L’interrogativo si ripresenta puntuale ad ogni rilascio di dati macroeconomici negativi. Principalmente, la disoccupazione Usa continua a rimanere intorno al 9,5% e da ciò facilmente si evince che, difficilmente, i consumi potranno riprendersi; e non dimentichiamoci che questi rappresentano il 70% del Pil Usa. Gli indici Ism mostrano un certa volatilità, anche se ora rimangono ben al di sopra della soglia fatidica dei 50 punti, che fa da spartiacque tra crescita e recessione La Fed ha ridotto le previsioni sul Pil dei prossimi trimestri di qualche decimo di punto, ed il presidente della Fed Bernanke ha ribadito che sarà pronto ad intervenire per continuare a sostenere l’economia. Le... [continua]
Ai primi di luglio la situazione dei mercati azionari sembrava voler peggiorare in maniera molto più forte di quanto in effetti sia successo. I supporti di medio periodo hanno tenuto, non validando quindi le previsioni negative e il mercato sembra volerci lasciar trascorrere un agosto tranquillo. Ricomponiamo la componente azionaria, Giappone a parte, che dimostra meno convinzione nella ripresa. Il rallentamento dell’economia ha fatto perdere di forza alle aspettative inflazionistiche, indebolendo i bond inflation linked. Perde di forza anche il dollaro, che torna a benchmark.Ecco il riassetto settimanale: Strat Tattico prec Tattico nuovo Az.Europa 10% 2% 7% Az.USA LargeCap 7% 2% 6%... [continua]
I dati macro rilasciati nell’ultimo mese segnalano che la crescita sta rallentando in maniera consistente, anche se gli indici PMI mondiali rimangono stabilmente oltre 50 (espansione). Secondo l’Ocse, Paesi emergenti, Italia e Francia segnalano già un picco nell’espansione. Continuano a rimanere i rischi di sempre per i mercati (derivati, debiti pubblici) e la volatilità la fa da padrona. Sulla base degli indicatori di trend e forza relativa, la componente azionaria viene alleggerita in maniera notevole. I ribassi della scorsa settimana, inoltre, hanno fatto degenerare gli indicatori previstivi del mercato azionario in maniera sostanziale. Ecco il riassetto settimanale: ... [continua]
Nel fine settimana appena trascorso si è persa l’occasione di dare un segnale di maggiore fiducia a tutti coloro che hanno dovuto (e dovranno) pagare maggiori imposte per mantenere in piedi il sistema bancario a causa della crisi: il G20 ha infatti deciso di non mettere alcuna tassa sul sistema bancario e sulle transazioni finanziarie. Si preparano inoltre anni ancora più duri, dato che l’obiettivo dichiarato a Toronto è quello di dimezzare i deficit pubblici entro il 2013. A fronte di questo, l’obiettivo dei “grandi del mondo” è quello di mantenere i piani di aiuto e di stimolo esistenti, al fine di sostenere la ripresa. In concreto ciò... [continua]
Il barometro delle borse si sta rimettendo al bello nel breve, ma solo moderatamente positive sono le previsioni a medio termine. Il rimbalzo dell’euro sta prendendo corpo, ma non è a oggi un cambiamento di trend di medio lungo termine. Perdono di forza i bond corporate euro. Ecco il riassetto settimanale Strat Tattico prec Tattico nuovo Az.Europa 10% 8% 8% Az.USA LargeCap 7% 8% 8% Az.AsiaPacif.ExJapan 3% 3% 3% Az.Est Europa 3% 2% 2% Az.America Latina 3% 3% 3% Az.Giappone 5% 5% 5% Bond Paesi Emergenti 4% 4% 4% Bond EUR Corporate 10% 10% 8% Bond EUR Inf.Linked 10% 7% 7% Bond EUR M-LT 20% 20% 20% Bond EUR BT 10% 10% 10% Bond USD BT 15% 18% 18% Liquidità 0% 2% 4%  ... [continua]
Le strategie di gestione di un portafoglio, hanno tutte dei pro e dei contro. Il pro di un riassetto puntuale (settimanale nel nostro caso), ha la finalità di tenere costantemente sotto controllo il rischio e di sfruttare eventualmente i trend di maggiore intensità presenti sui mercati, nonché la forza relativa delle asset class. Ora, come detto giustamente da fdele la settimana scorsa, un approccio di questo tipo va ad impattare sui costi complessivi, e questo è il contro della strategia. Il nostro portafoglio ha avuto in 12 mesi un turnover pari al 100%, ossia è stato “ruotato” interamente. Calcolando i costi di negoziazione degli Etf (spread denaro lettera medio) ... [continua]
Continua la volatilità sui principali mercati azionari Un grande ringraziamento va al presidente della Fed, Ben Bernanke, che con le sue dichiarazioni ha cercato di portare un po’ di serenità: la sua analisi esclude una recessione a W per gli Usa e considera esagerato il comportamento dei mercati in merito alla questione legata al debito di Eurolandia. Noi concordiamo, anche se con qualche perplessità per il medio termine. Nel breve continuiamo a ritenere probabile un’estate con mercati azionari senza una chiara direzionalità. Ecco il riassetto settimanale: Strat Tattico prec Tattico nuovo Az.Europa 10% 5% 5% Az.USA LargeCap... [continua]
La situazione sembra stabilizzarsi, anche se la batosta per i mercati azionari è stata importante. Ci attende ora una fase laterale di medio termine sui principali mercati, con l’Europa estremamente più debole quanto a trend e forza relativa rispetto al resto del mondo.Ecco il riassetto settimanale: Strat Tattico prec Tattico nuovo Az.Europa 10% 5% 5% Az.USA LargeCap 7% 6% 6% Az.AsiaPacif.ExJapan 3% 2% 2% Az.Est Europa 3% 1% 2% Az.America Latina 3% 1% 2% Az.Giappone 5% 4% 5% Bond Paesi Emergenti 4% 4% 4% Bond EUR Corporate 10% 9% 10% Bond EUR Inf.Linked 10% 9% 10% Bond EUR M-LT 20% 16% 20% Bond EUR BT 10% 8% 9%... [continua]
Altro che niente paura, si sono fatti prendere tutti dal panico e sicuramente qualcuno come sempre farà affari d’oro. A livello macro, debiti a parte (ma prima o poi il conto sarà salato) i dati continuano a non essere niente male, anche se si può pensare ragionevolmente ad un rallentamento della crescita nei prossimi mesi: la ripresa economica è stata assai repentina per poter durare su questi livelli. A meno che la situazione non si deteriori ulteriormente, fatto remoto, ma non da escludere a priori, questo rimane un forte movimento correttivo intermedio che sta portando il mercato in un ampio trading range con una volatilità da non sottovalutare. Noi ci consoliamo, come... [continua]
Viste le “sonore legnate” ricevute nell’ultimo post, mi permetto oggi di dilungarmi un po’. Mai pretendendo di essere un guru, termine da me fortemente osteggiato soprattutto nel nostro campo, tale parola è stata a me accostata da alcuni di voi, persone giustamente libere di dare la propria lettura alle mie opinioni: ognuno ha la propria mappa del mondo e per mia cultura tendo a rispettarla. Tengo però a precisare a beneficio di tutti, me compreso, alcuni aspetti di quanto pubblicato in queste pagine nell’ultimo anno. Ribadisco innanzi tutto, come scritto ormai un anno fa, che la nostra è una strategia di portafoglio di tipo “trend following” e che dunque non... [continua]
Desidero ringraziare tutti quanti mi scrivono in apprezzamento di queste pagine e per chiedere consigli sugli investimenti in essere o su qualche titolo eventualmente da comprare. Colgo questa occasione per fare qualche considerazione generale riguardo alla gestione degli investimenti. Da troppo tempo ormai l’approccio della maggior parte dei risparmiatori è stato quello di comprare o sull’onda dell’emotività o su quella della paura, che già di per sé sono cattive consigliere. Oltre a ciò, la propensione e la percezione individuale del rischio è qualcosa ancora lungi dall’essere considerata dai risparmiatori con l’attenzione che merita. Mi spiego meglio: una... [continua]
I segnali di crescita dell’attività economica mondiale continuano a rafforzarsi, anche se la velocità risulta assai differente nelle diverse aree del pianeta. Rimane inoltre probabile secondo l’Ocse un rallentamento della crescita durante il corso dell’anno. Nonostante la crisi Greca e quella del Dubai, le condizioni dei mercati finanziari e del credito continuano a migliorare. Pur tuttavia, il sistema bancario internazionale è ancora esposto a rischi di credito rilevanti verso il sistema imprenditoriale.Le rilevazioni di marzo danno l’indice PMI manifatturiero globale a 56,7, in crescita rispetto ai 55,4 punti al mese di febbraio e sui massimi dal 2004. Migliora notevolmente anche l&rsquo... [continua]
Nonostante la questione GS, che ha avuto ripercussioni venerdì scorso sui listini di tutto il mondo, continuiamo a non vedere particolari motivi di allarme per il trend di medio lungo termine dei mercati azionari. Certo, nel breve le cose sono un po’ diverse, ma quanto accaduto sul mercato nella scorsa ottava, sta già trovando compensazione in dati macro e societari positivi: Leading Indicators Usa +1,4% e superiori alle attese; JP Morgan, Bank of America, General Electric e Advanced Micro Devices che hanno riportato risultati migliori delle aspettative degli analisti. Visto che, comunque, se problemi dovranno venire, verranno probabilmente anche dal settore bancario e da quello finanziario, vediamo la... [continua]
Bene Intel e male Alcoa. Questi i primi risultati delle trimestrali dei colossi americani che hanno iniziato questa settimana la comunicazione dei risultati del primo trimestre. Gli operatori negli ultimi due giorni hanno dimostrato una grande cautela; ma il bello verrà nel pomeriggio, con la pubblicazione della trimestrale di JP Morgan. Un mese fa avevamo aumentato del 50% la componente azionaria e la scelta per ora ci ha premiato, così come quella di scommettere dalla fine dello scorso anno su una ripresa della valuta americana. Secondo quanto ci dicono le nostre analisi bottom up, almeno per ora, non ci sono seri pericoli all’orizzonte su nessuno di questi fronti. Di seguito il riassetto settimanale... [continua]
Migliorano ulteriormente le aspettative di crescita negli Usa: sia i dati dell’indice ISM dei servizi, sia quello sulle vendite di case hanno segnalato un miglioramento superiore alle aspettative, cosa che fa ben sperare per un futuro aumento dell’occupazione. Affinché la ripresa sia sostenibile nel medio termine è infatti determinante che il testimone passi dall’intervento pubblico ai consumi privati, e ciò potrà avvenire solo con un miglioramento del mercato del lavoro.La situazione ciclica della borsa americana rimane ben impostata:Il riassetto settimanale riguarda la componente obbligazionaria e quella in dollari. STRATEGICO TATTICO PRECEDENTE TATTICO ATTUALE VARIAZIONE... [continua]
L’interrogativo si ripresenta puntuale ad ogni rilascio di dati macroeconomici negativi. Principalmente, la disoccupazione Usa continua a rimanere intorno al 9,5% e da ciò facilmente si evince che, difficilmente, i consumi potranno riprendersi; e non dimentichiamoci che questi rappresentano il 70% del Pil Usa. Gli indici Ism mostrano un certa volatilità, anche se ora rimangono ben al di sopra della soglia fatidica dei 50 punti, che fa da spartiacque tra...
Ai primi di luglio la situazione dei mercati azionari sembrava voler peggiorare in maniera molto più forte di quanto in effetti sia successo. I supporti di medio periodo hanno tenuto, non validando quindi le previsioni negative e il mercato sembra volerci lasciar trascorrere un agosto tranquillo. Ricomponiamo la componente azionaria, Giappone a parte, che dimostra meno convinzione nella ripresa. Il rallentamento dell’economia ha fatto perdere di forza alle aspettative...
I dati macro rilasciati nell’ultimo mese segnalano che la crescita sta rallentando in maniera consistente, anche se gli indici PMI mondiali rimangono stabilmente oltre 50 (espansione). Secondo l’Ocse, Paesi emergenti, Italia e Francia segnalano già un picco nell’espansione. Continuano a rimanere i rischi di sempre per i mercati (derivati, debiti pubblici) e la volatilità la fa da padrona. Sulla base degli indicatori di trend e forza relativa...
Nel fine settimana appena trascorso si è persa l’occasione di dare un segnale di maggiore fiducia a tutti coloro che hanno dovuto (e dovranno) pagare maggiori imposte per mantenere in piedi il sistema bancario a causa della crisi: il G20 ha infatti deciso di non mettere alcuna tassa sul sistema bancario e sulle transazioni finanziarie. Si preparano inoltre anni ancora più duri, dato che l’obiettivo dichiarato a Toronto è quello di...
Il barometro delle borse si sta rimettendo al bello nel breve, ma solo moderatamente positive sono le previsioni a medio termine. Il rimbalzo dell’euro sta prendendo corpo, ma non è a oggi un cambiamento di trend di medio lungo termine. Perdono di forza i bond corporate euro. Ecco il riassetto settimanale Strat Tattico prec Tattico nuovo Az.Europa 10% 8% 8% Az.USA LargeCap 7% 8% 8% Az.AsiaPacif.ExJapan 3% 3% 3% Az.Est Europa 3% 2% 2% Az.America Latina...