Le esportazioni del gruppo Bulgari nel settore lusso
giovedì, 3 giugno 2010
Il mercato del lusso made in Italy è un settore molto importante, e rappresenta circa il 14% dell’export italiano. Uno degli stakeholder più importanti del lusso italiano è sicuramente il gruppo Bulgari Spa (gioielli, orologi, accessori, profumi, cosmetici), che ha registrato nel primo trimestre del 2010 un buon risultato, con un fatturato di 199,1 milioni di euro. Il Gruppo è stato fondato nel 1884 a Roma ed è composto da 52 società che sono controllate per il 52% dalla famiglia Bulgari e il rimanente 48% è quotato alla Borsa di Milano.
Per quanto riguarda l’export, il gruppo Bulgari Spa è dagli anni 70 che attraverso i suoi negozi prima, i franchising e i travel retail dopo esporta i suoi innumerevoli prodotti in tutto il mondo. Attualmente l’azienda italiana opera in 24 paesi con 275 negozi, di cui 166 sono in gestione diretta. Inoltre la diversificazione dei suoi prodotti che vanno dai gioielli, orologi, accessori, profumi, fino alla joint venture con la Marriott International di Bulgari Hotels & Resorts nel settore ristorazione e albergo. Le principali aree in cui il gruppo Bulgari esporta i suoi prodotti sono: Europa il 34,3%, America del Nord 13,6%, Asia 46% e il Medio Oriente e altro il 6,1%.
I prodotti del gruppo Bulgari Spa fanno parte di quel settore del lusso chiamato affidable luxury (lusso abbordabile), che è una crescente fascia di mercato composta da quattro principali comparti del made in Italy (abbigliamento accessori, calzature, arredamento, alimentare). Tra il 2005- 2009 il settore del lusso italiano ha mantenuto una certa stabilità, tranne nel periodo 2007- 2008 nel comparto calzature e arredamento che ha avuto una flessione nell’esportazione, che è stata causata dall’aumento del costo delle materie prime.
Nonostante la crisi finanziaria globale, il settore del lusso abbordabile è in crescita, e secondo gli studi di Sace e Confindustria è destinato ad aumentare. La ragione pricipale di questo risultato è sicuramente l’enorme sviluppo economico dei paesi emergenti (China, India, Viet Nam, Brasile, Emirati Arabi Uniti, Turchia, Russia), che porterà ad un aumento di 123 milioni di nuovi ricchi entro il 2015, che diventeranno potenziali nuovi clienti per un business di 13 miliardi di euro (+ 3,8 miliardi rispetto al 2009), a favore delle aziende del made in Italy.





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