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Rischio ed incertezza: il caso "Goldman Sachs" ed il caso "Grecia"

venerdì, 7 maggio 2010

Ho letto in questi giorni un interesante articolo che spiegava con un interessante paragone, la differenza tra rischio ed incertezza. 


Al tavolo della finanza non ci dovrebbero essere bari. 

 L'accusa di frode contro la regina delle banche Goldman Sachs, formalizzata dalla Sec (l'organismo che vigila su Wall Street), ha innescato un nuovo sussulto sucessivo solo di poche settimane al terremoto provocato dalla Grecia, colpevole di aver falsificato i propri conti pubblici: la fiducia ricordiamocelo sempre è una cosa seria, da non contrabbandare. 

 Mercati ed investitori sono particolarmente sensibili alla differenza tra rischio e incertezza: il rischio è legato a situazioni che in qualche modo possono essere stimate e determinate. 
L'incertezza toglie ogni metro di valutazione e non offre nessuna possibilità di giudizio, com'è stato per Atene. 

 L'esempio classico si mutua dal poker: se al tavolo si diffonde l'idea che tra i giocatori sia presente un baro, il tavolo si sfascia, perchè nessuno è disponibile a perdere la posta contro chi non rispetta le regole.
 
 Così al tavolo mondiale dell'economia e della finanza, l'ipotesi di frode di Goldman Sachs e di truffa della Grecia, fanno esplodere quell'incertezza che degenerò nell'incubo dei mutui subprime di cui tutti ricordiamo, quando nessuna banca si fidava più delle altre.

Esistono altri istituti che hanno fatto la stessa operazione di Goldman Sachs? Ed esistono altri governi che hanno deliberatamente barato con i propri conti?

Quando a queste domande la risposta sarà negativa, allora vedremo una rinnovata fiducia verso i mercati finanziari ed un nuovo periodo di crescita "sana"perchè una volta eliminata l'incertezza i partecipanti saranno nuovamente disposti al rischio. 

Buon trading a tutti.

Carlo Vallotto

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Commenti dal 1 al 2
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Vittorio E. martedì, 25 maggio 2010

pragmatismo anglosassone

i birbantelli ci sono dovunque, questo lo sanno bene anche i miei amici 'Mericani.

quello che non accettano è di essere presi per il bavero e magari anche per più in giù. Quindi accetterebbero un presidente puttaniere, senza farne un eroe come succederebbe in Italia e in Francia, ma assolutamente non accettano che quello dopo aver giocherellato dica di non averlo fatto.

Da ospite ho partecipato a molti convivi dei Lyons. C'è una frase nel loro credo che mi ha sempre colpito e che è sintomatica della logica anglosassone. In poche parole tuti in coro si dice che è legittomo curare i propri interessi, ma che questo non deve avvenire necessariamente a scapito di qualcun altro.

Cosi' tutti sono pronti ad applaudire i lauti guadagni delle finanziarie, magari senza neanche voler andare troppo per il sottile. Purchè però non si giochi sporco. E' per fare un altro esempio, il caso della BP che ha pastrugnato su, bofonchiando che si però, e il quantitativo l'è meno e palle varie. Sono andati giù di brutto e si sono incazzati come tori.

son fatti così, loro sono coerenti- altro che bambinoni

n° 2
lorenzo venerdì, 7 maggio 2010

Pronti al peggio per gli Usa

E' da un pezzo che lo scrivo...prepariamoci al peggio...per gli Usa!

n° 1
Carlo Vallotto venerdì, 7 maggio 2010

R: Pronti al peggio per gli Usa

Ciao Lorenzo grazie per il post. Se ti va prova a leggere l'articolo scritto insieme a vittorio: sinfonia a quattro mani.
Ciao Carlo

da

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