Strategie
martedì, 11 maggio 2010
Viste le “sonore legnate” ricevute nell’ultimo post, mi permetto oggi di dilungarmi un po’.
Mai pretendendo di essere un guru, termine da me fortemente osteggiato soprattutto nel nostro campo, tale parola è stata a me accostata da alcuni di voi, persone giustamente libere di dare la propria lettura alle mie opinioni: ognuno ha la propria mappa del mondo e per mia cultura tendo a rispettarla. Tengo però a precisare a beneficio di tutti, me compreso, alcuni aspetti di quanto pubblicato in queste pagine nell’ultimo anno.
Ribadisco innanzi tutto, come scritto ormai un anno fa, che la nostra è una strategia di portafoglio di tipo “trend following” e che dunque non prevede nessun tipo di anticipazione dei movimenti dei mercati, ma si limita a seguire il trend in atto, dando di per sé maggior peso al trend di lungo termine, che non ai movimenti di breve del mercato (non è dunque nemmeno una strategia utilizzabile con orizzonti temporali di breve respiro come qualcuno forse avrebbe sperato). Oltre a quelle asset class che hanno il trend migliore (secondo i nostri calcoli ovviamente), la strategia proposta, privilegia quelle che, a parità di trend, presentano una forza relativa migliore, ossia che, nel periodo precedente, hanno presentato una crescita più rapida rispetto alle altre, ipotizzando implicitamente che esse continueranno a crescere di più (ma ciò ovviamente non accade sempre). La strategia trend following, per sua natura, soffre molto nelle fasi laterali e non riesce a “gestire” nella maniera ottimale i repentini cambi di trend di breve periodo.
Ciò premesso, la strategia trend following non è l’unica attuabile dagli investitori. Ne esistono altre che non abbiamo mai sviluppato in queste pagine, se non con alcuni riferimenti “spot”, come quella basata sull’analisi ciclica e di momentum “bottom up”, dando alcune anticipazioni su quello che sarebbe potuto succedere ai mercati, con buone probabilità, ma non con certezza.
Altra strategia possibile per investire è quella basata sui fondamentali dell’economia, e, qualche volta, poco per la verità, in queste pagine, si è parlato di fattori macroeconomici,. Debito mondiale a parte (anche questo tema è stato trattato brevemente e, ora lo affermo con maggior chiarezza, penso che il debito ci porterà alla rovina, è solo questione di tempo), i fattori macroeconomici negli ultimi mesi sono assolutamente migliorati. Va tenuto altresì presente che la crescita economica dei paesi occidentali per i prossimi 3-5 anni non sarà molto probabilmente ai livelli di quella vissuta negli ultimi 20.
Ulteriore strategia utilizzabile è quella dell’analisi tecnica (tradizionale e non): basandoci proprio sull’analisi tecnica, nel post del 2 febbraio scorso avevo affermato che “l’inclinazione del trend dei mercati azionari iniziato l’anno scorso non è assolutamente sostenibile nel medio lungo periodo” e l’effetto improvviso l’abbiamo visto nell’ultima settimana. Nonostante la settimana storta, peraltro, a tutt’oggi e sottolineo oggi, il trend di medio lungo periodo, ossia quello legato al ciclo economico, non è assolutamente sotto scacco. La situazione è quella paragonabile alle crisi del 97 e 98: forte crollo e ripresa quasi immediata fino al successivo aumento dei tassi di interesse di mercato del 99, anno in cui il ciclo economico iniziò la sua fase finale.
L’aspetto principale da sottolineare è che ognuna delle strategie suddette ha pregi e difetti, ma è buona regola utilizzare la strategia che si sente migliore per il proprio modo di percepire i mercati e nonché per l’orizzonte temporale di investimento. Secondo, ma non secondario aspetto, qualunque sia la strategia, occorre porre grande attenzione al controllo del rischio o, come direbbero i più fini, è bene avere solide regole di money management. La regola proposta da noi in queste pagine (ma ne esistono altre) per la gestione del rischio è quella estremamente “basica” ed utilizzabile da chiunque dai tempi di Markowitz, lui si un guru, altro chè..ah, se a tutti venisse applicato sempre e nel modo giusto il suo ragionamento! Mi riferisco al concetto di correlazione che, per dirla con semplicità, evita di far perdere soldi contemporaneamente e irrimediabilmente su tutte le asset class presenti in un portafoglio. Per capirci, è la stessa strategia seguita dagli agricoltori nel corso dei millenni per non rimanere sul lastrico a causa dell’imprevedibilità delle condizioni metereologiche. Insieme alla logica delle correlazioni, una semplice ed efficace strategia di money management che utilizziamo si basa sulla porzione di capitale da investire ad ogni “segnale” degli indicatori utilizzati: nessun indicatore è infallibile ed è bene dunque evitare la logica del “tutto o nulla” nel procedere agli acquisti e alle vendite di qualunque tipo di attività finanziaria ed in qualunque momento di mercato.
Esistono poi altre più complesse strategie, effettuabili con strumenti di copertura, (future, opzioni, ecc), ma non alla portata di tutti coloro che vogliono gestire da soli il patrimonio personale, come credo molti lettori delle pagine di questo sito.
Al di là dei commenti e riflessioni settimanali sui mercati che per molti, anche giustamente, possono lasciare il tempo che trovano, soprattutto quando non si legge con attenzione l’orizzonte temporale a cui sono riferite e sono da me scritti in un ottica non operativa, ma di scambio di opinioni possibilmente in modo educato e non offensivo, lo scopo ultimo del mio blog è quello di fornire spunti per la costruzione di un portafoglio semplice ed operativo, che consenta di portarsi a casa nel medio lungo periodo circa 2,5 punti più dell’inflazione ufficiale con un rischio estremamente contenuto e senza mai incorrere in perdite importanti ed irrecuperabili. Ovviamente questa non è una strategia su misura per ciascuno, ma è per la totalità dei lettori, per lo più proprio per chi si avvicina o si è avvicinato da poco al mondo degli investimenti; gli altri probabilmente ne sanno a bizzeffe più di me, potendo contare su risultati importanti dai propri investimenti.
Un grazie infine a “f spaziale” che mi ha dato un importante spunto di riflessione, anche se ad oggi sembra che gli investitori preferiscano non pagare per la consulenza al fine di capire fino in fondo il proprio profilo di rischio e costruire un portafoglio efficiente e gestito in maniera professionale, dove per professionale intendo non infallibile al 100%, ma con un rapporto rischio/rendimento costantemente adeguato e controllato. Molti purtroppo preferiscono perdere un sacco di soldi = guadagnarli) scommettendo da soli o tramite consigli (più o meno “gratuiti”, ma troppo spesso interessati), così come purtroppo riportano i dati di mercato degli ultimi 10 anni (leggi bolla internet, argentina, lehman, ecc). La colpa di ciò, tuttavia, non è dei risparmiatori, ma di noi operatori che, a qualunque titolo, non riusciamo troppo spesso a fare chiarezza in un settore così delicato per la vita di tutti.
E’ dunque nella speranza di fare chiarezza che riassumo nelle maniera seguente:
- Nel campo degli investimenti, come in tutti gli altri, esistono persone più preparate e persone meno preparate, e occorre imparare a distinguerle, ma senza pretendere mai e poi mai di trovare quello che alcuni chiamano guru: non esiste!
- Meglio, oltre alla preparazione, valutare anche il potenziale conflitto di interessi dell’interlocutore che si sceglie.
- Leggete tutte le chiacchiere che volete sui mercati, ma poi stracciatele (le mie comprese se volete), salvo che non riusciate a renderle operative in modo razionale e consequenziale secondo i principi prima elencati.
- Dedicatevi prima agli aspetti psicologici dell’investimento (esistono ottimi testi di finanza comportamentale), e solo dopo ai mercati: potete imparare a capire e prevedere le vostre reazioni rispetto ai saliscendi dei mercati, ma prevedere con certezza assoluta i mercati no!
- Per chi ne vuole veramente sapere di più da un interlocutore qualunque, è più utile un approccio: “per favore, Andrea, mi spieghi meglio il perché di quanto hai detto”, piuttosto che “ti ho beccato figlio di….”…poi può ovviamente rimanere della propria opinione.
Chiudo questo post con le sagge parole di una persona ed un investitore fuori dal comune, Nassim Taleb, al quale mi ispiro da qualche anno, e che vive su un altro pianeta in quanto a conoscenze, capacità, ed umiltà. Se leggerete i suoi libri inoltre, vi troverete quella sua incredibile dote che mi piace chiamare “arroganza costruttiva”, che obbliga a ragionare sulle cose, anche se ha un impatto inizialmente un po’ forte sull’interlocutore:
"My major hobby is teasing people who take themselves & the quality of their knowledge too seriously & those who don’t have the courage to sometimes say: I don’t know...." (You may not be able to change the world but can at least get some entertainment & make a living out of the epistemic arrogance of the human race). What I do: I am interested in a systematic program of how to live in a world we don’t understand very well –in other words, while most human thought (particularly since the enlightenment) has focused us on how to turn knowledge into decisions, I focus on how to turn lack of information, lack of understanding, and lack of “knowledge” into decisions –how not to be a “turkey”.
Ecco il riassetto settimanale:
| Strat | Tattico prec | Tattico nuovo | Prev B.T. | Prev M.T. | Prev L.T. | |
|
Az.Europa |
10% |
11% |
7% |
Ribasso |
Laterale |
Rialzo |
|
Az.USA LargeCap |
7% |
8% |
8% |
Ribasso |
Laterale |
Rialzo |
|
Az.AsiaPacif.ExJapan |
3% |
3% |
3% |
|||
|
Az.Est Europa |
3% |
3% |
2% |
|||
|
Az.America Latina |
3% |
3% |
2% |
|||
|
Az.Giappone |
5% |
5% |
5% |
|||
|
Bond Paesi Emergenti |
4% |
4% |
4% |
|||
|
Bond EUR Corporate |
10% |
9% |
9% |
|||
|
Bond EUR Inf.Linked |
10% |
9% |
7% |
|||
|
Bond EUR M-LT |
20% |
13% |
13% |
|||
|
Bond EUR BT |
10% |
6% |
4% |
|||
|
Bond USD BT |
15% |
14% |
15% |
|||
|
Liquidità |
0% |
12% |
21% |
P.s. L’articolo è stato scritto prima del rimbalzo di lunedì…il fatto che tutto sia rimbalzato è puro fattore “C”…nel frattempo il sistema ha comunque alleggerito alcune posizioni azionarie. Inoltre, visto che siamo in grado di darle sistematicamente, inseriamo da oggi le previsioni termine dei due mercati azionari principali (attendibilità statistica 80%) dedicandole in special modo a chi vuol veramente capire…che non saranno infallibili, ma semplicemente informazioni in più da elaborare e che possono complicare quindi l’operatività.
Buona settimana
Andrea Modena
andrea.modena@email.it
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Commenti dal 1 al 4
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stop paper
bisogna comprare oro e argento.La carta serve solo per speculare o per andare in bagno.Se non siete speculatori,non comprate azioni,obbligazioni ecc.il ciclo dell'economia di carta è finito.Perchè secondo voi la corsa dell'oro,dell'argento,platino è inarrestabile? se non ci credete andate a vedere i grafici.Perchè chi ha grossi capitali non si fida più dell'economia di carta(azioni,obbligazioni,derivati ecc) e sposta enormi somme dalla "carta" ai metalli preziosi.Inoltre ricordate che speculare è peccato e finirete tutti sepolti da in oceano di carta straccia.www.colledelbuonpastore.it





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