader, devo dire che sono quasi convinto ad utilizzarlo. Devo solo studiare a che livello di prezzo inserirlo.

Un saluto fedele e complimenti

Carlo venerdì, 11 dicembre 2009

R: R: condivido ma una considerazione

Ciao Roberto, vedo che utilizzi i verbi al passato. Segno che stai pensando di utilizzare lo stop. Anche perchè sopportare una perdita legata a dieci contratti futures....
Saluti Carlo

mixdebe venerdì, 4 dicembre 2009

Stop loss e mediazione= fallimento

Sono in linea un po' con tutte le argomentazioni, certo è che, converrete, l'uso dello stop loss e della mediazione, comunque, sono sinonimo di fallimento delle strategie d'investimento, perlomeno nel breve termine, E che non è mai un buon segno. Massimo

n° 3
Carlo venerdì, 4 dicembre 2009

R: Stop loss e mediazione= fallimento

Ciao Massimo.dico la verità non comprendo del tutto cosa intendi dire: cioè il fallimento di una strategia si ha quando la stessa porta più perdite che guadagni. Infatti se guandagno 1 ma perdo 4, vuol dire che nella mia strategia è un fallimento ed è da rivedere. Una strategia ben fatta si compone di 1)setup 2) target 3)stop. Dunque o non funziona uno dei tre punti o, più grave, non funziona l'intera strategia. Il setup è quello che determina il motivo perchè si entra in posizione ed è il fulcro della strategia stessa. Gli altri due punti sono complementari e vanno aggiustati in base ad alcune regole. La mediazione, come scritto più sotto, è una cosa competamente diversa e segue regole ben precise.
Carlo

mixdebe venerdì, 4 dicembre 2009

R: R: Stop loss e mediazione= fallimento

Ciao Carlo, intendevo dire che ambedue sono difensivi, altra cosa è, come dici tu, considerare la strategia, che ha ottica su più operazioni e più a largo raggio. L'uso di esse, sebbene seguano regole completamente differenti, segnalano cmq che in una determinata operazione abbiamo sbagliato la valutazione sul punto d'entrata. Che non è poco quando si investe del denaro. Personalmente uso gli stop loss, semplicemente perchè mi danno modo di attuare una strategia sapendo il capitale investibile, la mediazione no, necessitando di capitale tendente all'infinito. Ma in ambedue i casi, l'uso mi segnala o che HO SBAGLIATO o che STO SBAGLIANDO. Tutto qua, ciao. Massimo

Carlo venerdì, 4 dicembre 2009

R: R: R: Stop loss e mediazione= fallimento

Ciao Massimo, non volevo essere polemico, anzi. In ogni caso mi trovi d'accordo nel senso che quando scatta lo stop vuol dire che qualche cosa non lo abbiamo valutato o è andato storto nelle nostre valutazioni iniziali, qualsiasi sia il motivo per cui noi siamo entrati.
mi fa piacere averti fra i miei lettori.
Un saluto Carlo

Roberto Domenichini venerdì, 4 dicembre 2009

Spunti di riflessione

Ciao Carlo.
Ho apprezzato l'articolo per la semplicità di esposizione (dote rara).

Non vorrei apparire per una persona che ha sposato subito l'idea dello stop loss ma la sta riconsiderando con la possibilità di escluderla nuovamente. Per tale motivo e per correttezza ribadisco che allo stop loss ho preferito la mediazione ma, come ti dicevo nel tuo precedente articolo, l'ultima volta non avevo più liquidità per ulteriori mediazioni e da lì un passo indietro per riconsiderare lo stop loss. Nel seguito degli articoli avremo modo di confrontarci.

In questa settimana mi sono fatto dire dal Broker che "utilizzo" tutte le possibili soluzione sia per il loss che per il take profit.

Avendo sempre mediato ho scoperto che spesso molte operazioni le ho chiuse troppo presto ma in particolare ho difficoltà ad addormentarmi quando sono esposto con diversi contratti (tieni conto che faccio future anche sul Dax).

Secondo te possiamo dire che lo stop e la mediazione sono due metodi alternativi ma che con lo stop si dorme sonni tranquilli mentre con la mediazione no.

Attendo tuoi articoli successivi visto che dovrebbero fare al caso mio (considerare l'aspetto psicologico) e possibilmente una risposta alla mia domanda.

Ciao Carlo Buona continuazione

n° 2
Carlo venerdì, 4 dicembre 2009

R: Spunti di riflessione

Ciao Roberto, grazie per il commento.Io penso che l'utilizzo della mediazione sia uno strumento pericoloso e che vada utilizzato solo in base a precise regole che oguno di noi deve essersi creato. Ad esempio se il trend è in salita e c'è un piccolo storno, ecco che allora posso aprire altre posizioni ( qui entriamo nel discorso del Pyramiding, altra cosa); mediare quando i prezzi scendono ripeto è un discorso molto molto difficile che va utilizzato in particolari casi. Come dici tu poi non dormi di notte. meglio allora aver chiuso la posizione anche in perdita ma aver la capacità e la lucidità di potersi concentrare su una nuova operazione agari opposta rispetto a quella appena chiusa in perdita. Cioè chiudo in perdita una posizione long perchè il mercato si è girato short; apro una nuova posizione short che mi dà nuove possibilità. Ma continuando con l'esempio,se io tenessi ancora aperta la long ( nel mercato al ribasso appunto) e magari ne aprissi un'altra long, mediando,sarebbe quanto meno poco produttivo. Non vorrei paragonare lo stop con la mediazione, in quanto secondo me il primo è accettare che il mercato nonsegue in quel momento le regole da noi stabilite, mentre la mediazione è più una speranza che il mercato ritorni a nostro favore ( come provato sulla mia pelle!). Un saluto e buona giornata anche a te

Roberto Domenichini venerdì, 4 dicembre 2009

R: R: Spunti di riflessione

Perfetto Carlo! Io mi do una regola e poi scopro che il mercato va nella direzione opposta da quella da me auspicata. Chiudere in perdita sarebbe la cosa migliore per mantenere la lucidità sugli altri trade. Invece come essere umano mi faccio, scusa la parola, mille seghe mentali. Caro Carlo dici bene "provato sulla mia pelle". Alla fine sono un piccolo trader e i market maker se io continuo a mediare loro continuano a farmi da controparte ma io ho una liquidità che mi porterebbe facilmente fuori dal mercato mentre loro hanno una liquidità che tende a "infinito".

Attendo il prossimo articolo Carlo.

Buon fine settimana

Carlo venerdì, 4 dicembre 2009

R: R: R: Spunti di riflessione

Noi siamo sempre piccoli rispetto alle grandi realtà bancarie; ma non è detto che siamo meno furbi e meno scaltri di loro. Buon week end. Carlo

mplus giovedì, 3 dicembre 2009

ottimo

Spunti di riflessione interessanti ed attuali,lo stop mi serve prevalentemente per l'integrità psicologica.
Solo raramente per salvare il capitale.
Ahimè...

n° 1
Carlo venerdì, 4 dicembre 2009

R: ottimo

Grazie. L'integrità psicologica di cui appunto parlerò, è il capitale che ricopre maggiore importanza nel trader e negli esseri umani in generale. Lo sosteneva a chiare lettere anche Gann. E se lo diceva lui...

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