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Dalle banche centrali altra birra per i mercati!

venerdì, 6 novembre 2009

"I tassi verranno mantenuti su livelli eccezionalmente bassi per un periodo prolungato di tempo" Fed 4 novembre...

"Il tasso attuale è "appropriato" considerata la situazione ancora "molto incerta" delle economie" Bce 5 novembre...

Alla BCE e alla FED oggi ha risposto anche la Bank of England che oltre a non ritoccare i tassi, fermi allo 0,50%, ha confermato che incrementerà l'acquisto di asset portandoli dai 175 precedenti ai 200 miliardi di sterline.

Le politiche di quantitative easing e gli sforzi dei governi centrali, pur sorreggendo l'economia stanno deteriorando i bilanci pubblici e su questo Trichet non utilizza giri  di parole "il taglio delle tasse dovrebbe esser fatto solo nel medio periodo, quando i Paesi avranno un sufficiente spazio di manovra nel bilancio pubblico"  Il governatore poi rincara la dose : "molti governi stanno affrontando un rapido e consistente aumento degli squilibri nei conti pubblici". "Se non sarà corretto da una chiara e credibile exit strategy - continua Trichet - potrebbe minare la fiducia nella sostenibilità dei conti pubblici e nella ripresa dell'economia". 

Dunque cauto ottimismo, il sentiero è quello giusto ma c'è ancora molto da fare. Fra le altre cose entrambi si sono pronunciati con ottimismo sui dati della disoccupazione, attendendosi dati meno peggio rispetto alle attese degli analisti.

Disoccupazione e consumi sono il vero neo  per l'economia, considerando poi il fatto che non produrranno sostanziali miglioramenti prima dei prossimi 2 anni.

Per i mercati si tratta certamente di una notizia positiva. Le banche continueranno ad emettere moneta ad un costo vicino allo 0 e per forza di cose, una parte della stessa finirà nei mercati.

Il rischio è di alimentare una bolla speculativa, il cui scoppio potrebbe rendere vano quanto fatto fino a questo momento. 

Come dicevo nel mio primo post, il timone dell'economia e dei mercati è in mano all'inflazione, finché si manterrà su livelli bassi non vi è ragione per ritoccare i tassi.  

La speranza è che non dia segnali di risveglio prima della seconda metà del 2010, altrimenti strozzerebbe la crescita in atto.

Sulla base di quanto detto continuo ad avere una view positiva sui mercati nel medio/lungo periodo. 

Le trimestrali ad oggi presentate contengono per la stragrande maggioranza risultanze migliorative rispetto alle sorprese più rosee. 

I ritracciamenti (come quello che stiamo vivendo) rimangono per il sottoscritto ottimi momenti per gonfiare il proprio portafoglio.

Il 13 ottobre con le borse vicine ai massimi dell’anno scrissi l’articolo “il toro ha fiato corto” … sul mio sito www.finanzaeinvestimenti.it mentre le borse scendevano martedi annunciavo che molto probabilmente potevamo verificare un’inversione rialzista.

Non dimenticatevi di differenziare i propri investimenti, inserendo all'interno del vostro portafoglio  un'adeguata quantità delle diverse asset class, mantenendo sempre liquidità disponibile. 

Nella prossima uscita vi delineerò quale sarà a mio avviso il cammino dell'economia nei prossimi anni e di conseguenza quale sarà per ogni fase che attraverserà lo stock picking ideale da seguire.

A tutti una buona serata
Gianrocco Mecca

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Commenti dal 1 al 2
(2)

JoJo domenica, 22 novembre 2009

Nulla è cambiato!

Cosa sarebbe stato fatto fino a questo momento? (Oltre a regalare alle banche denaro stampato a manovella, che inevitabilmente sarà ripagato dalle categorie più deboli).

Niente cambierà, e a bolle seguiranno altre bolle sempre più disatrose, se non si porrà freno al sistema liberista, sancendo finalmente la supremazia dello Stato e della politica sulla finanza.

Dal blog:
http://diariodellacrisi.blogspot.com/

E' molto interessante quanto sta avvenendo in casa della potente ma ancor
più preveggente Goldman Sachs, dove, stando a un informatissimo servizio del
Wall Street Journal, sarebbe in corso una rivolta dei grandi azionisti
contro la attribuzione di qualcosa come venti miliardi di dollari di premi
ai dipendenti, un multiplo degli utili distribuiti sotto forma di dividendi
agli azionisti, una distribuzione della ricchezza prodotta che appare iniqua
ai possessori di pacchetti azionari rilevanti di Goldman.

Molto piccato, il portavoce di Goldman, Lucas van Praag, ha replicato che le
critiche sui bonus sono fuori luogo, in quanto, a suo dire, gli azionisti
vogliono che la compensation sia tale mantenere i talenti interni e da
essere attrattiva per i talenti che aspirano a entrare in Goldman, una
precondizione indispensabile per garantire i profitti futuri.

Gli azionisti ribelli obietterebbero che, pur tenendo conto delle ferree,
almeno in terra statunitense, regole della meritocrazia, 775 mila dollari a
testa, una media che prende in considerazione anche gli addetti a mansioni
esecutive, sembrano un po' troppi anche per gli addetti alla banca più
potente del pianeta!

n° 2
minusplus domenica, 8 novembre 2009

Analisi lucida e pertinente

Leggo sempre con interesse ed attenzione le valutazioni di Mecca,che frequentemente offrono anche precisi e dettagliati spunti di operatività.
Quasi sempre,prima di decidere come entrare ed uscire dal mercato,vado a cercarmi i suoi aggiornatissimi articoli.
Ora che ho scoperto che scrive anche su soldionline faccio volentieri qualche incursione anche qui...
Su finanza e investimenti riesco a leggerlo quotidianamente.

n° 1
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Soldi e Lavoro

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