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Il rischio c'è e si vede

martedì, 22 dicembre 2009

Dopo tanto parlare e scrivere ecco che il mercato inizia a confermare i miei timori espressi da anni e che sempre più prendono corpo in ciò che tra qualche anno sarà una realtà dura da affrontare per gli italiani e per altri cittadini di nazioni un tempo all'avanguardia.

Il grafico qui incluso indica come per la prima volta nella storia il Rischio indicato dal mercato per il gruppo PIIGS (Portogallo - Italia - Irlanda - Grecia - Spagna) - un tempo comunque solidissimo rispetto ai mercati emergenti, seppure meno finanziariamente affidabile rispetto alle nazioni del blocco franco-tedesco - è per la prima volta superiore a quello dell'ormai preminente, a livello mondiale, BRIC (Brasile - Russia - India - Cina) che attira invece nuovi capitali con grande facilità (esclusa la Russia che ha già giocato diversi cattivi scherzi agli investitori, per via della sua cupola mafioso/politica).

brics-piigs

Il mercato quindi ufficializza ciò che prevedevo da tempo, ovvero una netta inversione di tendenza, un passaggio di testimone tra le nazioni già avanzate con altre in fase emergente e che suggellerà il secolo in corso. Da oggi le nazioni ad alto rischio siamo noi e non quelle emergenti, che di fatto sono emerse alla grande (con un mare di difetti presenti nel loro sviluppo, in termini non solo finanziari, ma anche politici, sociali, ecologici, etc...) rimpazzando le vecchie glorie.

Più in generale, il mio schema di evoluzione del leveraging prende corpo e come ripetuto questa crisi è stata solo un passaggio di debiti dal privato (comprese banche, assicurazioni, etc...) al pubblico (Governi/Stati) che però non ha ridotto il leverage del sistema, e che quindi genererà ben più gravi conseguenze in futuro, ovvero i default nazionali.

Questi temi, sino a poco tempo scartati da tutti, oggi sono in prima pagina del Financial Times, giusto per confermarne la correttezza: “Bankers fear sovereign risk in 2010”, di Gillian Tett.

La speranza che queste nuove nazioni emergenti cambiassero qualcosa in positivo nell'interpretazione della gestione delle ricchezze e delle politiche sociali statali è durata poco e segna il fallimento ennesimo del capitalismo/consumismo, un diavolo che tenta assai facilmente e che però lascia dietro di sé troppe ombre per convincere.

Resta quindi, ora, agli italiani farsi convinti del loro nuovo ruolo marginale e rimboccarsi le maniche per una nuova rinascita, o se ne accorgeranno (come prevedo io da un decennio), troppo tardi per riparare?

La risposta ai posteri.

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Commenti dal 1 al 3
(3)

domenico laruccia venerdì, 22 gennaio 2010

ennesima testimonianza che la comunità finanziaria inizia a percepire il rischio

New research from Lipper head fund research shows estimates that the BRIC nations will regain growth this year, while the group of suffering Western European nations continue to suffer. The group dubbed PIIGS, Portugal, Ireland, Italy, Greece and Spain, are expected to get even worse this year.
“Concerns about absorption of new government bond issues will affect the intermediate-to-long sector of the yield curve in those countries,” said Lipper hedge fund research

n° 3
domenico laruccia mercoledì, 23 dicembre 2009

spagna/default

e ancora, da Bloomberg: "The crash of a Spanish real estate market, which caught banks with 324 billion euros ($462 billion) in loans to developers, will limit economic growth and tax revenues, perhaps forcing an eventual bailout of the country by Germany, said Guzman, who helps manage 2.8 billion euros at Bestinver. Half of the top 10 holdings at Bestinver’s main Iberian fund are Portuguese and the fund manager prefers German debt to Spanish, in line with its negative view on Spain’s economy, he said." link: http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601109&sid=at6MckOa7jXU&pos=13

n° 2
fedele mercoledì, 23 dicembre 2009

R: spagna/default

grazie,ma allora dove investire intitoli di stato????se puoi dare il tuo parere,grazie ancora Saluti

domenico laruccia giovedì, 24 dicembre 2009

R: R: spagna/default

a voler proprio scegliere Bonds, allora tra quelle nazioni che non hanno debito pubblico elevato, che non siano in Occidente e che abbiano surplus commerciale. L abussola finanzaria ha bell e cambiato orientamento, era questo il mio messaggio da anni e ora le conferme arrivano con conseguenti necessità per salvaguardare gli investimenti.

domenico laruccia giovedì, 24 dicembre 2009

R: R: spagna/default

I bonds non sono l'investimento ideale per questo ciclo, come scritto da almeno 2 o 3 anni su queste pagine.

domenico laruccia mercoledì, 23 dicembre 2009

Bric/Piigs

ulteriore commento a favore, Brasile con tassi di interesse + bassi dellla Spagna, cosa impensabile 10 anni fa, quando si pensava continuamente alla svalutazione del real: http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601087&sid=a871hy4aQX8U&pos=7

n° 1
da

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