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Crescita o nuova recessione per gli Usa?

venerdì, 3 settembre 2010

L’interrogativo si ripresenta puntuale ad ogni rilascio di dati macroeconomici negativi. Principalmente, la disoccupazione Usa continua a rimanere intorno al 9,5% e da ciò facilmente si evince che, difficilmente, i consumi potranno riprendersi; e non dimentichiamoci che questi rappresentano il 70% del Pil Usa. Gli indici Ism mostrano un certa volatilità, anche se ora rimangono ben al di sopra della soglia fatidica dei 50 punti, che fa da spartiacque tra crescita e recessione La Fed ha ridotto le previsioni sul Pil dei prossimi trimestri di qualche decimo di punto, ed il presidente della Fed Bernanke ha ribadito che sarà pronto ad intervenire per continuare a sostenere l’economia. Le maggiori economie mondiali, da ultimo, ma non meno importante, secondo l’Ocse, stanno fornendo i primi segnali di possibile picco. Porsi la domanda, se l’economia mondiale subirà il cosiddetto “doubble dip”, è quindi estremamente logico. Manca tuttavia un elemento fondamentale, e del quale raramente si legge, per rispondere con maggior completezza all’interrogativo, ossia la conformazione della curva dei tassi. Ogni recessione negli Usa, infatti, è stata preceduta da una curva dei tassi piatta o invertita e di questo ora non si trova traccia: in questo periodo, lo spread tra tassi a breve e tassi a lunga in Usa è intorno ai 2 punti percentuali, ben lontano anche dalla parità. Esiste, dunque, una terza possibilità per i prossimi trimestri, ossia che l’economia ristagni su questi livelli, senza crollare letteralmente. Questa valutazione sembra confermata anche dal comportamento degli indici principali che,  che dopo aver reagito in modo negativo agli ultimi dati rilasciati, hanno per ora mantenuto i supporti principali e reagito bene nelle prime sedute di settembre. Un ritracciamento degli indici obbligazionari potrà essere di conforto ad uno scenario di ripresa dei corsi azionari. Prudenza rimane la parola d’ordine, ma attenzione a non perdere eventuali opportunità di acquisto.

Ecco il riassetto di portafoglio: 

  Strat Tattico

prec

Tattico

nuovo

Az.Europa 10% 8% 10%
Az.USA LargeCap 7% 7% 7%
Az.AsiaPacif.ExJapan 3% 3% 3%
Az.Est Europa 3% 2% 2%
Az.America Latina 3% 3% 3%
Az.Giappone 5% 5% 1%
Bond Paesi Emergenti 4% 4% 4%
Bond EUR Corporate 10% 10% 11%
Bond EUR Inf.Linked 10% 10% 11%
Bond EUR M-LT 20% 20% 20%
Bond EUR BT 10% 10% 10%
Bond USD BT 15% 15% 15%
Liquidità 10% 8% 10%

 

Tabella previsioni

  Prev B.T. Prev M.T. Prev L.T.
Az.Europa Laterale Laterale Moderato Rialzo
Az.USA LargeCap Laterale Laterale Rialzo
   

Buona settimana 
Andrea Modena
andrea.modena@email.it 
www.myadvice.it
www.denup.it

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Commenti dal 1 al 3
(3)

Massimo domenica, 5 settembre 2010

Portafogli al 110% ?

Salve Modena, analisi a parte, ti consiglio di verificare prima l'assetto dei portafogli. Se ci proponi dei portafogli al 107-110% potresti dare l'idea di buttar là dei numeri poco ponderati. Oltre a questo saresti anche così gentile di fornire i risultati storici o le performance dei portafogli che proponi? Un saluto

n° 3
andrea modena domenica, 5 settembre 2010

R: Portafogli al 110% ?

è un refuso chiedo scusa: la liquidità è al 3%...dalla prossima settimana pubblicherò anche la performance, che è stata dal luglio 2009 a oggi al lordo dei costi e comprensiva di dividendi e cedole pari al 14,32 con volatilità del 4,5%(importante anche questa, la performance da sola non dice proprio nulla!) e un drawdown max del 3,4%. saluti
am

Antonio venerdì, 3 settembre 2010

Meglio...

... analizzare approfonditamente tutti i grafici prima di sparare che ci sarà un double dip. Grazie della serietà dell'analisi, migliore di alcune sparate che ho letto ultimamente...

n° 2
Andrea Rocco venerdì, 3 settembre 2010

analisi condivisa

Sono d'accordissimo con l'analisi. Mi permetto solo di aggiungere che, nonostante sia corretto evidenziare l'importanza della curva dei rendimenti come anticipatore, è altrettanto vero che con la parte a breve vicinissima allo zero non potrebbe esserci conformazione molto diversa da quella attuale. Anche perchè, si sa, sulla parte molto lunga della curva intervengono fattori e sopratutto attori (ad esempio le assicurazioni) che spesso ne influenzano la pendenza.

n° 1
da

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