Alitalia, che schifo!
venerdì, 26 giugno 2009
Stavo facendo un giro su SoldiOnline (a proposito, complimenti per la nuova realease, mi pare molto gradevole graficamente ma anche migliore, rispetto al vecchio, sotto il profilo dall’usabilità e della chiarezza) e leggo una notizia del Fagnani.
Una notizia che mi fa abbastanza inca**are. In pratica, nella bozza del decreto fiscale all’esame del Consiglio dei Ministri (quella in cui ci saranno anche i fondi per l’Abruzzo) ci sarebbe anche una postilla legata al rimborso degli obbligazionisti e degli azionisti di Alitalia.
Gli obbligazionisti si prenderanno il 70% del valore nominale mentre gli azionisti potranno vendere al Ministero del Tesoro le azioni in loro possesso ricevendo il 50% della media del prezzo medio di borsa nell'ultimo mese di negoziazione (0,2722 euro).
E mi viene da pensare… E IO PAGO!
Premetto che è giusto fare una netta distinzione tra bondholder e azionisti e che è giusto che i primi prendano qualcosa (non so se 10%, 32% o 70%, non voglio entrare nel merito...) ma gli azionisti NO! Erano soci o no? E allora partecipavano al rischio d’impresa!!!
No, no, no... non ci siamo. E perché solo loro? Significa, olretutto, ammettere che si è sbagliato a fare qualcosa...
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Come volevasi dimostrare...
Citazione che dimostra ancor di più chi avesse veramente ragione su Alitalia, e cioè Prodi e Bersani.
Berlusconi con la sua strumentalizzazione, e i sindacati con la loro ottusità, ci hanno fatto bruciare miliardi di euro. Vergogna!
Affari Finanza 06/07/2009 BEPPE SCIENZA p. 19
Bond Alitalia, perché rimpiangere Air France
L'ANALISI
La soluzione elaborata dal governo Prodi prevedeva, a conti fatti, un 70 per cento in più rispetto a quanto si otterrà con la soluzione individuata dal governo Berlusconi. Al contrario, è andata bene a chi, speculando, comprò Alitalia convertibili per esempio nell'estate del 2004 anche sotto i 70 euro
I possessori di titoli Alitalia hanno tirato un sospiro di sollievo. L'ultimo consiglio dei ministri ha infatti deciso di migliorare nettamente la precedente offerta del Tesoro. A fronte di 100 euro nominali di obbligazioni Alitalia 7,5% 2010 si otterranno Btp infruttiferi con scadenza 31-12-2012 per 71 euro, cifra tonda. A prima vista la cosa non si presenta molto male. È il doppio esatto di quanto era stato disposto con la conversione del cosiddetto decreto "Mille proroghe", suscitando reazioni veementi pure in giornali usi ad applaudire qualunque trovata del governo Berlusconi. Ma soprattutto molti hanno in mente gli 85 euro della bozza dell'offerta di Air France per l'acquisizione di Alitalia. Vista così, la differenza è contenuta: 71 euro sono solo il 16% in meno. Però in realtà quegli 85 euro avevano tutt'altro significato. A quella cifra il Tesoro si impegnava a cedere la propria quota del prestito (443 milioni di euro) alla compagnia area franco-olandese, riducendo così il fardello di un debito molto oneroso. Invece gli altri obbligazionisti si sarebbero tenuti ben stretti i loro titoli. Venute meno le prospettive di fallimento, sarebbero saliti non solo sopra 85 ma addirittura oltre 100. Lo dicevano a chiare lettere - anzi a chiare cifre - i prezzi delle obbligazioni di Air France già sul mercato. Per un risparmiatore la soluzione elaborata dal governo Prodi significava incassare la cedola del 2009, quelle del 2010 e il rimborso alla pari - cioè a 100 - il 22 luglio del prossimo anno. Sarebbe stato oltre il 70% in più in termini finanziari. Si veda la tabella in pagina, che tiene conto dei diversi aspetti delle due alternative, fra cui l'assenza d'interessi per i Btp offerti in permuta. Resta un fatto che per un risparmiatore accettare l'offerta è una scelta scontata. Tutto fa pensare che dalla procedura fallimentare verrà fuori molto meno e forse quasi nulla. Un discorso diverso si potrebbe poi fare per chi ha obbligazioni per più di 140.905 euro di nominale, a causa del tetto di 100.000 euro di Btp a testa. Ma è un discorso che riguarda pochi soggetti. Difesa del risparmio . A parte il confronto con la soluzione Air France, ci si può chiedere se sia stato rispettato l'impegno di tutelare il risparmio, più volte ribadito da Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti. Vediamo in particolare come è andata a chi abbia tenuto le Alitalia dall'emissione, il 22 luglio 2002. Ciò implica tener conto di diverse variabili, compresi gli aumenti di capitale, e per i dettagli dei calcoli rinvio alle mie pagine Internet presso il Dipartimento di Matematica dell'Università di Torino ( www.beppescienza.it ). Il rendimento ottenuto risulta inferiore allo 0,5% annuo. Non un disastro, ma meno dell'inflazione, anche supponendola bassissima da adesso al 2012. È andata bene invece a chi, speculando, comprò Alitalia convertibili per esempio nell'estate del 2004 anche sotto i 70 euro. Un regalo agli azionisti . Ma non è per le obbligazioni che la vicenda Alitalia appare un unicum nella storia della finanza. Piuttosto quando s'è mai vista una società fallita i cui azionisti recuperino così tanto? Il Tesoro offrirà 0,2722 euro per ogni azione, quando il concambio coi titoli di Air France era nell'ordine degli 0,10 euro, che sarebbero diventati ora circa la metà. In ogni caso tutto ciò conferma che era fondato ritenere l'investimento in Alitalia in qualche modo protetto, grazie al controllo da parte dello Stato. Mica ha ricevuto indennizzi dal Tesoro chi investì in titoli Cirio, Parmalat, Fantuzzi o Giacomelli! 115,37 EURO È la valutazione totale al luglio del 2010 con la soluzione individuata dall'ex governo 67,61 EURO È il rimborso previsto attualmente dal Tesoro su 100 euro nominali
LE DUE SOLUZIONI PER GLI OBBLIGAZIONISTI
Tesoro L'offerta del senza cedole Btp scadenza cedola 2009 6,56 Valori Valutazione totale nominali al luglio 2010 31-12-2012 70,97 67,61 La soluzione di cedola 2010 6,56 115,37 Air France cedola e rimborso finali 102,3 pari a +71% La tabella mostra che la soluzione Air France sarebbe stata molto più vantaggiosa per gli obbligazionisti (+71%). Per rendere omogeneo il confronto tutti gli importi sono capitalizzati o attualizzati alla scadenza del prestito (22-7-2010) al tasso del 2%
Un po' di obiettività
Siamo almeno onesti nel dire chi ha sbagliato su questo tema sono BERLUSCONI ed I SINDACATI.
Il governo precedente aveva trovato un accordo con AirFrance migliore sia per lo Stato Italiano (quindi per noi che paghiamo le tasse) che per i singoli investitori: Airfrance prevedeva per esempio il rimborso dell'85% del valore nominale dei bonds! Questi sono fatti!
Per la strumentalizzazione politica di Berlusconi e per la miopia dei sindacati abbiamo buttato nel cesso miliardi di euro, regalandone parte ad un manipolo di cosiddetti imprenditori che, abilissimi a sfruttare il mercato quando non c'è concorrenza, hanno già rivenduto il 25% della compagnia ricavandone il 50% di quanto avevano sborsato (complimenti! Tutto valore sottratto alle tasche di noi tassati) . A mio avviso dovrebbero vergognarsi entrambi i soggetti citati, e dovrebbero pagare di tasca loro!
R: Un po' di obiettività
> Siamo almeno onesti nel dire chi ha sbagliato su questo tema sono BERLUSCONI ed I SINDACATI. Il governo precedente aveva trovato un accordo con AirFrance migliore sia per lo Stato Italiano (quindi per noi che paghiamo le tasse) che per i singoli investitori: Airfrance prevedeva per esempio il rimborso dell'85% del valore nominale dei bonds! Questi sono fatti! Per la strumentalizzazione politica di Berlusconi e per la miopia dei sindacati abbiamo buttato nel cesso miliardi di euro, regalandone parte ad un manipolo di cosiddetti imprenditori che, abilissimi a sfruttare il mercato quando non c'è concorrenza, hanno già rivenduto il 25% della compagnia ricavandone il 50% di quanto avevano sborsato (complimenti! Tutto valore sottratto alle tasche di noi tassati) . A mio avviso dovrebbero vergognarsi entrambi i soggetti citati, e dovrebbero pagare di tasca loro!
i polli di Renzo
ma senti questo, sta' a vedere che adesso mi devo pure giustificare per il fatto di aver avuto azioni della compagnia di bandiera italiana... e tu, caro mio, scommetto che l' hai pure votato l' Al Capone che ha venduto a Colaninno che rivenderà a Spinetta, quando TPS e il governo precedente saltavano questo inutile passaggio speculativo, che serve solo a far mangiare alla greppia che non li riguarda i quattro falliti d' imprenditori italiani, che se non c' è il governo di merende non sono capaci neanche di allacciarsi le scarpe!
E le regole?
Io ho comperato azioni alitalia e mi sono perciò accollato il rischio aziendale. Ero pronto anche a perdere tutto se la compagnia avesse fallito. Poi però un bel giorno mi hanno tolto la disponibilità delle azioni possedute e dopo poco hanno scorporato la compagnia portando via la cassa e lasciandomi i debiti. Le regole di mercato che avevo implicitamente sottoscritto sono state completamente stravolte d'autorità per soli fini politici (avete dubbi? sveglia...)Ciliegina sulla torta si sono preoccupati di promettere che non avrei perso un solo euro tanto l'acqua passa sotto i ponti e la gente invecchia e muore. Altrove ciò non sarebbe potuto accadere e uno stato tanto irrispettoso dei diritto dei suoi cittadini meriterebbe che il popolo gli voltasse le spalle smettendo completamente ad esempio di sottoscrivere i titoli di stato anche perchè se tanto mi da tanto nel momento del bisogno con una manovra "garantista e di pubblica utilità" non avrebbero alcun dubbio nell'incamerare tutti i risparmi degli italiani. Il principio è lo stesso. Fatemi capire dove sbaglio...................





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