Investimenti a corrente alternata? No grazie!
martedì, 4 maggio 2010
Desidero ringraziare tutti quanti mi scrivono in apprezzamento di queste pagine e per chiedere consigli sugli investimenti in essere o su qualche titolo eventualmente da comprare. Colgo questa occasione per fare qualche considerazione generale riguardo alla gestione degli investimenti. Da troppo tempo ormai l’approccio della maggior parte dei risparmiatori è stato quello di comprare o sull’onda dell’emotività o su quella della paura, che già di per sé sono cattive consigliere. Oltre a ciò, la propensione e la percezione individuale del rischio è qualcosa ancora lungi dall’essere considerata dai risparmiatori con l’attenzione che merita. Mi spiego meglio: una frase del tipo: “ma vuoi che l’azienda x o y fallisca” non ha, di per sé alcun senso (da sempre, ma specialmente dopo ciò che si è e si sta verificando), se non suffragata almeno da dati statistici consistenti. Inoltre, purtroppo, anche la statistica non è una scienza esatta, ma comporta margini di incertezza nell’esito finale del risultato sperato.
Esistono forze sul mercato che muovono decine di miliardi di euro (o dollari) in un solo minuto, modificando gli andamenti di prezzo dei titoli di una società o addirittura di un paese sovrano, esistono “tavoli di potere” che in un attimo possono scatenare una guerra, esistono forze naturali che in un attimo possono bloccare i trasporti per giorni. Scommettere troppi soldi su un solo titolo, significa implicitamente dire “io ho la possibilità di controllare gli eventi”; ossia ritengo che la probabilità che accada l’evento X sia pari a zero. Ciò è invero assai irragionevole, non trovate?
Tutti i suddetti fattori, se non considerati adeguatamente, porteranno nel tempo grandi delusioni a chi, senza prima considerare gli “eventi estremi” che possono impattare sugli investimenti, concentra troppo i portafogli su settori o aziende di qualunque tipo esse siano. La logica di base dovrebbe essere quella invece di detenere non più del 5-10% di ogni titolo in modo che, qualunque sia l’evento estremo, i risparmi ne subiscano conseguenze marginali. Tale ragionamento vale sia per le azioni, sia per le obbligazioni.
A questo punto sorge un primo problema: come seleziono i titoli? Ne ho le competenze se non lo faccio di professione? Qualche investitore sicuramente si, qualcuno no, qualcuno meno, qualcuno crede di si ma poi….ah..se la Fed non avesse alzato i tassi! Personalmente, vista la mia scarsa attitudine per i lavori manuali, non mi permetto nemmeno di cambiare una lampadina (ovviamente esagero, questo almeno lo so fare, ma non molto altro, ahimè) senza chiamare l’elettricista. Per gestire gli investimenti credo serva altrettanta consapevolezza dei propri mezzi.
Problema due: se chiamo l’elettricista per un intervento, è normale che questi si porti la cassetta degli attrezzi. Quanti risparmiatori posseggono, oltre eventualmente alle competenze, anche la cassetta degli attrezzi adeguata per fare tutte le valutazioni che seguono ossia: quanti possono quantificare in modo ragionevole qual è l’obiettivo di rischio rendimento del portafoglio? Questi due obiettivi (rischio rendimento) sono conciliabili tra loro? Mi va bene nel medio lungo termine guadagnare in media 2 punti percentuali più dell’inflazione (dichiarata) o ne voglio 4? Cercare questo rendimento che rischio di oscillazione del capitale comporta? Quali probabilità ci sono ( eventi estremi compresi) che riesca a raggiungere l’obiettivo di investimento nel tempo?
Insomma, per farla breve, riporto una frase che credo debba essere attentamente considerata: “Se si fa ciò che si è sempre fatto, si otterrà ciò che si è sempre ottenuto”… e l’impianto elettrico ha maggiori probabilità di saltare appena si riattacca il frigo o la Tv.
In sostanza, chi da sempre batte l’inflazione con la giusta e consapevole dose di rischio, continui pure così, chi non ci è ancora riuscito o ci è riuscito per pura fortuna (piacevole, ma spesso non ripetibile negli anni), forse dovrebbe prendere in considerazione altre strade.
La strada migliore nella sua semplicità è a mio parere (e non solo mio) la seguente:
v Utilizzare strumenti di risparmio gestito ben selezionati, per frazionare il rischio emittente senza particolare fatica.
v Tenere conto delle correlazioni tra mercati (non sempre azioni obbligazioni e materie prime salgono e scendono allo stesso tempo).
v Una volta scelto il portafoglio, quantificarne il rischio di oscillazione (su base annua, semestrale e trimestrale) rispetto al rendimento atteso e verificarne la coerenza con la propria propensione al rischio (al di là del momento di mercato).
v Rimettere periodicamente in assetto il proprio portafoglio (almeno una volta all’anno).
Tutte le considerazioni su dove andrà questo o quel mercato o questo o quel titolo ben vengano (la finanza è anche questo), ma solo dopo che si sarà ragionato sui punti precedenti. Altrimenti sarà come mettersi a riparare l’impianto elettrico, senza prima avere staccato la corrente. Può anche andare tutto bene, ma se va male?
Nessuna modifica al portafoglio per questa settimana.
| STRATEGICO | TATTICO PRECEDENTE | TATTICO ATTUALE | VARIAZIONE Da sett precedente | |
| INDICE | Peso | Peso | Peso | |
| Az.Europa | 10% | 11% | 11% | 0% |
| Az.USA LargeCap | 7% | 8% | 8% | 0% |
| Az.AsiaPacif.ExJapan | 3% | 3% | 3% | 0% |
| Az.Est Europa | 3% | 3% | 3% | 0% |
| Az.America Latina | 3% | 3% | 3% | 0% |
| Az.Giappone | 5% | 5% | 5% | 0% |
| Bond Paesi Emergenti | 4% | 4% | 4% | 0% |
| Bond EUR Corporate | 10% | 9% | 9% | 0% |
| Bond EUR Inf.Linked | 10% | 9% | 9% | 0% |
| Bond EUR M-LT | 20% | 13% | 13% | 0% |
| Bond EUR BT | 10% | 6% | 6% | 0% |
| Bond USD BT | 15% | 14% | 14% | 0% |
| Liquidità | 0 | 12% | 12% | 0% |
Nota ( 1) Agli utilizzatori di Denup, segnaliamo che è attivo il supporto gratuito via skype, nome utente “mydenup”.
Nota (2) I lettori del blog potranno trovare mensilmente l’outlook sulle singole economie ed altri report specifici iscrivendovi gratuitamente al sito www.myadvice.it
Buona settimana
Andrea Modena
andrea.modena@email.it
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che semplice, perché non ci avevo pensato prima
a volte si leggono vere banalità travestite da profondi ragionamenti .....come dire, se volete esser belli, fatevi belli. Se volete vivere nella felicità siate felici e se volete essere ricchi, cercate di guadagnare! Grazie del suggerimento
R: che semplice, perché non ci avevo pensato prima
> a volte si leggono vere banalità travestite da profondi ragionamenti .....come dire, se volete esser belli, fatevi belli. Se volete vivere nella felicità siate felici e se volete essere ricchi, cercate di guadagnare! Grazie del suggerimento
Internet è un mondo libero accessibile a tutti, quindi, anche questo sito viene letto non solo da esperti/maghi come Lei, ma anche da gente abbastanza ignorante in materia (come il sottoscritto) o anche da chi si sta avvicinando per la prima volta al complicato mondo della finanza.
Non perda tempo ad ironizzare sull'autore, dopo poche righe, vista l'ovvietà delle cose (per Lei!) chiude e legge altro.
Semplice, no ?
R: R: che semplice, perché non ci avevo pensato prima
Tengo ad informarla che non sono ne un mago ne un esperto, e vorrei sottolineare che spero poter decidere ancora io quando, come e cosa leggere, indipendentemente dall'ovvietà o meno dell'argomento. Mi sono permesso di ironizzare sullo scritto dell'autore poiché solo 8 giorni fa scriveva "Nonostante la crisi Greca e quella del Dubai, le condizioni dei mercati finanziari e del credito continuano a migliorare" e solo 15 giorni fa postava "niente paura" mostrando che occorreva aumentare il peso dell'azionario Euro. Ora, a sole due settimane da questa COLOSSALE cantonata, posta una filippica sugli elettricisti, i loro atttrezzi e altro.
Questi guru improvvisati farebbero bene a trovarsi davvero un lavoro come elettricisti, e gente come lei e come me, che vogliono avvicinarsi e comprendere il complicato mondo della finanza, forse faremmo bene a leggere altro, che non i maghi (loro si, con tanto di strumenti ed attrezzi - che siano le palle di cristallo?) che scrivono in questo sito.
Quanto al fatto che intenrt é un mondo libero dove ognuno scrive ciò che vuole, concordo con lei, un tempo per scrivere occorreva fare gavetta nella redazione dei giornali e studiare. Bei tempi !
R: R: R: che semplice, perché non ci avevo pensato prima
Critiche ovviamente accettate. In effetti si è verificato uno di quesgli eventi estremi che non sono di per sè prevedibili nel quando e nel quanto, ma sono gestibili attraverso la diversificazione; esistono cioè eventi che, quando si verificano, sconvolgono tutte quelle strategie che non comportano un controllo del rischio di un qualche tipo. Proprio in questa ottica, chi si avvicina ai mercati si è accorto da tempo che esistono 2 aspetti nella finanza: le chiacchiere e le riflessioni(come le mie peraltro) che intrattengono i lettori che hanno voglia di leggerle e i sistemi di gestione di portafoglio, nessuno dei quali è perfetto, ma ognuno ha margini di errore quantificabile. Il problema che spesso i chiacchieroni come me non accostano mai un portafoglio che possa aiutare a gestire gli eventi, e portano dunque i risparmiatori a comprare questo o quel titolo senza far capire che ogni scelta deve essere pesata sulla base di tutto il portafoglio in essere. Ciò che invece sto cercando di fare, seppur con tutti i limiti umani, è fare conisderazioni sì su mercati o settori, ma sempre in un'ottica di massima diversificazione. Potrei scegliere di smettere con le chiacchiere, e scrivere solo i numeri e i risultati, ma forse ciò non sarebbe gradito da alcuni. Chiunque critichi chi, come me, scrive su queste pagine o su altre, ha buon diritto di farlo, ci mancherebbe, fa parte del gioco delle parti. Da quanto si legge nelle risposte emerge comunque che purtroppo c'è in molti investitori la speranza di poter trovare un giorno l'infallibilità nel mondo degli investimenti, ma ciò non avverrà mai. Sono consapevole peraltro che ogni valutazione io possa fare sarà soggetta ad errori, ma so anche proprio per questo, che esistono metodologie professionali (quella utilizzata è solo una delle tante) che aiutano a sbagliare meno, ossia a mantenere in linea i risultati col profilo rischio rendimento dell'investimento prescelto. Faccio un esempio legato al periodo che stiamo attraversando: il rischio è da sempre percepito dai più come insito nel mercato azionario e la maggior parte dei risparmiatori italiani concentra i propri investimenti in titoli di stato del proprio paese e su conti correnti garantiti dallo stato. E se domani facessimo la fine della Grecia (evento estremo ma possibile) quei soldi dove finirebbero?. Un portafoglio divesrsificato in sicav, fondi comuni, o Etf, che sono per definizione patrimoni separati da quelli degli istituti emittenti e non aggredibili dai creditori, serve anche a evitare che tutti i risparmi di una vita svaniscano in un lampo. Buon we a tuttie grazie ancora





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