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Rischia il popolo, non le banche!

giovedì, 16 luglio 2009

Come da tabella di seguito riportata, il VaR, ovvero il rischio quotidianamente assunto, ovvero massima perdita giornaliera mediamente preventivabile, per Goldman Sachs, continua aumentare , in barba a tutte gli ipocriti e falsi proclami fatti nei mesi dell’apice della crisi, contro il rischio assunto dalle banche e dal sistema finanziario, dalla tendenza ad assumere tali rischi in barba a ogni conseguenza pagata, poiché il rischio l’assume la comunità, pagando per i mangement e le aziende fallimentari, quando falliscono o sono sull’orlo di tale fallimento, mentre sino ad allora si punta sempre al raddoppio sapendo che mal che vada saranno le masse a pagare mentre i vertici aziendali potranno usufruire di ridondanti e sovraumani bonus, le cui cifre sono non quantificabili  per un umano comune.

Quarter End         Value-at-Risk       Shareholder Equity
                    (Daily Average)     (at Quarter End)

June 26, 2009:      $245 million        $62.81 billion
March 27, 2009:     $240 million        $63.55 billion
Nov. 28, 2008:      $197 million        $64.37 billion
Aug. 29, 2008:      $181 million        $45.60 billion
May 30, 2008:       $184 million        $44.82 billion
Feb. 29, 2008:      $157 million        $42.63 billion
Nov. 30, 2007:      $151 million        $42.80 billion
Aug. 31, 2007:      $139 million        $39.12 billion
May 25, 2007:       $133 million        $38.46 billion
Feb. 23, 2007:      $127 million        $36.90 billion


E’ dunque corretto pensare che nulla è cambiato e che Obama non cambierà la mentalità USA e le conseguenti ricadute su tutto il globo. Avanti così sino alla prossima, peggiore e non lontanissima, prossima crisi che verrà pagata dai più e non dai meno già arricchitisi ulteriormente nel frattempo alle spalle della comunità. Reazioni popolari, d’altronde, non pare vederne all’orizzonte…

Domenico Laruccia

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Commenti dal 1 al 4
(4)

Adriano venerdì, 24 luglio 2009

Dottore di ricerca in "Statistica applicata"

E' interessante vedere quanto proprio il valore in borsa di questo titolo si sia ripreso negli ultimi mesi, roba da diventare ricchi. Ma come si fa ad andare appresso a questi fenomeni, chi può dire che domani non esce una notizia "sorprendente" (solo per noi comuni mortali, ovviamente), che riporta di botto il valore anche sotto il punto di minimo? Cosa sono diventati questi mercati finanziari? E perché ipocritamente li chiamano ancora "mercati"?
E soprattutto, dove possiamo trovare le serie storiche dei VAR o di altri sistemi di misurazione del rischio? Le comuni piattaforme di trading non mi pare che forniscano alcunché. Confidiamo in ulteriori tuoi interventi su altri titoli dagli andamenti "strabilianti", e ti ringtraziamo anticipatamente.

n° 4
Roberto Domenichini lunedì, 20 luglio 2009

Informazione sulle banche

che non vi sareste mai aspettati

http://www.finanzainchiaro.it/dblog/storico.asp?s=Provocazioni+Finanziarie

Un saluto

n° 3
Silvano domenica, 19 luglio 2009

Dialogare con le banche italiane è difficile!

“La "strategia" di certe banche contro imprese e famiglie”
(Articolo apparso il 17 luglio 09 sul Sussidiario.net)

Si vorrebbe dialogare con le banche italiane come segue:
“il sistema sta continuando a funzionare perché è sotto la flebo dei soldi governativi, da solo non sarebbe in grado di fare nemmeno quattro passi. Quindi, poche speranze per almeno metà abbondante del 2010. Qualcosa, però, nel frattempo si può fare. Ad esempio comportarsi come il governo britannico che - a fronte del peggior incremento del tasso di disoccupazione da 20 anni a questa parte, giovanile in testa - ha detto chiaro e tondo alle banche che con il Libor, il tasso di riferimento con cui si scambiamo cash gli istituti, all’1% (non accadeva dal 1986) è inaccettabile che si facciano mutui al 3,25% quando la gente già fatica ad arrivare alla fine del mese. Quindi, o ci si dà una regolata o le banche - soprattutto quelle nazionalizzate e semi-nazionalizzate, quindi che non possono tecnicamente fallire e non necessitano di accumulare riserve proprio ora - dovranno pagare un prezzo molto alto a livello di penali.”
Il mio commento è questo:
Le banche italiane che non si fidano fra di loro perché navigano in un mare di titoli tossici, in un momento cruciale in cui verrà
fuori anche l’esplosione devastante dei titoli “derivati”, possono anche fallire perché non sono state nazionalizzate!
Per gli italiani, in questa situazione sfavorevole per le banche, è preferibile avere rapporti di debito e non di credito: in caso di fallimento il debito scompare!
Le garanzie immobiliari che le banche chiedono a copertura dei mutui sappiamo che creano inflazione immobiliare e non sono sufficienti allo scopo! Resta la garanzia dello Stato italiano, ma fino a quale limite? Fino a centomila euro, come la garanzia sui conti correnti, ove nessuno perderà un euro? La conclusione allora è che le nostre banche preferiscono non essere disturbate. Non ascoltano il discorso che “le banche devono fare le banche”! Attualmente cercano di ripararsi con le mani, una avanti e una dietro, come l’aretino Pietro! Diversamente ci sarebbero altri motivi per essere così restie a prestare denari degli altri, ripeto degli altri, sui quali hanno sempre speculato e si sono sempre arricchite?

n° 2
alessandro di napoli giovedì, 16 luglio 2009

già

..che novità....Da sempre è così e sempre sarà....

n° 1
da

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