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Aspettando il default Usa

venerdì, 26 febbraio 2010

La Grecia non avrà alcun default. La Germania, come prevedibile in quanto unica nazione con i conti davvero in ordine e massa critica trainante, tapperà le falle e compenserà con la sua etica nazionale la corruzione tipica degli ambienti arabo-mediterranei.

Il fatto era ovvio, come detto i default sono da me attesi, ma nel prossimo futuro, in 5 magari 10 anni e forse trainati proprio dal capostipite del capitalismo, ovvero gli USA che porteranno con se a valanga tutti gli stati super indebitati e che nel frattempo, non avendo capito il pericolo, non si saranno messi al riparo, perlomeno lì dove è possibile: l’Italia con lo stock di debito enorme che porta sulle spalle, non può salvarsi in nessun caso e prima o capitolerà schiacciata da tal ingestibile peso.

Il problema, dal mio punto di vista non è il deficit annuale che, con qualche taglio, qualche trucco contabile e con i soliti condoni, si può sempre raddrizzare, il problema per gli stati è lo stock di debito, quello accumulato dal dopoguerra, che è spesso il puro indice di sviluppo: ovvero, considerando il debito italiano e quantificando quanto realizzato in questi ultimi 40 anni in termini di servizi, infrastrutture, supporto sociale, probabilmente i valori non si discosterebbero, ovvero si mostrerebbe tutto il suo nonsenso, non v’è creazione alcun di valore se non a spese delle generazioni successive. 

Dove è finito dunque il famoso PIL ed il suo accumulo negli anni?

Il tutto risulta essere estemporaneo, a godimento di alcune generazioni, ed in carico alle successive.
Prendiamo il caso USA: hanno impiegato 200 anni per accumulare 1 trilione di debito, anno 1981, e nel solo 2009 il debito è cresciuto di 1,9 trilioni, raggiungendo quota 12,5 trilioni; nel 2020 è previsto che raggiunga quota 25 trilioni (non contando che i tassi sino ad allora potrebbero esplodere e quindi il debito da pagare sarebbe ben più alto, ovvero interessi annui sul debito pari al PIL attuale).

Dov’è, anche per gli USA, dunque, il benessere creato se non nel debito accumulato?
Non è questa l’ennesima conferma dell’inefficacia della combinata capitalismo/consumismo, che molti credono essere il sistema perfetto, e che invece genera e genererà solo bancarotte a livelli crescenti?

Oggi come oggi Italia, Irlanda, Spagna, Grecia, Giappone, Portogallo, paesi baltici, USA e UK sono, in ottica di 5 / 10 anni, a rischio default… cosa ha dunque prodotto il ventesimo secolo per questi stati e per le sue generazioni future se non un ventunesimo secolo da bancarotta, con le conseguenze sociali che possiamo immaginare?

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Mi si chiedeva il timing di tali eventi, il che è assolutamente impossibile indicare con precisione, ma il nodo scoperto dalla crisi greca non è il rischio di default in sé della Grecia ora per ora, ma ciò che la maggior parte della gente ignorava, ovvero che i conti pubblici di molti Stati progrediti sono fuori controllo (vedi Giappone) o al limite, e considerando che abbiamo attualmente tassi di interesse vicini allo Zero, questi Stati andranno giocoforza incontro al Default nel momento in cui i tassi di interesse risaliranno e non sarà possibile rinnovare i debiti in scadenza.

Per far un esempio, il Giappone dal marzo 2011 avrà ammassato un debito in scadenza, da rinnovare, di $10.7trillions, che equivale al PIL di Italia, Francia e UK messi assieme.

Sono numeri che fanno spavento e quelli italiani, sfortunatamente, non sono meno impressionanti.

Il problema è che le difficoltà vanno in crescendo, quindi quando iniziano si ha prima un declassamento del rating, che a sua volta aumenta il costo del debito e le difficoltà nel rinnovarlo, generando un circolo vizioso che poi si allarga sino a includere nel vortice anche quegli Stati in situazioni simili.

E’ quindi lecito attendersi in 5 o 10 anni un’ondata di Default in cui anche l’Italia potrà essere coinvolta. E se non lo sarà, ipotesi che ritengo difficile anche se soluzioni alternative potrebbero venir fuori, comunque gli italiani passeranno nel prossimo futuro i famosi “brutti cinque minuti” e vedranno minate le loro sicurezze, le certezze con cui sono cresciuti nel dopoguerra. Lo spreco nella gestione della cosa pubblica determinerà conseguenze da pagare, e i primi segnali arrivati dalla Grecia confermano il mio scenario, i miei timori e la certezza di un futuro assai difficile per i paesi occidentali.

Il problema non è, quindi, se la Grecia farà Default o meno nei prossimi mesi; questo non avverrà. E’ che la faccenda Grecia ha scoperchiato la pentola del rischio connesso ai debiti pubblici nazionali, ha dato un primo forte segnale; non è un problema che si può risolvere stampando denaro, come fatto dagli USA per il proprio sistema bancario in bancarotta, questo è solo un passaggio di un processo più ampio e che mostra la fragilità e il non senso del sistema finanziario, politico e sociale costruito nel dopoguerra.

La domanda ultima è: quando le masse ne prenderanno coscienza? La mia idea, da tempo, è che come sempre, lo faranno troppo tardi, quando i buoi sono già scappati dal recinto e da preservare non ci sarà più nulla.

Meditate gente … meditate.

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Commenti dal 9 al 13
(13)

francesco lunedì, 11 luglio 2011

il sistema capitalistico funziona ma ...

servono delle regole e qualcuno che le faccia rispettare. una di queste regole è: non rubare. un altra è: non si spendono soldi che non si hanno. rispettate queste 2 il sistema funziona. il capitalismo made in USA delgi ultimi decenni invece le ha sistamticamente infrante entrambe. e noi poveri fessi d'europei ci siamo accodati. ed ecco il risultato. nel caso del nostro debito pubblico nostrano invece la colpa sta tutta nella corruzione. nel io-do-lavoro(pubblico)-a-te e tu-dai-il-voto-a-me con conseguenti sperperi di denaro pubblico. Saluti

n° 13
Gio martedì, 13 aprile 2010

Che fare allora ?

Salve,
vorrei capire una cosa, in un'ottica del genere il piccolo risparmiatore come si può proteggere ?
Come si può diversificare e far si i piccoli patrimoni dei risparmiatori non vengano brucciati in pochi giorni ?
Da quanto esposto nell'articolo anche Euro e Dollaro dovrebbero deprezzarsi di molto al verificarsi di questi eventi.
Che cosa fare dunque ?

Grazie

n° 12
dm mercoledì, 3 marzo 2010

i disavanzi si creano con gli sprechi

Il suo articolo prende in esame situazioni di debito pubblico consolidato da anni di politiche giuste o sbagliate ma che permettono a una miriade di categorie di lavoratori di continuare a lavorare. Ha mio avviso sono sbagliate , sono voragini create per dare sovvenzioni a voi giornalisti per non far chiudere i giornali (es della carta stampata) sovvenzioni agli agricoltori per non coltivare, sovvenzioni agli imprenditori per costruire capannoni, sovvenzioni ad ogni sorta di sanita' e scuole private che stanno uccidendo il pubblico. Anche l' Europa sovvenzione tutto. Sovvenzionare pero' , dovrebbe dire anche controllo per il buon esito. I grilli parlanti che prendono in esame solo la parte del debito devono pernsare di far parte magari di una categoria che lo alimenta e dovrebbero quanto meno inventarsi soluzioni che propongano di uscire da questo stato di cose. I politici hanno bisogno di voti e per questo non modificano piu' di tanto le situazioni di fatto , ma voi potreste . Fate giornalismo costruttivo .

n° 11
corvo nero venerdì, 5 marzo 2010

R: i disavanzi si creano con gli sprechi

SONO CON TE IN TUTTO!!!!Esempio :nella mia zona come in molte altre ci sono centinaia di ditte cinesi che lavorano di notte con lavoratori in nero ,pagati zero,non pagano contributi non pagano iva non pagano un caz.. ma..ma tutti lo sanno e nessuno li ferma .Dicono che dovrebbe intervenire la finanza i carabinieri il comune ma...ma..non fa niente nessuno.Io lo detto al sindaco questa situazione ,lui guadandomi negli occhi mi ha detto :e che vorresti fare questi stanno qui perche lo vogliono dall"alto e non si puo fare niente!!Ma è cosi difficile applicare la legge...ma

Angelo lunedì, 1 marzo 2010

Euro

L'Entrata in Europa della Grecia all'epoca dei fatti non è stata delle più felici (compresa ITALIA vedi contributo Prodiano sulle buste paga dei lavoratori...) molti paesi sono entrati nella CEE con molte fragilità economiche , nel tempo purtroppo non sono riuscite a sollevare la propria economia ma hanno continuato il percorso di politica economica accomodante e basata sul rinnovo del debito (paesi Baltici/altri) , prima o poi la cascata del debito qualche individuo/i o nazione la paga.
Ricordando che in Usa l'ultima bolla ha fatto si che le case/Home sweet home nei distretti industriali(ovviamente chiusi per crisi) si sono vendute a prezzi irrisori (alcune ad USD 1 one dollar)
Dunque Io personalmente con l'ottimismo ci andrei piano quando perdo la casa.
cordialità

n° 10
pietro lunedì, 1 marzo 2010

e basta

Chi si occupa di borsa un fondamento di ottimismo lo deve avere sempre.Per cui BASTA catastrofismi, ok è tutto condivisibile ma allora chi scrive questi catastrofismi che fa per mettersi al riparo ? Siamo tutti buoi che scappano? per cui per chi investe, gioca o specula in borsa sono solo occasioni ed è questo l'importante a zero non si va e se si immaginasse di andare avere un euro o averne 2 milioni non fa differenza

n° 9
da

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