Gli investimenti esteri del Gruppo Cremonini
giovedì, 26 agosto 2010
Il Gruppo Cremonini è uno dei più importanti operatori europei nella produzione, trasformazione e distribuzione di carne bovina, e ha raggiunto nel 2009 un fatturato di 2,8 miliardi di euro. Il Gruppo è composto da diverse aziende importanti come la brasiliana JBS, leader mondiale nella produzione ed esportazione di carne bovina. La JBS e Cremonini hanno costituito nel 2008 una Joint Venture che ha portato JBS all’acquisizione del 50% dell’INALCA (Gruppo Cremonini), società che si occupa della lavorazione e trasformazione della carne bovina. Un’altra società importante del Gruppo è sicuramente l’italiana Marr che si occupa della distribuzione alimentare nei ristoranti, alberghi, villaggi turistici
La grande crescita del Gruppo Cremonini è dovuta principalmente ai suoi investimenti esteri, i quali nel 2009 hanno fatto ottenere al Gruppo il 30% del fatturato complessivo. In Europa il Gruppo Cremonini (Belgio, Francia, Spagna, Regno Unito), è leader della produzione di carne in scatola, hamburgher e della ristorazione (on- board) a bordo treno. Da più di 20 anni il Gruppo italiano ha investito nel continente africano, e più precisamente in Angola, Rep. Democratica del Congo, Congo Brezzaville, Algeria, Mozambico, Nigeria. La penetrazione di Cremonini nei mercati africani è iniziata 21 anni fa in Angola fornendo carne ad enti statali e governativi, per poi commerciare anche con i privati. Lo stesso business è poi continuato anche con gli altri Stati africani, per poi passare ad altri tipi di investimenti come quello degli impianti frigoriferi, e della logistica (porti), fino alla distribuzione di diversi generi alimentari attraverso catene commerciali. Altri investimenti (100 milioni di euro) esteri sono stati fatti lo scorso anno in Russia proprio grazie alla Joint Venture tra Cremonini e la JBS, che ha portato a realizzare a Odinzovo località vicino a Mosca, un nuovo complesso di produzione e distribuzione di prodotti alimentari. INALCA è da circa 20 anni che investe in Russia e ha già realizzato a San Pietroburgo una piattaforma distributiva di alimentari e in un prossimo futuro ne realizzerà altre nelle città di Kazan ed Ekaterinburg.
Negli ultimi mesi la Joint Venture tra JBS e Cremonini è entrata in crisi a causa di un contenzioso legale che inizierà a settembre, e che è stato presentato lo scorso luglio dalla JBS per delle presunte violazioni dei patti parasociali in particolare sull’interpretazione di due clausole (Earn out, Put Option). La prima clausola ha previsto per il triennio 2008- 2010 un ulteriore pagamento di 65 milioni di euro da parte della JBS a Cremonini se l’EBITDA (misura della gestione caratteristica dell’azienda per confrontare la redditività tra più esercizi), di INALCA sarà superiore a 75 milioni di euro. La seconda clausola (Put Option) specifica che se tra il quarto e i decimo anno dalla firma del contratto della Joint Venture l’EBITDA di INALCA sarà di valore pari o superiore a 60 milioni di euro, Cremonini avrà l’opzione di vendere il 50% di INALCA ad un prezzo che va dalle 6 alle 10 volte il valore dell’EBITDA





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