E’ semaforo verde per il rally di Natale
giovedì, 3 dicembre 2009
Che il mese di dicembre offra storicamente rendimenti positivi è arcinoto… negli ultimi 30 anni è stato cosi e la tradizione potrebbe continuare. Un anno partito con premesse pessimistiche, poi prontamente smentite con un rialzo tra i più poderosi della storia dei mercati finanziari. Quel 9 marzo è entrato negli annali e difficilmente chi opera sui mercati lo dimenticherà.
Quel giorno la discesa partita nel 2007 toccò il fondo, portando gran parte dei titoli a quotare i propri minimi storici. Nelle ultime settimane i mercati europei hanno lasciato sul terreno parte della crescita maturata durante i mesi estivi, mentre i mercati americani si sono mantenuti molto vicini ai massimi. I dati macro pervenuti nell’ultima settimana sono stati molto rassicuranti, in primis sul fronte occupazionale e relativamente al mercato immobiliare. Buoni i dati sulla produzione industriale e sui consumi, mentre le scorte iniziano a ridursi.
Buone premesse per un rally natalizio che ad un certo punto era parso minato dalle news molto negative provenienti da Dubai. Chiarita l’esposizione minima delle banche europee e americane al Dubai World e il sostegno seppur condizionato da parte dello Stato arabo, non mancano le premesse per il rally di natale. Proprio in giornata Ubs ha dato la propria view sull’S&P 500, indice benchmark dei mercati finanziari, prevedendo una crescita del 25% per il 2010. Tornando al nostro argomento credo che da qui a fine anno gli indici possano offrire delle buone performance, in particolare le blue chip europee.
Per quanto riguarda i settori di riferimento, le banche potrebbero soffrire la pressione degli ultimi eventi congiunturali. E’ fondamentale un accurato stock picking, privilegiando titoli con aspettative di crescita marcate nei prossimi anni. Il portafoglio azionario inoltre dovrebbe esser costruito mixando titoli appartenenti a settori ciclici con titoli aciclici, che sono rimasti al palo durante il rialzo. Tra i ciclici i petroliferi e gli industriali potrebbero offrire rendimenti consistenti. Tra gli aciclici le utilities sono ben piazzate, con focus sul settore idrico sulla scia della recente riforma settoriale. Concludo l’articolo consigliandovi la massima cautela sui mercati, la forte volatilità manifestata in questi giorni e figlia degli scarsi volumi potrebbe perdurare, ragion per cui l’inserimento dello stop loss a mio modo di intere i mercati è d’obbligo, a meno che non si operi con orizzonte temporale medio/lungo.
Quel giorno la discesa partita nel 2007 toccò il fondo, portando gran parte dei titoli a quotare i propri minimi storici. Nelle ultime settimane i mercati europei hanno lasciato sul terreno parte della crescita maturata durante i mesi estivi, mentre i mercati americani si sono mantenuti molto vicini ai massimi. I dati macro pervenuti nell’ultima settimana sono stati molto rassicuranti, in primis sul fronte occupazionale e relativamente al mercato immobiliare. Buoni i dati sulla produzione industriale e sui consumi, mentre le scorte iniziano a ridursi.
Buone premesse per un rally natalizio che ad un certo punto era parso minato dalle news molto negative provenienti da Dubai. Chiarita l’esposizione minima delle banche europee e americane al Dubai World e il sostegno seppur condizionato da parte dello Stato arabo, non mancano le premesse per il rally di natale. Proprio in giornata Ubs ha dato la propria view sull’S&P 500, indice benchmark dei mercati finanziari, prevedendo una crescita del 25% per il 2010. Tornando al nostro argomento credo che da qui a fine anno gli indici possano offrire delle buone performance, in particolare le blue chip europee.
Per quanto riguarda i settori di riferimento, le banche potrebbero soffrire la pressione degli ultimi eventi congiunturali. E’ fondamentale un accurato stock picking, privilegiando titoli con aspettative di crescita marcate nei prossimi anni. Il portafoglio azionario inoltre dovrebbe esser costruito mixando titoli appartenenti a settori ciclici con titoli aciclici, che sono rimasti al palo durante il rialzo. Tra i ciclici i petroliferi e gli industriali potrebbero offrire rendimenti consistenti. Tra gli aciclici le utilities sono ben piazzate, con focus sul settore idrico sulla scia della recente riforma settoriale. Concludo l’articolo consigliandovi la massima cautela sui mercati, la forte volatilità manifestata in questi giorni e figlia degli scarsi volumi potrebbe perdurare, ragion per cui l’inserimento dello stop loss a mio modo di intere i mercati è d’obbligo, a meno che non si operi con orizzonte temporale medio/lungo.





Commenti agli articoli