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Le imprese italiane scelgono l'Egitto come hub nel Mediterraneo

mercoledì, 13 gennaio 2010

La sponda sud del Mediterraneo, sta diventando sempre di più uno snodo fondamentale nei mercati internazionali. Le penetrazioni commerciali delle superpotenze (Cina e USA) nel continente africano, hanno reso questa parte del mondo un punto fondamentale del passaggio delle merci e delle fonti energetiche. L’Egitto in particolare è diventato negli ultimi anni un hub strategico importante. Le merci  di passaggio provenienti da Cina e India  attraversano la Zona Economica Speciale di Sadat City (città portuale  situata tra Il Cairo e il porto di Alessandria), e arrivano in Europa attraverso il canale di Suez. L’Egitto inoltre,  fa parte dei paesi del MENA (Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa), i quali ricevono fondi speciali dall’Unione Europea (Enpi, Euromed, Meda). E’ membro anche della COMESA (Mercato Comune dell’Africa Orientale e Australe), diventando così per l’Italia e per l’Europa un hub importantissimo sia per la penetrazione nei mercati africani sia per quelli del Medio Oriente.

L’Italia è il primo partner commerciale dell’Egitto tra i Paesi dell’Unione Europea. L’interscambio commerciale tra i due paesi è raddoppiato negli ultimi tre anni superando i 5 miliardi di euro. I principali prodotti che l’Italia  esporta in Egitto sono: macchinari e beni strumentali, prodotti chimici di base, tubi, prodotti siderurgici, autoveicoli. In Egitto le imprese italiane sono circa 500 di cui 200 operanti in attività industriali e rappresentano circa il 90% delle PMI. Questo dimostra che la penetrazione italiana nel mercato egiziano non può essere fatto solo dalle grandi aziende (Italcementi, Enel, Eni, Danieli, Pirelli, Marzotto, Piaggio, Fiat e Intesa San Paolo), ma che anche le nostre PMI stanno penetrando nei diversi mercati del paese africano.

In seguito al Forum Economico  del 2008 sono stati stipulati accordi commerciali tra le imprese, dei due paesi. Il Sistema Paese Italia ha così messo le sue basi in Egitto per una proficua e duratura partnership commerciale con il paese africano.  Lo scorso anno, i due stati hanno firmato un Piano d’Azione per il triennio (2009-2012), per rafforzare le relazioni commerciali attraverso le realizzazioni di infrastrutture, trasferimenti di tecnologie, incentivi per la creazione di Joint Ventures e promozione della cooperazione industriale, degli investimenti e del commercio, e nuove partnership tra PMI. Nell’aprile del 2009 è stato firmato il Memorandum di Intenti  Italia - Egitto dal Ministro del Commercio e dell’Industria, dal Centro Tecnologico delle Plastiche, dall’Istituto del Commercio Estero Italiano e dal Assocomaplast l’Associazione Nazionale Macchine e Stampi per materie plastiche e gomma. Un altro summit si è svolto a maggio dello scorso anno a Sharm El Sheikh e a luglio c’è stato il Forum Economico Finanziario a Milano con la partecipazione dei Presidenti dei due Paesi. A stringere sempre di più i rapporti tra Italia ed Egitto non sono solo ragioni economiche. Nel nostro paese vive oramai da diversi anni, una nutrita comunità di emigrati egiziani, integrati, per cui anche i progetti di cooperazione diventano fondamentali nelle politiche dei due governi.

L’ Italia da anni  ha rapporti commerciali con i paesi del Nord Africa (Algeria, Libia, Tunisia, Marocco, Egitto). La nostra politica energetica  dipende in parte da paesi come  l’Algeria e la Libia. I grandi problemi che toccano il Mediterraneo sono dovuti principalmente alle asimmetrie che ci sono tra  le due sponde del Mar Nostrum. Le differenze economiche tra i nostri paesi hanno provocato i flussi migratori dei paesi poveri verso quelli più ricchi. Il Governo italiano dovrebbe investire maggiormente in politiche migratorie di integrazione, necessarie al mantenimento dei buoni rapporti con questi paesi, facendo diventare l’Italia il centro della politica europea verso il Mediterraneo, creando così una zona di traffico commerciale davvero vantaggiosa.

 

 

Commenti dal 1 al 3
(3)

davide giovedì, 11 febbraio 2010

sembra facile

Io vivo e lavoro in egitto da otto anni e da due sto importando un noto marchio italiano alimentare, ma non avete idea della burocrazia e difficoltà per sdoganare. E ogni volta si inventano una nuova per succhiarti soldi.

n° 3
Fady Atef domenica, 17 ottobre 2010

R: sembra facile

Ciao ..... sono un egiziano e mi sono diplomato da una scuola si chiama Don Bosco e sono operatorio meccanico (Tornio-Fresatrice) (CNC)
sto circando a lavorare in una fabbrica italiana ...se trovi perfavore dimmi
il mio e-mail fady_atef1@yahoo.com
Grazie

mario bianchi domenica, 31 ottobre 2010

R: R: sembra facile

auguri

mamuI domenica, 31 gennaio 2010

Le imprese italiane...

scrivi bene tu alla fine del tuo articolo, che l'Italia dovrebbe investire in politiche migratorie di integrazione...... io ho conoscenti che potrebbero trovare lavoro in Italia nel settore alberghiero, con esperienza , professionalità e conoscenza di 3 lingue parlate ma il difficile è capire cosa vuole veramente l'Italia!!! farli entrare per lavorare o fare finta di di volerli??? scusa lo sfogo ma io sono una qualunque che però ha lavorato in un centro dove ho visto gente arrivare da tutto il mondo, ma la fortuna non è se sei preparato per lavorare bene che ti aiuta , ma da che parte del mondo arrivi!! se il Paese da cui proviene a degli accordi che...oppure no. perchè se vieni da buona parte del sud america puoi arrivare qui come turista e non andartene più? illuminami grazie

n° 2
giulio giangaspero giovedì, 14 gennaio 2010

utile iniziativa

Gentile Alberto, mi sono imbattuto oggi nel tuo blog. Trovo che sia molto utile e molto chiaro.. grazie per la tua attività di informazione e divulgazione. Giulio

n° 1
da

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