Lo scudo fiscale e le aziende italiane all'estero/2
lunedì, 19 ottobre 2009
L’Agenzia delle Entrate ha emesso il 10 ottobre 2009 la circolare 43/E sulle linee guida per lo scudo fiscale. E’ stato precisato in questa circolare la white list dei paesi con i quali è possibile fare la regolarizzazione. I paesi SEE (Spazio Economico Europeo) collaborativi della white list sono solo Islanda e Norvegia, mentre quelli extra UE sono: Australia, Canada, Corea del Sud, Giappone, Messico, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Turchia, e i paesi con cui si fa solo il rimpatrio sono: Svizzera, Montecarlo, San Marino, Liechtenstein.
Per le aziende italiane che hanno società controllate e collegate all’estero, sono stati chiariti alcuni punti sull’utilizzo dello scudo fiscale. E’ stato precisato che lo scudo fiscale vale solo per le aziende che hanno società controllate e collegate nei paesi black list, i cui soci (persone fisiche) di controllo e collegamento hanno violato le norme del quadro RW. La circolare ha inoltre precisato che gli effetti riportati dalla dichiarazione di emersione sugli importi rimpatriati o regolarizzati, presentata dalla Cfc si ripercuote sui soci solo sulla quota apportata nella Cfc. Lo scudo del socio quindi non vale per evitare gli accertamenti della società; il rimpatrio, però può essere usato dal Fisco per avviare controlli sulla società. La regolarizzazione invece consente di accedere allo scudo fiscale per le Cfc con copertura per la persona fisica che ne detiene il controllo.
La circolare 43/E dell’Agenzia delle Entrate, ha fatto inoltre emergere meno vincoli nell’utilizzo delle somme regolarizzate per finanziare le imprese ( Tremonti ter), perché genera benefici in grado di azzerare il costo dell’imposta straordinaria del 5%. Il problema dell’utilizzo delle somme rimpatriate è dato però dalla mancanza di una correlazione diretta tra emersione del socio e controllo fiscali e sostegno patrimoniale delle imprese. Per capire meglio questi passaggi mancano ora le spiegazioni del bonus per ricapitalizzazione e investimenti.
WHITE LIST
Australia
Austria
Belgio
Bulgaria
Canada
Cipro
Corea del Sud
Danimarca
Estonia
Finlandia
Francia
Germania
Giappone
Grecia
Irlanda
Islanda
Lettonia
Lussemburgo
Malta
Messico
Norvegia
Nuova Zelanda
Paesi Bassi
Polonia
Portogallo
Regno Unito
Repubblica Ceca
Romania
Slovacchia
Slovenia
Spagna
Svezia
Turchia
Ungheria







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