Le aziende italiane investono in America Latina
lunedì, 21 dicembre 2009
Qualche settimana fa (2-3 dicembre 2009) si è svolta a Milano la IV Conferenza Italia – America Latina e Caraibi. A questo appuntamento hanno partecipato per l’Italia il Presidente Berlusconi, Emma Marcegaglia per Confindustria, e il Ministro degli Esteri Frattini. Per l’America Latina sono stati presenti molti ministri e capi di stato e moltissimi rappresentanti di aziende italiane e latinoamericane. Il sistema delle conferenze è oramai diventato per l’Italia uno strumento strategico di politica estera e di internazionalizzazione delle imprese italiane. L’America Latina e i Carabi sono diventati per l’Italia un mercato interessante in cui affacciarsi. Negli ultimi cinque anni (2003 – 2008) l’America Latina ha avuto uno sviluppo continuo al tasso del 5%, dopo il default finanziario dell’Argentina nel 2001, e la crisi valutaria in Brasile nel 2002.
Le principali aziende italiane che operano nel continente americano sono: Pirelli e Enel. La prima investe in Venezuela e in Argentina, mentre nell’area di libero scambio nordamericano (NAFTA), investe in USA, Canada, Messico. Il Gruppo Pirelli (leader mondiale gomme) punterà ad avere un incremento di fatturato del 37% in Brasile e del 25% in tutto il resto dell’America Latina. .Il Gruppo Enel con l’acquisizione di Endesa nel 2007 è diventata il primo operatore privato elettrico dell’America Latina e i Paesi dove investe principalmente sono: Cile, Colombia, Perú, Argentina, Brasile e in America Centrale. Altre imprese italiane che operano nell’America Latina sono: Fiat (Brasile), Impregilo, (Panama), Ansaldo, Astaldi, Barilla, Ferragamo, Luxottica, ecc. Sicuramente per le aziende italiane sarà un’occasione investire in Brasile, in vista dei lavori legati ai mondiali di calcio del 2014 e alle olimpiadi del 2016 che si disputeranno nel Paese sudamericano. Di contro cambio per l’America Latina diventerà una grossa occasione l’Expo di Milano del 2015, per investire in Italia.
Durante le diverse conferenze che si sono tenute nella due giorni di Milano, si è capito che l’America Latina avrà sempre di più un ruolo importante nell’economia globale. Le prime tre economie del continente (Brasile, Argentina, Messico) sono membri del G20, e nell’ultimo vertice hanno rimesso sul tavolo delle trattative, la ripresa del Doha Round per togliere o abbassare i dazi doganali ai prodotti agricoli latinoamericani in Europa. Per l’Italia l’America Latina rappresenta un partner commerciale importante, soprattutto nel campo energetico e in quello alimentare. Nei rapporti di internazionalizzazione tra l’Italia e il continente latinoamericano ci sono degli stakeholder come Promos (azienda della Cciaa di Milano) che ha sedi in diverse città sudamericane, e che si occupa di fare da tramite tra le diverse aziende latinoamericane e le PMI imprese italiane e i vari distretti italiani. Un altro tema importante di cui si è discusso alle conferenze di Milano è stato quello della presenza delle poche banche italiane in America Latina, indispensabili per creare dei veri avamposti economici del sistema Paese Italia.
Un altro aspetto da tenere in considerazione nei rapporti commerciali con l’America Latina è la presenza di organizzazioni regionali sia a livello politico che commerciale: Can (Comunità Andina), Mercosur (Mercato Comune del Sud), l’Unasur (Unione Nazioni Sudamericane), Caricom (Comunità e Mercato Comune Caraibico). Queste organizzazioni sono nate per tutelare le economie dei paesi membri, ma possono diventare degli stakeholder economici globali. Se l’Unione Europea riuscirà in futuro ad avere accordi commerciali con le organizzazioni latinoamericane e non solo accordi bilaterali con i singoli stati, i rapporti commerciali tra i due continenti diventeranno molto proficui. Purtroppo però la strada è molto lunga, infatti è recentemente fallito l’accordo bilaterale tra l’UE e il Mercosur.





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