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L'Analisi tecnica VS Analisi fondamentale

venerdì, 7 agosto 2009

Per chi si avvicina ai mercati finanziari, va detto e specificato che esistono diverse tipologie di analisi: ossia metodologie che si possono applicare per studiare l’andamento dei mercati e per cercare di prevederne il futuro andamento.

Nel corso del tempo, si può notare che le tre scuole di pensiero che hanno avuto maggiore sviluppo sono: l’Analisi fondamentale, la Random Walk Theory, e l’Analisi Tecnica. 

L’Analisi fondamentale studia le qualità fondamentali di un’azienda e, di conseguenza, del settore in cui essa opera, partendo dallo studio dei suoi valori di bilancio.

 Questo tipo di analisi è mirata a determinare il valore intrinseco delle società quotate in borsa, e confrontandole col valore di mercato si riesce a capire se un’azienda è “sottovalutata” rispetto ai prezzi espressi dalle contrattazioni (e quindi bisogna acquistare i suoi titoli) oppure al contrario è “sopravvalutata” (e quindi in questo caso occorre venderli).

Tenendo invece presente l’ipotesi di efficienza dei mercati, la Random Walk Theory,si basa sulla teoria che i prezzi in un qualsiasi mercato finanziario oscillano in modo irregolare rispetto al valore reale. 

Ma dal momento che, in questo caso, le informazioni giungono agli investitori in maniera imprevedibile ed imponderabile, questo rende impossibile poter prevedere il futuro andamento dei prezzi. Quindi, in questo caso, la migliore strategia da adottare è quella del tipo “buy and hold”, ossia, compra e tieni, non potendo assolutamente prevedere il futuro andamento dei mercati.

Lo studio dell'analisi tecnica si è rivelato essere sempre più importante nell’osservazione dei mercati finanziari. 

L'analisi tecnica è lo studio, vero e proprio, dell'andamento dei prezzi dei mercati finanziari nel tempo, la sua applicazione, risulta utile per intuire e quindi prevedere le tendenze future del prezzo 

Con l'uso dell'analisi tecnica si cercherà, infatti, di analizzare e capire, attraverso l’utilizzo di grafici e di altri appositi indicatori, l'andamento dei prezzi; il grafico, a sua volta, aiuterà a farci intuire le probabili mosse degli investitori,dal momento che il comportamento di questi ultimi,essendo presumibilmente ripetitivo nel tempo, farà si che al verificarsi di determinate condizioni grafiche anche i prezzi si muoveranno di conseguenza come nel passato.

Al suo esordio e per tantissimo tempo, c'è stata la tendenza ad applicare l'analisi tecnica solamente al mercato azionario; oggi la sua applicazione si è invece estesa anche e, soprattutto, al mercato delle materie prime, a quello obbligazionario, a quello valutario e a tutti gli altri mercati internazionali.

Il principale compito dell'analista tecnico, è quello di ricercare il Trend, cioè la tendenza seguita dal mercato o meglio dai prezzi del bene in esame. Una volta individuato, cercherà il punto di ingresso, detto "il Timing", e successivamente il punto di uscita. L'analisi tecnica cerca di individuare il movimento che il mercato farà. Una volta capita e stabilità la direzione dei prezzi si entrerà per poter cavalcare l'onda dei prezzi 

Carlo Vallotto

Commenti dal 1 al 5
(5)

gabriele mercoledì, 12 agosto 2009

gestori "tecnici"?

U n problema che mi ha sempre incuriosito è questo: c'è qualche gestore divenuto famoso per aver gestito un fondo con ottimi risultati nel lungo termine con l'uso dell'analisi tecnica? perchè con l'analisi fondamentale, oltre al mitico Buffett ce ne sono anche altri, anche se non tantissimi.
Ma qualcuno mi sa dire il nome di un "grande" gestore tecnico?

n° 5
Carlo Vallotto mercoledì, 12 agosto 2009

R: gestori "tecnici"?

Ciao Probabilmente nessuno si impegnerà mai nel rispondere a tale quesito.Certo ragionando ci sono molti gestori sconosciuti che fottengono buoni risultati utilizzando anche l'analisi tecnica. Ma quando sei gestore devi sottostare alle rigide regole della società titolare del risparmio che richiedono una precisa indicazione dei fondamentali delle società nelle quali il gestore intende investire. Ecco il perchè non esiste il gestore che si affida solo all'AT.

gabriele giovedì, 13 agosto 2009

R: R: gestori "tecnici"?

se devo essere sincero la risposta non mi convince molto; se vi fosse un gestore capace di battere sensibilmente il mercato con l'analisi tecnica non credo che le società di gestione si metterebbero a questionare; anzi non sono neanche sicuro che le società di gestione mettano dei paletti di natura fondamentale al gestore per le sue scelte.
Tanto più che, siccome l'analisi tecnica punta ad indovinare i trend di breve periodo, se producesse una buona percentuale di scelte indovinate, nel medio lungo termine dovrebbe avere dei risultati eclatanti; e non credo proprio che le società di gestione vi rinuncerebbero solo per una questione "ideologica".

Roberto Domenichini giovedì, 13 agosto 2009

R: R: R: gestori "tecnici"?

Gentile Gabriele penso che la questione gestione sia imbrigliata in centinaia di pastoie burocratiche come già ha scritto Vallotto. Penso inoltre che se un gestore sapesse battere il benchmark con l'analisi tecnica, in Italia, non gli verrebbe permesso ma non penso per questioni ideologiche ma semplicemente perchè è molto meglio indicizzarsi al benchmark dichiarato senza "fastidi" da parte del cliente.

Penso però Gabliele che questo valga in molte situazione della vita italiota.

Buona giornata

gabriele lunedì, 17 agosto 2009

R: R: R: R: gestori "tecnici"?

Mi dispiace ma proprio non mi convince;addirittura ci sarebbe la burocrazia a bloccare i tecnici; tra l'altro è vero che la maggior parte dei fondi sono passivi , ma non tutti.
E poi non parlo solo dell'italia; io non ho mai sentito parlare di gestori -a livello mondiale- famosi per aver battuto il mercato nel lungo termine usando l'analisi tecnica; mentre ne conosco di famosi per aver saputo individuare titoli in base all'analisi fondamentale e alle propsettive future.
Lo stesso Buffett raccontò che all'inizio usò l'analisi tecnica, poi visto che non combinava niente, cambiò metodo.
Comunque se mi fate qualche nome, sarò contento di apprendere.

Roberto Domenichini lunedì, 17 agosto 2009

R: R: R: R: R: gestori "tecnici"?

In effetti quello che dici è la verità.

Circa 5 anni fa parlavo con il responsabile per l'Italia di UBS. L'ho conosciuto ad un convegno. Mi ha detto che le società vengono scelte in base ai fondamentali poi qualche gestore utilizza l'analisi tecnica per il timing mentre la maggior parte si basa solo su i fondamentali.

Bravo gabriele per aver chiarito il punto. Rimane però il discorso delle gestioni passive ovvero dichiarano un benchmark e lo seguono. Ma non tutti.

Sarebbe bello se in Italia invece del consulente indipendente esistesse anche il gestore indipendente. Tutti noi potremmo divenire gestori del patrimonio che riusciamo a raccogliere.

Cosa ne pensi/pensate?

Ciao gabriele

gabriele lunedì, 17 agosto 2009

R: R: R: R: R: R: gestori "tecnici"?

purtroppo , visto che pare proprio che battere il mercato sia difficilissimo, non credo che l'indipendenza basti a giustificare la convenienza di una gestione;  e quindi, salvo casi rari, penso che per la maggior parte dei risparmiatori convenga ad affidarsi a etf, benchmark e simili, magari spalmando gli acquisti nel tempo senza cercare di indovinare il timing, che per la maggior parte finirebbe per essere peggio.
Certo , comunque l'indipendenza sarebbe un fattore importante, visto che alle muraglie cinesi si può dare poco credito; poi ci vorrebbe l'abilità, e allora....

Roberto Domenichini lunedì, 17 agosto 2009

R: R: R: R: R: R: R: gestori "tecnici"?

Si diciamo che, ma forse sono un paranoico io, si possa costruire un libero mercato per i gestori e che la scelta di gestione rimanga del gestore e non di una società alla quale tutti si devono inchinare alla burocratizzazione imperante.

E' ovvio che i gestori migliori saranno quelli che sapranno dimostrare con i fatti il loro valore. Dal bambino all'anziano!

Magari la possibilità di darli anche a Larry Williams o Joe Ross tanto per rimanere in ambito tecnico.

Cosa ne pensate?
Sono impazzito?

Carlo Vallotto lunedì, 17 agosto 2009

R: R: R: R: R: R: gestori "tecnici"?

E purtoppo in Italia è espressamente vietato essere gestore indipendente da un articolo del TUB- Sarebbe da auspicare appunto una liberalizzazione anche in questo campo. Ma nella vecchia Europa il settore finanziario è molto conservativo.

Luca_81 lunedì, 10 agosto 2009

C'è qualcosa di male

se mi decido ad imparare almeno i rudimenti di analisi tecnica, mentre quella fondamentale continuo a lasciarla fare a chi di dovere? Del resto, i tempi di entrata ed uscita dipendono anche da questioni personali, se lo faccio per passatempo, è una decisione che non posso 'delegare', mentre la valutazione dei fondamentali in buona parte direi di sì (mi basta sapere se ci sono...). Per favore commentate!

n° 4
Carlo Vallotto lunedì, 10 agosto 2009

R: C'è qualcosa di male

Ciao no nel tipo di approccio che fai certo non c'è niente di male.E poi chi portebbe giudicare diversamente la altrui operatività? L' analisi fondamentale spesso la si trova già bell'e pronta nei siti specializzati.
Invece l'analisi tecnica va effettuata in modo personalizzato: cioè prima impariamo i fondamenti e poi la applichiamo allo strumento che ci interessa.
Saluti

Campi gl domenica, 9 agosto 2009

Analisi fondamentale

L'analisi tecnica e' di supporto specie nella speculazione a breve, ma senza quella fondamentale quella tecnica non ha alcun senso,sarebbe come stucdiare i numeri del lotto.L'analisi tecnica fatta razionalmente non puo' esistere senza la fondamentale.Puo' essere vero invece il contrario.

n° 3
Campi gl domenica, 9 agosto 2009

Fondamentale in primis

L'analisi fondamentale e' sempre primaria su quella tecnica, sempre.Tuttavia ci sono dei momenti come quello attuali ( ce ne sono stati a bizzeffe) in cui il mercato e' in preda all'irrazionalita' ed in cui prevale l'analisi tecnica sulla fondamemntale a livello di prezzi ed in cui l'esposizione in azioni va ridotta (io sono a 0 oggi in azioni,ho solo puts).Alla fine vincono SEMPRE i fondamentali (ben letti).In questi giorni seguo oltre la fondamentale anche la tecnica perche' e' imporatnte per capire le tempistiche d'evoluzione ed i suoi modi,ma non vi preoccupate ,il punto di arrivo finale sra' basso,molto basso da qua' a 4-5 ottave.

n° 2
Carlo Vallotto domenica, 9 agosto 2009

R: Fondamentale in primis

Entrambe hanno il loro peso nella valutazione dell'investimento. Nessuna delle due, per citare solo i tipi di analisi maggiormente usati, risultano essere imprescindibili l'una dall'altra. Se ad esempio l'AT mi indica un trend in crescita ma i fondamentali mi dicono che il fatturato, la disoccupazione, la fiducia dei consumatori sono pessimi, certo non posso aspettarmi granchè. Ora una sostanziale differenza tra i due tipi di analisi stà nel fatto che mentre la fondamentale viene utiliaazta per investimenti a più apmio respiro ( leggi: investimenti più a lungo termine) l'approccio tecnico se utilizzato correttamente, può offrire spunti anche nel breve o brevissimo periodo. Ognuno di noi deve trovare la metodologia di analisi che più gli si addice, nella quale si trova più a suo agio, fondamentale o tecnica o qualunque essa sia. Limportante è l'obiettivo che ci si prefigge di raggiungere.

Carlo Vallotto domenica, 9 agosto 2009

R: R: Fondamentale in primis

Entrambe hanno il loro peso nella valutazione dell'investimento. Nessuna delle due, per citare solo i tipi di analisi maggiormente usati, risultano essere imprescindibili l'una dall'altra. Se ad esempio l'AT mi indica un trend in crescita ma i fondamentali mi dicono che il fatturato, la disoccupazione, la fiducia dei consumatori sono pessimi, certo non posso aspettarmi granchè. Ora una sostanziale differenza tra i due tipi di analisi stà nel fatto che mentre la fondamentale viene utilizzata per investimenti a più apmio respiro ( leggi: investimenti più a lungo termine) l'approccio tecnico se utilizzato correttamente, può offrire spunti anche nel breve o brevissimo periodo. Ognuno di noi deve trovare la metodologia di analisi che più gli si addice, nella quale si trova più a suo agio, fondamentale o tecnica o qualunque essa sia. L'importante è l'obiettivo che ci si prefigge di raggiungere.

Roberto Domenichini venerdì, 7 agosto 2009

Se ti/vi va

ne possiamo parlare e confrontarci......

Ti rilancio lo stesso spunto (è un articolo di un corso di trading, totalmente gratuito, che sto tenendo su un altro sito): "Analisi tecnica, capitolo chiuso"

L’utile idiota (diciamoci la verità: lo siamo stati un po’ tutti) scopre una metodologia di Borsa che prende il nome di analisi tecnica. Gli viene insegnato che solo l’andamento grafico dei prezzi passati può determinare, con buona probabilità, l’andamento futuro. Totalmente falso! Lo stesso Roberto Domenichini ha dimostrato scientificamente che le tendenze di mercato esistono e sono persistenti, ma questo non dipende sicuramente dall’analisi tecnica. Anzi l’analisi tecnica potrebbe essere addirittura controproducente. Gli stessi analisti tecnici hanno capito l’antifona ma pur di vendere la loro rumenta come libri, corsi, software si sono industriati per partorire la frase più idiota che abbia mai sentito dalla mia nascita ad oggi. La stessa frase detta in diversi modi suona così: l’analisi tecnica non prevede il futuro ma ci dice cosa potrebbe succedere. Sul cosa potrebbe, ripeto sul cosa potrebbe, non c’è bisogno di un genio. Se fissiamo un punto di partenza i prezzi dopo N periodi si troveranno più in alto o più in basso. La frase degli analisti tecnici mi ricorda quella di un noto astrologo presente su Rai 2 che proprio per non farsi prendere in giro afferma: l’oroscopo non determina ma indica. Perfetto! Ci siamo ragazzi! Diamo il colpo finale agli analisti tecnici che ad oggi hanno guadagnato qualcosa solo raccontando la fiaba del principe azzurro ai beoti creduloni trader da sbarco. Lo capite? L’analisi tecnica non determina ma indica. Quindi è come l’oroscopo! Nessun analista tecnico parlerebbe di previsione ma di timing mostrando migliaia di figure e oscillatori per stabilirlo. Ma perché tanti credono nell’analisi tecnica? Mi sembra già di aver risposto nel secondo articolo ma ripeto la risposta: solo l’1% dei trader rimane sul mercato con il proprio capitale ancora intatto. E l’altro 99%? Usa l’analisi tecnica. Sarebbe però interessante capire la psicologia di queste persone che aderiscono al nulla. Ci viene in aiuto la logica. Una teoria per definirsi scientifica deve poter essere rigettata se almeno un elemento è falso. Mi spiego: se dico che A è vera allora basterà che qualcuno dimostri che almeno un requisito di A non sia vero. Per rimanere sul pratico. Se vogliamo dimostrare che tutti i cigni sono bianchi è sufficiente falsificare la teoria trovando almeno un cigno non bianco. E con l’analisi tecnica? E’ impossibile poter dimostrare qualcosa per il semplice fatto che tale metodologia se dice che il mercato salirà, contemporaneamente, dice anche che potrebbe scendere. Quindi A e -A sono entrambi veri. La tipica frase vuota dell’analista tecnico: se rompe la resistenza sale. Se non rompe la resistenza scende. Eh ma come è intelligente! Ma se A e –A sono veri siamo di fronte ad un paradosso! Finalmente chiudiamo un capitolo definitivamente. In poche parole gli analisti tecnici ti dicono una generica frase tale per cui non potrai mai e poi mai dire che si sono sbagliati. Ma poiché non lo si può dire possiamo concludere con certezza matematica che tutti coloro che affermano che l’analisi tecnica si basa sulla statistica, studiando figure ricorrenti sappiamo dove mandarli……. Ma allora perché affermo di guadagnare in Borsa come ho anche ampiamente dimostrato? Rispondo con le parole di Conan Doyle: "quando hai eliminato l'impossibile, qualsiasi cosa resti, per quanto improbabile, deve essere la verità". Nei prossimi articoli non ci rimane che discutere dell’improbabile, ma avendo escluso l’impossibile non possiamo che descrivere un metodo per guadagnare in Borsa. Roberto Domenichini

Buona serata

n° 1
guardingo sabato, 8 agosto 2009

R: Se ti/vi va

per piacere...fai guadagnare anche noi in Borsa

Carlo sabato, 8 agosto 2009

R: Se ti/vi va

Non è che ti fai capire con facilità: nel primo commento mi lodi, nel secondo al contrario mi inviti a lasciare da parte l'inutilità dell'analisi tecnica.Spiegati meglio

Roberto Domenichini sabato, 8 agosto 2009

R: R: Se ti/vi va

Gentile Carlo

penso che tutti si abbia utilizzato l'analisi tecnica. Io stesso ne ho fatto ampio uso. Penso che la rovina dell'analisi tecnica siano gli stessi analisti tecnici? Non lo pensi anche tu? Molti sono bravini, e considerano l'analisi tecnica come approccio euristico, penso che anche tu lo faccia.

Ad esempio le divergenze hanno anche una base scientifica se vogliamo. Soilo che alcuni analisti tracciano tante di quelle righe (supporti e resistenze) che alla fine non riesci più a vedere l'analisi tecnica. Nelle mie scelte d'investimento mi baso sui fondamentali e per il timing sulla pista ciclica.

Come vedi Carlo nulla contro di te. Me ne guarderei bene dal criticarti. Ci tenevo solo a sottolineare e, spero a condividere con te, il fatto che gli analisti hanno complicato una materia che era nata proprio per semplificare la vita all'uomo. Tutto quì!

Poi ciascuno di noi utilizza i grafici; anche i più scettici.

Cosa ne pensi?

Carlo Vallotto sabato, 8 agosto 2009

Se ti/vi va

Ciao Roberto, mi trovi perfettamente d'accordo.

Io penso che l'analisi tecnica sia nata dall'osservazione di eventi che si ripetono nel tempo: cioè sicuramente se si forma un up trend ci saranno minimi e massimi crescenti; io lo osservo e se riesco ad aprofittare della mia osservazione, ci guadagno in termini monetari.

Accade purtoppo che quando un mercato e mi riferisco a quello dell'AT, cominicia ad essere ghiotto si presentano anche coloro che spacciano per analisi tecnica quello che non è. Ed anche qui mi trovi d'accordo.

Molti sono gli "analisti" che riempiono di trend line, cerchi, quadrati e quant'altro, i loro grafici creando solo una grossa confusione per chi legge e alla fine penso anche per loro stessi.

L'AT è nata per AIUTARE l'ingresso in posizione e/o l'uscita dalla stessa niente di più.

Più le cose sono semplici meglio funzionano.

Come dici tu: preso il prezzo di chiusura di un giorno; passato del tempo, il prezzo sarà o sopra o sotto quel valore iniziale osservato. Semplice no? Ma allora dove sarà più probabile che vada quel prezzo? Ecco allora che interviene l'AT, quella da manuale intendiamoci.

Poi niente è scritto per certo, neppure che un attaccante, superati tutti gli avversari, solo con il pallone, nella metà campo avversaria e con la porta vuota, faccia gol.

Ribadisco che non esiste una scienza perfetta in nessun campo delle cose conosciute, tantomeno per quel che riguarda i mercati finanziari e la loro erraticità.

Nel nostro caso, resto convinto che una SERIA analisi tecnica dei mercati, non sia comunque da disprezzare.
Essa rimane sempre un valido strumento che porta ad ottimi risultati, purchè fatta con cognizione e dati di fatto.

Roberto Domenichini lunedì, 10 agosto 2009

R: Se ti/vi va

Adesso si che ritrovo il vero Carlo Vallotto!

Concordo con tutto ciò che hai scritto. Penso che Campi abbia proprio ragione.

Riasumendo, se non vado errato, ivostri due pensieri:

1) Prima si verifica se i fondamentali sono buoni
2) Successivamente si cerca quei pattern che attendibili che mi indicano la probabilità della direzione

Almeno io opero così. ma non vuol dire che tutti si debba operare così. Ciascuno di noi ha un proprio metodo. Ad esempio per prendere la decisione di andare al rialzo sul cross $/yen quando era attorno ai 90 ho usato un RSI su base mensile. Non so perchè ma l'analisi tecnica mi piace di più su grafici monthly.

Poi ci sono titoli, mi riferisco ai sottili, dove l'analisi tecnica sarebbe del tutto inutile. Ma questo lo sappiamo tutti.

Complimenti a Carlo e Campi

Buona giornata

Carlo Vallotto lunedì, 10 agosto 2009

R: R: Se ti/vi va

Ciao Roberto, il tuo riassunto è corretto. Quello sul quale io vorrei spostare la discussione è la seguente domanda: nel caso di operatività sul breve-brevissimo termine che tipo di analisi conviene utilizzare?
Buona giornata anche a te.
Carlo

Roberto Domenichini lunedì, 10 agosto 2009

R: R: R: Se ti/vi va

Quello che afferma Carlo sarebbe veramente interessante. La maggior parte di noi opera nel breve. Se partisse un confronto su questo articolo con i commenti penso che gioverebbe a tutti. Io come avete notato non critico l'analisi tecnica in se perchè nasce per semplificare la vita all'uomo-investitore. Purtroppo molti analisti tecnici, di cui non fa parte sicuramente Carlo, ne ha fatto scempio. Il discredito dell'ananlisi tecnica deriva dagli ananilisti e non dalla metodologia.

Speriamo che parta un bel confronto.

Buona giornata a tutti

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