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Il giorno dopo Dubai: altri default nazionali in arrivo?

venerdì, 27 novembre 2009

Ed ecco che già i primissimi barlumi di default nazionale arrivano, e da dove in teoria non ti aspetti.

Un piccolo Stato assai potente, come era quello di Dubai sino a pochi mesi orsono, che spendendo e spandendo e ubriacandosi di cemento e speculazione edilizia ha bruciato i denari regalati dalla manna nera che estraggono dal sottosuolo da quelle parti.

Vedi articolo a questo link.

E' la dimostrazione che gli Stati ad alto debito sono a rischio e la loro situazione può precipitare da un momento all'altro.

Non sappiamo cosa ci riserva il futuro, ma la decisione di non cambiare assetto economico/finanziario/sociale, neanche come conseguenza del campanello d'allarme suonato da questa crisi, riserva per il futuro, certamente, scenari ansiogeni.

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Commenti dal 1 al 5
(5)

giorgio lunedì, 30 novembre 2009

dubai

Quando qualcuno che ha guadagnato soldi "senza fatica- sia fisica che mentale" e poi li perde tutti, penso a mio nonno che diceva in tali casi " come venisti- andasti".
Per capire il valore del denaro bisogna averlo faticato.
Per capire gli arabi della penisola arabica bisogna averli conosciuti e frequentati.
Per loro stare nei grattacieli in mezzo al lusso o nelle tende e' completamente indifferente.

n° 5
lk venerdì, 27 novembre 2009

Dubai non è uno stato, e non può andare in default.

Se non è cambiata la geografia politica nelle ultime 48 ore, il dubai non è uno stato, non conia moneta, fa parte di una federazione, pertanto dire che esiste la possibilità di un "sovereign default" non esiste.

Dubai è la gardaland per milionari degli EAU, Abu Dabhi la sosterrà.

E' la Nakheel ad avere problemi, non lo stato, che è un emirato, e appartiene ad una federazione.

Chiaramente non possono dire (apertamente, gli EAU) che garantiranno il debito della Nakheel, che è composto da capitale ed interessi, in quanto, per la finanza islamica non esistono gli interessi(in quanto contrari alla fede islamica) ...

poi chi sia più cogl..ne tra loro e noi, (90 Bln di probabile default loro... noi 120 bln Euro bruciati in un giorno nelle borse) non lo so!

n° 4
DL sabato, 28 novembre 2009

R: Dubai non è uno stato, e non può andare in default.

errato, l'emirato è uno stato, facente parte di una federazioni di emirati , ovvero stati, Emirati Arabi uniti. il default sarebbe equivalente a un Sovereign default, come anche indicato da Bank of America. un default di Dubai sarebbe equivalente a quello argentino, o russo, avvenuti nel recente passato con ricadute sugli altri paesi emergenti.

L'emirato non è uno stato. sabato, 28 novembre 2009

R: R: Dubai non è uno stato, e non può andare in default.

DL, Le consiglio questa lettura : http://bilbo.economicoutlook.net/blog/?p=6358

fedele sabato, 28 novembre 2009

R: Dubai non è uno stato, e non può andare in default.

scusa se sono preciso.ma vi è questo luogo comune di scrivere e dire che
sono stati BRUCIATI tot miliardi dalle borse,forse sarebbe il caso di iniziare a dire come stanno realmnte le cose,quando i mercati perdono non viene bruciato proprio niente,poiche nel mercato vi è sempre qualc'uno che compera e qualc'uno che vende,quindi quello che manca al valore di una azione qualc'uno lo ha nel suo portafoglio,in borsa non viene mai bruciato niente il valore viene acquisito da altri soggetti,saluti cordiali

rolf giovedì, 3 dicembre 2009

R: R: Dubai non è uno stato

in borsa non viene mai bruciato niente? ma se i listini mondiali hanno perso a tutt'oggi il 40 % circa a due anni, non è tutta ricchezza andata in fumo?? altro che gioco a somma zero! a somma zero se recupera tutto (cosa assai improbabile...). io vedo solo un impoverimento generalizzato della nostra civiltà occidentale.

JoJo domenica, 20 dicembre 2009

R: I soldi non evaporano

Solo un altro esempio per rafforzare quello di fedele:
La finanza non crea, nè brucia ricchezza: però c'è qualcuno che si arricchisce, mentre molti si impoveriscono.
Il meccanismo è semplice.
Situazione iniziale: io, imprenditore, ho 10 uova e 5 investitori hanno
ciascuno 10 euro (totale 50 euro).
Metto 5 uova sul mercato a 10 euro l'uno e trovo i cinque acquirenti.
Situazione intermedia: ora, io ho 5 uova + 50 euro, mentre sul mercato ci
sono le altre 5 uova.
L'economia peggiora, e i cinque investitori mi rivendono le loro uova a 5
euro l'uno.
Situazione finale: alla fine, mi ritrovo con le mie 10 uova iniziali + 25
euro, mentre agli investitori rimangono solo 25 euro.
Morale: i soldi non sono "evaporati", si sono semplicemente trasferiti dalle vostre tasche alle mie.



Nino

fedele domenica, 20 dicembre 2009

R: R: I soldi non evaporano

che dire,piu chiaro di cosi si puo solo morire,saluti ciao

fedele giovedì, 3 dicembre 2009

R: R: R: scusa se ti chiarisco

per chiarire un esmpio,io sono il proprietario di un'azienda di telefonia
e colloco in offerta pubblica 1000 euro di titoli,quindi ricevo euro mille
in cambio di azioni che "forse nel futuro" daranno utili,se il mercato scende ed i titoli che io ho dato perdono,non sono io a perdere poiche io ho gia intascato i 1000 euro ma bensi gli azionisti che hanno in mano,la scommessa futura,ecco perche' non viene bruciato nulla,qualc'uno ha nel suo conto i soldi che mancano a molti,è vero che molti sono piu poveri ma cio non vuol dire BRUCIATI,spero di aver portato un po di chiarezza,SALUTI CORDIALI

DL sabato, 28 novembre 2009

R: R: Dubai non è uno stato, e non può andare in default.

la definizione di bruciati risponde alla necessità di imporre alle masse l'idea che il capitalismo è sovrano. E' l ottica comunicativa USA che pone così dei limiti alla percezione: Così come l'attacco alle torri gemelle dell'11 settembre è terrorismo, mentre il bombardamento del parlamento cileno dell'11settembre, effettuato dagli USA, è qualcos'altro, e secondo loro non è terrorismo. Si dice che Bin Laden è un terrorista perchè uccide 5,000persone, mentre Bush che solo in iraq ha ammazzato oltre 30,000 civili innocenti, è un Presidente degli Stati uniti di America, e non un assassino da processare per crimini di guerra. Si parla di bruciati quando le borse scendono ma non si dice "gonfiati" quando le borse salgono. si guarda il mondo da una prospettiva di parte e facinorosa. Il Mondo è fazioso, cambia la prospettiva e la dialettica descrittiva a seconda di chi lo governa.

fedele domenica, 20 dicembre 2009

R: R: R: Dubai non è uno stato, e non può andare in default.

questa è la prima truffa,non dire alle persone come stiano realmente le
cose si fa' credere che gli asini volano,questa è truffa ed plagio,poi il capitalismo puo far credere quello che vuole,ma i media sono cooresponsabili delle truffe,la prego non nascondiamoci dietro un dito.saluti cari

lk sabato, 28 novembre 2009

R: R: Dubai non è uno stato, e non può andare in default.

Concordo sul bruciati (è un gioco a somma zero) , l'ho usato per 'esaltare' 'marcare' la reazione spropositata al fatto.
Saluti.

mario venerdì, 27 novembre 2009

dottore

che significa dobbiamo temere anche per gli i titoli di stato italiani ( btp-cct) o si tratta solo del mercato azionario. Sinceramente non so piu su cosa investire che consigliate.

n° 3
DL sabato, 28 novembre 2009

R: dottore

devo intendere che non ha letto i precedenti commenti. può trovarli su questo sito.

fedele sabato, 28 novembre 2009

R: dottore rimani cash

i vecchi dicevono che nei periodi di crisi,l'imortante era avere denaro
ed attualmente è meglio non fidarsi,ma rimanere molto liquidi,nei periodi di guerra era il denaro che mancava,a mio avviso è molto meglio avere una strategia difensiva,ed se i rendimenti non ci sono sul mercato e non sono
con garanzie certe è molto meglio seguire il sentiment del mercato ed percio
solo cash,oppure conti con rendimenti bassi ma garantiti e scadenze cortisime,saluti cordiali

DL sabato, 28 novembre 2009

R: R: dottore rimani cash

analisi sbagliatissima, perchè in fase futura inflazionistica avere denaro liquido significa avere denaro in costante svalutazione, e certamente gli assets vanno comprati cheap e non in fase di euforia. approccio errato, spiacente.

fedele sabato, 28 novembre 2009

R: R: R: sarei con te ma

sarei con il tuo proponimento di strategia,ma ma l'investimento non in questo momento,poichè vi sono condizioni di rischio altissime,ed il rischio
si chiama dafault o fallimento,ora si scherza con il fuoco,quando le condizioni di mercato saranno piu certe ed piu sicure si investe,ed poi è come scoprire l'acqua calda poiche i grandi investitori,in questo momento
sono in attesa di assestamenti,non lo so per certo,pero ho questo sentore
ed posso anche sbagliarmi,pero scusa il termine bisogna che mi fidi del
mio fiuto,poichè le notizie che riesco ad avere sono confuse e frastornanti
e sopratutto non chiare,spero di sbagliarmi,per l'economia della societa'
pero se devo rischiare di perdere tutto in cambio del 0,85 per cento all'anno
allora meglio sotto il materasso,e se l'inflazione togliera il potere di acquisto,voleva dire che nemmeno il 5 per cento di un btp o azione,ne avrebbe coperto il potere di acquisto dei beni sul mercato,Saluti Cari

fedele sabato, 28 novembre 2009

R: R: R: R: aggiungo inoltre

ho sempre questa percezioe,che gli investimenti che gli stati stanno facendo
non siano di natura di crescita e sviluppo,ma bensi solo di sostegno e quindi la ove non c'è crescita inevitabilmente ci sara' decrescita,poiche le forze in stagnazione sono costrette a deperire e scomparire,detto questo
non siamo negli anni 1995 ove vi fu la bolla creata dalle societa' legate alle nuove tecnologie che facevano profitti elevati inizialmente e per poi
molte di queste fallire (oppure con debiti elevatissimi e sono tutt'oggi
quotate sui mercati)gli altri settori sono tutti inflazionati ed inoltre saturi,non riesco prorio a vedere questo sviluppo come possa manifestarsi(anzi ho la percezione della deflazione altro che, ai super mercati i prezzi sono in leggera flessione vorra dire qualche cosa.
forse dare la macchina e cibo a tutto il pianeta???? potra risolvere il problema, ma questo non portera sviluppo,ma bensi autodistruzione,poiche l'uso della tecnologia con lo sfruttamento forzato
delle risorse primarie ci portera' inevitabilmente verso una fine,quindi dove investire???senz'altro in una terra od orto poiche senz'altro produrro qualche cosa di veramente commestibile,il discorso sarebbe lunghissimo e complesso,mi fermo UN saluto

domenico laruccia domenica, 29 novembre 2009

R: R: R: R: R: aggiungo inoltre

follia pensare che la sola spesa pubblica possa sorreggere la crescita, tanto + se effettuata da Stati con debito pubblico già fuori contrllo o tale in proiezione di pochi anni. Illusione per le masse. La crescita la tira chi ha margini di crescita: Cina,etc, il resto sono fumo negli occhi degli illusi.

fedele domenica, 29 novembre 2009

R: R: R: R: R: R: aggiungo inoltre

condivido totalmente con il tuo ultimo post,pero è in condradizione con quello che scrivi poco sopra,allora bisogna investire in tali nazioni,forse
è l'unica soluzione possibile,ma non nei mercati occidentali.un Saluto

domenico laruccia lunedì, 30 novembre 2009

R: R: R: R: R: R: R: aggiungo inoltre

nn v'è alcuna contraddizione, forse non ha afferrato quanto scritto, lo rilegga. saluto

fedele venerdì, 27 novembre 2009

senz'altro l'italia

l'italia potrebbe essere il prossimo,poiche tutti dicono "no problem"
forse x rassicurarci ma forse bisogna pensare male

n° 2
DL sabato, 28 novembre 2009

R: senz'altro l'italia

legga pure i numerosi precedenti commenti da me scritti su questo sito e da anni su questo sito, altre sezioni, e altri siti finanziari.

lanas venerdì, 27 novembre 2009

previsione

dai facci la previsione del prossimo stato  ;)

n° 1
Marco T sabato, 28 novembre 2009

R: previsione

Il prossimo della lista molto probabilmente sarà il messico, economia fortemente legata al petrolio che causa depletion sarà sempre meno, aggiungi il fatto che praticamente non arrivano più rimesse dagli immigrati negli stati uniti causa disoccupazione e anzi gli immigrati ritornano in patria perché è molto più facile campare con poco a casa propria...
segnalo questo link http://petrolio.blogosfere.it/tag/Messico per chi fosse interessato ad approfondire...
Ciao a tutti!

pino giovedì, 3 dicembre 2009

R: R: previsione

non so dirti chi sarà il prossimo ma io (per stare meglio degli altri) rimarrei nella nostra vecchia europa o al massimo mi trasferirei in australia.
In fin dei conti penso che nessuno di noi muoia di fame, quindi perchè lamentarci?
abbiamo molto di più di quello che avevano i nostri nonni......
Ma anche molto più stress e meno felicità......
Spesso mi chiedo ne vale la pena?

shortista pentito venerdì, 27 novembre 2009

R: previsione

La lista la vuoi in ordine alfabetico o temporale ???

da

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