Soldionline.it : Informazione finanziaria indipendente

Microfinanza di Chiara Segrado

Friulana, laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche a Gorizia con una tesi intitolata "Donne e sviluppo oltre Pechino: economia e finanza etica" sull'empowerment delle donne attraverso il microcredito. Ha conseguito un master in microfinanza presso la Fondazione Giordano Dell'Amore di Milano. Da sei anni lavora nei paesi in via di sviluppo (Medio Oriente, America Latina, Balcani, India) in progetti di microfinanza con ONG, le Nazioni Unite e l'International Finance Corporation della Banca Mondiale. Autrice di diversi studi sul ruolo delle banche commerciali nella microfinanza, sulla microfinanza islamica, sulla finanza rurale è coautrice di alcuni volumi tra cui "La microfinanza in Europa" (edizioni Giuffrè) e “Donne e microfinanza. Uno sguardo ai paesi del mediterraneo” (Aracne editrice). Attualmente lavora come coordinatrice regionale per i Balcani ed il Medio Oriente con Save the Children Italia.

Link Utili

martedì, 7 luglio 2009

Ue: microcredito per i disoccupati

L'Unione Europea propone di usare la microfinanza per incoraggiare i disoccupati ad aprire nuove imprese.

Quando gli economisti parlano di microfinanza, di solito si riferiscono a prestiti esigui usati per aiutare i poveri nei Paesi in via di sviluppo. Ma nel bel mezzo della peggiore recessione degli ultimi anni, la microfinanza sta cominciando ad essere d'interesse anche nelle economie più potenti.

La Commissione Europea propone di usare questo strumento per dare a coloro che hanno perso il proprio lavoro piccoli prestiti affinché possano aprire un'attività propria e per aiutare le imprese esistenti ad espandersi. I prestiti verranno erogati ad imprese con meno di 10 dipendenti, che costituiscono più del 90% delle imprese europee. Ognuna di esse, potrà avere accesso ad un credito di un massimo di 25.000€.

Come conseguenza della crisi economica, la disponibilità di credito si è ridotta notevolmente e milioni di persone hanno perso il proprio posto di lavoro. Si stima che solo quest'anno verranno persi 3,5 milioni di posti di lavoro.

Il commissario al lavoro Vladimír Špidla ha dichiarato: "Vogliamo dare delle nuove opportunità ai disoccupati attraverso un più facile accesso al credito per creare, o sviluppare, nuove imprese. E vogliamo aiutare le piccole imprese a crescere di più, nonostante la crisi".

Circa 100milioni di euro verranno riallocati in questo schema e il budget iniziale potrebbe generare più di 500milioni di euro con il supporto di altre istituzioni come la European Investment Bank. 

I giovani che vogliono iniziare o sviluppare una nuova impresa beneficeranno di servizi quali l'assistenza finanziaria, consulenze e formazione su come realizzare un business plan.

Fonte: sito della Commissione Europea (http://ec.europa.eu/news/employment/090703_en.htm#)

Chiara Segrado

Commenti dal 1 al 4
(4)

Gianluca Crosatti giovedì, 5 novembre 2009

Interessante, ma come?

Sì, senza dubbio importante politica questa del microcredito. Senza dubbio etica e importante per uno sviluppo del medio periodo. La domanda che porrei è, come e con quali criteri sarà possibile accedere al credito nel caso degli "entrepreneurs"? Con quale criterio scegliere e premiare un business plan piuttosto che un altro? Personalmente, ritengo l'idea valida, basta tararla nel modo giusto. Grazie a tutti

n° 4
fedele martedì, 15 settembre 2009

ma svegliatevi illusi

ho scelto come avatar la regina inglese,lei si che puo accedere al micro
credito senza fallire,in fondo c'è l'articolo di un signore che si chiama
ebreo errante e scrive,un sistema per fregare gli allocchi,pero se uno vuol tentare e cosi lasciarci le penne è libero di farlo,sopratutto in questo momento in cui vi è una saturazione di tutto,il sistema esiste ma è quello di ghigliottinare diversa gente sopratutto i responsabili della crisi,hanno nomi e cognomi e sono identificabili

n° 3
Chiara Segrado venerdì, 10 luglio 2009

Eh sì, il rischio c'è ...

e non solo da noi:http://www.corriere.it/economia/09_luglio_04/microcredito_76768924-686 d-11de-86b2-00144f02aabc.shtml
Quindi vale la pena di riflettere su come rendere funzionale uno strumento come il microcredito, che se usato bene, può essere una boccata d'aria per chi lo riceve, altrimenti può rischiare di diventare una vera e propria condanna.

n° 2
Daniele Mocchi lunedì, 17 agosto 2009

R: Eh sì, il rischio c'è ...

Ciao Chiara,
stavo pensando che potrebbe essere utile studiare come tale formula possa essere importante per le donne, anche italiane, per uscire dalla marginalizzazione, nell'ambito del gruppo di riflessione Rena sulle donne. Ho visto che tu, a questo proposito, hai già studiato qualcosa...Mi viene in mente per esempio che si potrebbe proporre l'idea di utilizzare il microcredito per agevolare l'apertura di asili nido privati. Che ne pensi?

l'ebreo errante giovedì, 9 luglio 2009

w i debiti

altro sistema per indebitare gli allocchi.

n° 1
Emanuele Vazzari lunedì, 7 giugno 2010

R: w i debiti

Ma ce ne di veri? un cont è comprare mobili e indebitarsi del facoltativo; un'altro per un'attività lavorativa che abbisogna d'investimento. Anche poche migliaia di €!ho perso 2 anni a seguire Chiesa eccetera; pubblicità a iosa! mi hanno solo fatto perdere tempo. Come si può denunciarli per mistificazione di comunicazione?Come si può accedere davvero? esiste un mezzo fuori dalla propaganda? Eppure, loro agli stranieri danno. Lo so'. Agli italiani in difficoltà niente! non li aiutano a reinserirsi. Hanno una mentalità calvinista verso i propri simili.. Gli ebrei , o cinesi, ecc. tra loro invece si aiutano. Che l'Italia si affosi presto nell'olocausto nucleare...!

Ultimi Post del blog

Tutti i blog di Soldionline