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L'export italiano 2010 inizia con un trend positivo

mercoledì, 26 maggio 2010

Nei primi cinque mesi del 2010 le esportazioni del made in Italy hanno avuto un trend positivo (+12,6%) nei paesi extra UE (ASEAN ossia l’Associazione delle Nazioni del Sud Est Asiatico, Mercosur ossia Mercato Comune dei Paesi del Sud America,  PRC  ossia la Repubblica Popolare Cinese, e l’Oceania) e del 20,6 nei paesi UE (Germania, Francia, Spagna, Gran Bretagna), in diversi  settori: chimica, elettronica, legno arredo, elettrotecnica, agroalimentare, ecc. Questi risultati si possono definire buoni, se consideriamo i primi otto mesi dello scorso anno, quando l’export italiano è stato negativo, salvo poi il recupero fatto alla fine dell’anno. Il 2009 può essere considerato  l’anno più nero  della crisi finanziaria globale, anche se per le aziende italiane all’estero, tutto sommato, è andata bene grazie agli aiuti organizzativi e finanziari del Sistema Paese Italia (Ice, Simest, Sace, Ministero degli Esteri, Ministero dello Sviluppo Economico, Assocamerestero, Unionecamere, Confindustria ecc.).

Per quanto riguarda il 2010 il Governo ha varato delle misure per aiutare le Pmi nei processi di internazionalizzazione, per renderle più competitive sul mercato, e in grado di raggiungere i suoi nuovi consumatori. Simest per esempio attraverso il fondo 394/81 (300 milioni di euro), per aiutare le Pmi, che faranno richiesta di superare le varie difficoltà dell’internazionalizzazione,  per avere tassi scontati (dal 40% al 15%), un aumento delle quote erogabili (dal 10% al 30%), e per le aziende più meritevoli offre la possibilità di accedere a uno scoperto di garanzia fino al 50% del finanziamento agevolato. Anche le università stanno dando un contributo  di 5 milioni di euro per favorire gli incontri tra università e aziende locali e  distretti industriali, attraverso l’ausilio dell’Istituto Commercio Estero per favorire il loro processo di internazionalizzazione. Assocamerestero e Unionecamere utilizzano la loro rete di oltre 300 strutture localizzate in Italia e in tutto il mondo a sostegno dell’internazionalizzazione delle Pmi del made in Italy.  Nel 2010 hanno presentato diversi programmi promozionali ed iniziative di investimenti per un totale di 140 milioni di euro da investire in Asia, Sud Africa, Australia, Centro America, Europa, Mediterraneo, Mercosur, NAFTA.

Le previsioni per il 2010 indicano un export con un trend sempre positivo, anche se bisogna stare attenti ad alcune variabili. La questione energetica (petrolio) per esempio, che sempre di più diventerà un costo per le nostre imprese, indurrà queste ultime ad investire ulteriormente in energie rinnovabili. Un altro punto caldo è sicuramente l’andamento dell’euro che proprio in questi mesi sta mettendo in crisi le economie di diversi  Paesi UE, anche se per l’export italiano il cambio euro dollaro potrebbe diventare un incentivo per le nostre esportazioni nei Paesi del Nord America e in particolare  negli USA. Negli ultimi mesi l’export rappresenta la strada principale per il sistema produttivo italiano per uscire dalla crisi e proseguire nella crescita  interna del Paese.

 

 

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Soldi e Lavoro

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