Il made in Italy penetra in Oceania
mercoledì, 23 dicembre 2009
E’ di settimane fa la notizia che l’azienda italiana Saipem ( controllata del gruppo Eni), specializzata nella fornitura di servizi di ingegneria, di procurament, di project managment e di costruzione, si è aggiudicata due contratti in Papua Nuova Guinea e in Viet Nam per un valore di circa 450 miliardi di US$. In Papua Nuova Guinea si è aggiudicata il contratto per la posa del gasdotto PNG LNG EPC2. Questo contratto non è che l’ultimo di una serie di investimenti fatti dalle aziende italiane negli ultimi anni in Oceania. La Ferrero si è aggiudicata quest’anno un accordo per la fornitura di olio di palma per cinque anni dalla New Britain Palm Oil Limited (NBPOL). Le piantagioni dell’azienda inglese in Papua Nuova Guinea sono conformi tra l’altro ai criteri di sostenibilità fissati dalla Round Table on Sustainable Palm Oil (RSPO). Un'altra azienda italiana, la Bonfiglioli SpA ha recentemente deciso di investire nel mercato della Nuova Zelanda con l’appoggio della propria filiale australiana Bonfiglioli Australia Pty Ltd. Questa azienda italiana è leader mondiale nella produzione di variatori e riduttori industriali.
I nuovi investimenti negli stati dell’Oceania da parte di aziende italiane sono in parte dovuti ai recenti Forum economici che si sono svolti quest’anno in Australia e in Nuova Zelanda. A questi incontri hanno partecipato: il sottosegretario allo Sviluppo Economico Urso, i rappresentanti di Ice, Simest e di oltre 50 aziende italiane, tra cui Finmeccanica, Iveco, Ansaldo. Durante i Forum sono stati firmati diversi accordi industriali nei settori dell’energia, infrastrutture e difesa, per entrare in modo significativo nei mercati australiani e neozelandesi. Fino ad ora l’Australia e la Nuova Zelanda hanno rappresentato per il made in Italy degli hub strategici per entrare nei mercati asiatici. Per l’Australia e la Nuova Zelanda questa vicinanza con l’estremo oriente, e con il sub continente indiano non sarà più soltanto geografica. Recentemente hanno firmato accordi di libero scambio con l’Asean ( Associazione dei Paesi del Sud Est asiatico), per migliorare i rapporti commerciali con i dieci paesi asiatici membri. L’Australia è destinata a diventare un partner commerciale importante per l’Italia, e non solo dal punto di vista strategico. Il suo territorio è infatti ricco di materie prime (carbone, ferro, alluminio, rame, gas, petrolio, uranio). Il livello delle università è molto alto, il sistema finanziario e quello economico sono buoni, e i suoi mercati sono in costante sviluppo. Le aziende italiane che fino ad ora hanno investito in Australia sono: Eni, Ansaldo, Saipem, Tenova, Iveco, Parmalat, Ferrero, Luxottica ecc. I principali settori d’investimento sono: argenteria-oro, enologia, beni strumentali e meccanica, agro-alimentare, trasporti, nautica, energia. Un altro aspetto importante che riguarda il made in Italy in Australia è la presenza di comunità di origine italiana nel paese (5%), che vengono viste in modo positivo da tutta la popolazione perché simbolo di una tradizione e di una cultura importante nel mondo.





Commenti agli articoli