Forum economico Italia - India
martedì, 23 marzo 2010
Lo scorso dicembre si è svolto a New Delhi e a Mombai un Forum Economico tra Italia e India, alla presenza di 130 aziende italiane e dei rappresentanti di 6 regioni. A questo importante appuntamento economico, sono stati presenti i principali stakeholder del Sistema Italia: Simest, Sace, Assocamerestero, Unioncamere, e il Ministro dello Sviluppo Economico Scajola. Il Governo italiano è dal 2005 che coinvolge in questi appuntamenti internazionali, le regioni, allo scopo di fare sistema tra i distretti industriali, e di incentivare le pmi a investire nel paese asiatico.
L’India è tra i paesi emergenti quello che è stato meno coinvolto nella crisi finanziaria globale. Negli ultimi 10 anni il suo tasso di sviluppo è stato attorno al 7% del PIL con una prospettiva di crescita del 9% entro il 2011. Lo sviluppo dell’India negli ultimi 50 anni, ha permesso al gigante asiatico di passare da un economia prevalentemente agricola ad una industriale, dove le principali attività si svolgono nei settori delle telecomunicazioni, trasporti, alberghi e del commercio. Nonostante il paese asiatico abbia delle prospettive di crescita molto buone, le aziende italiane hanno difficoltà a penetrare in questo mercato. L’India ha delle leggi protezionistiche molto rigide a salvaguardia delle sue produzioni, inoltre ha una forte burocrazia che non incentiva gli scambi commerciali. Le aziende italiane che investono in India sono quelle di grandi dimensioni, e delocalizzano la loro produzione nel paese asiatico attraverso delle joint venture con aziende indiane. Le principali aziende italiane sono: Perfetti, Tecnimont, Fiat, Finmeccanica Piaggio, Lavazza. La Fiat per esempio, non solo delocalizza la sua produzione in India, ma ne fa un hub strategico per penetrare altri mercati con la sua produzione di automobili low cost. I principali mercati in cui investe sono: Sri Lanka, Nepal, Bhutan, Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa. Un’altra società italiana che investe in India è il Gruppo Finmeccanica che con le sue aziende riceve moltissime commesse dal settore della difesa indiana.
Le principali proposte delle delegazioni dei due paesi al Forum economico sono state fatte nei settori: energetico, infrastrutture e logistica e del traffico commerciale, l’India infatti ha bisogno di un corridoio marittimo, che vada dai porti italiani di Genova, La Spezia, Venezia fino a quelli di Mumbai e Chennai. Mentre i settori in cui l’Italia spera maggiormente di investire sono: il comparto moda, meccanizzazione, trasformazione e conservazione alimentare. Le questioni più spinose discusse hanno riguardato l’abbattimento dei dazi doganali, già più volte discussa anche in sede UE. Inoltre tra i due paesi si è discusso dell’approvazione del Doha Round (riduzione delle barriere commerciali, con conseguente creazione di un libero mercato tra economie a diversi livelli di sviluppo che dovrebbe portare al miglioramento delle economie) già oggetto di discussione al G8 dell’Aquila, che è previsto la sua approvazione entro la fine di quest’anno.
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Al seguente link potrete visionare il servizio sul Ministro indiano del commercio in visita all'uNIVERSITà luiss http://www.uniroma.tv/?id_video=18046
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