Ma vi ricordate l'ultima operazione ammmericana di Fiat? Fu un successone (per Fiat naturalmente). Proclamò l'inizio di un turnaround di successo (quello della società di Marchionne) e fu, probabilmente, una delle cause dell'avvio di un inesorabile declino, quello di General Motors.
Quest'ultima, infatti, è in difficoltà da ben prima dello scoppio della bolla finanziaria statunintese. Da quando, a grandi linee, il gruppo americano ha dovuto dare una buon uscita a Fiat per non fare esercitare a quest'ultima l'opzione di vendita del business dell'auto. Un business che in quei mesi non se la passava troppo bene... :)
Ora Fiat torna sul luogo del misfatto, prendendo due piccioni con una fava. Detroit come le lande desertiche che si vedono nei cartoni di Lucky Luke, quelle in cui gli avvoltoi girano bassi in caccia di prede! Quei furbacchioni entrano in grande stile sul mercato Usa, in cui avrebbero dovuto investire per crearsi ex novo una grossa rete di distribuzione. E lo fanno senza spendere un centesimo di dollaro (o di euro, come preferite).
Ma non solo: lo fanno con tutti i ringraziamenti del mondo industriale americano. E del suo presidentissimo. Che dire, "in bocca al lupo!".
Ah, infine una segnalazione. Dopo quello che ci siamo detti ieri su Seat: leggetevi l'articolo di Salvatore Gaziano su Soldionline. Nulla di più chiaro, arguto e analico. Ogni tanto si legge ancora in giro qualcosa di interessante (e su sto tema quasi mai sulla carta stampata).