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Yoox: come verrà accolta la nuova inquilina di Piazza Affari?

lunedì, 23 novembre 2009

Una nuova inquilina per Piazza Affari.
Dopo Molmed, approdata nel marzo del 2008, negli ultimi mesi non si è fatto altro che parlare di operazioni di delisting. Quella di Yoox sarà probabilmente l’operazione che farà da apripista a nuovi collocamenti. La prossima estate dovrebbe toccare a Giochi Preziosi, un marchio noto a livello internazionale e in grado di competere con leader di livello mondiale.

Le difficoltà dell’economia avevano scongiurato i progetti di Ipo avviati precedentemente (come Ferragamo e Prada). La storia recente dimostra come la maggior parte dei collocamenti avviene in momenti di crescita sostenuta, come dimostrano le 42 società quotate nel 2000 e le 32 nel 2007.

Chi è Yoox e dove opera?

YOOX Group, il partner globale di Internet retail per i principali brand della moda e del design, si è affermato tra i leader di mercato con gli store Multi-brand yoox.com e thecorner.com, ed i numerosi Online Stores Mono-brand tutti "Powered by YOOX Group". Il Gruppo vanta centri logistici e uffici in Europa, Stati Uniti e Giappone e distribuisce in 57 Paesi nel mondo.

Un business che sta attraversando un momento molto difficile e che darà i primi segnali di ripresa solo a partire dalla metà del 2010. Nonostante una situazione settoriale difficile la società è riuscita a presentare livelli di crescita molto importanti, attirando su di se l’interesse di un numero sempre maggiore di partner commerciali.

Uno sguardo ai conti

La società comunque, prendendo come riferimento l’ultimo bilancio approvato, mostra una crescita consistente, con un incremento di fatturato del 47,8%. Anche l’ultima trimestrale ha dato risultati molto positivi, con un fatturato che passa da 25,1 a 38,4 milioni di euro. I margini rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente si sono triplicati, passando da un Mol di 2,7 a 7,2 milioni, un Ebit da 1,3 a 5,9 milioni e con un risultato di competenza che passa da una perdita di 0,4 milioni a un utile a 2,8 milioni.

Il gruppo è dotato di una buona presenza su mercati internazionali tradizionali, solo il 26,4% dei ricavi proviene dall’Italia, la restante parte è distribuita tra Resto d’Europa per il 49,70%, Nord America 15,70%, Giappone 6,00%, altro 2,2%.   Sorprende invece la scelta di non operare su mercati emergenti, contraddistinti da maggiori aspettative di crescita nei prossimi anni.

Yoox e Piazza Affari

La società quoterà sul segmento STAR a partire dal 3 dicembre. Un’operazione che meno di 10 anni fa, durante la bolla internet, per una società come Yoox legata al comparto, avrebbe rappresentato una corsa all’acquisto da portare in orbita il titolo.

Oggi invece gli operatori sono più maturi di un tempo, dopo esser rimasti scottati da precedenti operazioni di collocamento che hanno visto le proprie partecipazioni esser portate all’insù per poi crollare dopo qualche sedute senza riveder più i prezzi iniziali. Parlo di storie recenti come quelle di Aeffe, Aicon, Damiani, IwBank, IlSole24Ore che non hanno mai più rivisto il prezzo di collocamento. 

L’e-commerce nella percezione comune, di esperti e non, rimane un settore che da un lato affascina ma dall’altro alimenta dubbi di sostenibilità nel lungo periodo. L’operazione di collocamento potrebbe portare nella migliore delle ipotesi ad un flottante del 55,5%, tale da garantire liquidità al titolo. Il prezzo verrà fissato nei prossimi giorni, la forchetta indicativa indicata oscilla tra i 3,6 e i 4,50 euro per azione.

L’operazione di Ipo porterà ingenti plusvalenze nelle casse dei vecchi soci. Solo una frazione del collocamento avverrà attraverso un aumento di capitale, la restante arriverà dalla vendita di quote di alcuni fondi che da anni avevano investito nella società e che attendevano l’occasione migliore per uscirne. Rimarrà invece, l’ultimo entrato in società, a marzo scorso, Renzo Rosso (il fondatore del marchio Diesel) partner di Yoox ad un valore di ingresso di 2,43 euro, con un valore assai a sconto rispetto al prossimo prezzo mercato.

Stando ai multipli, il prezzo, anche se si dovesse collocare nella parte bassa della forchetta appare caro e incorpora attese di crescita troppo elevate, che trovano fondamento sulla crescita dei ricavi dell’ultimo anno, senza considerare l’incertezza di un contesto macro difficile, con consumi che faticano a tornare sui livelli pre-crisi.

Nonostante il valore piuttosto elevato, l’unica Ipo dell’anno potrebbe essere accolta con i fuochi d’artificio dagli operatori, che potrebbero impiegare parte dell’enorme liquidità presente sul sistema per un’operazione dettata dall’euforia. In tal caso massima allerta sulla tenuta del titolo che potrebbe successivamente sgonfiarsi sulla scia di analisi value che potrebbero evidenziare un eccessivo apprezzamento del titolo rispetto al proprio fair value.

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