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DuOblò di Mattia Baglieri e Aldo Marchese

Studiamo Scienze Politiche all’Alma Mater di Bologna e ci stiamo specializzando in Relazioni Internazionali e Cooperazione e Sviluppo Locale e Internazionale. DuOblò si propone come uno sguardo sulla realtà economica italiana ed internazionale, ma anche come una ventata d’aria fresca: non vogliamo dimenticare che l’economia è parte delle scienze umane. E allora ci occuperemo anche di storia economica, di costume, di sport e di terzo settore: le nostre discussioni economiche saranno parte di un frame più ampio e giovane. Come due ragazzi vedono e commentano il mondo di oggi. Mattia Baglieri (2 aprile 1985) ha diretto la Rivista Cittadino Globale per Youth Action for Peace Italia e ha collaborato con il quotidiano PeaceReporter.net. Aldo Marchese (3 giugno 1985) è stato borsista Erasmus presso la Faculté de Droit dell’Université de Liège in Belgio ed una tesi in Politiche Economiche dal titolo “I finanziamenti dell’Unione Europea per le imprese del comparto agro-alimentare nel Mezzogiorno d’Italia: il caso della Regione Calabria”. Tutti e due scrivono per SoldiOnline.it.

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venerdì, 20 novembre 2009

La Gelmini apre ai privati. Davvero un male assoluto?

In queste settimane, un po’ in sordina ad onor del vero, si discute attorno al ddl Gelmini presentato e approvato dal CdM del 28/10/2009 sulla tanto attesa riforma universitaria. Da sempre questo argomento genera uno scontro più o meno acceso tra le opposte fazioni; nella maggioranza dei casi non tanto sui contenuti del provvedimento legislativo in se, quanto piuttosto sul colore politico della coalizione di governo che lo presenta. A mia memoria, solo il ministro Berlinguer padre del famigerato 3 + 2, riuscì, bontà sua, a mettere tutti d’accordo, nel contestarlo. Dunque ora è il turno di Maria Stella Gelmini provare a sistemare le cose nel nostro malandato sistema universitario. Cercherò ora di spiegare i punti salienti della riforma:
  1. Trasparenza dei BILANCI: il progetto di riforma è incentrato su una più rigorosa gestione delle finanze. Quindi una maggiore chiarezza e trasparenza nei libri contabili con i fondi che verranno erogati non più “a pioggia” ma sulla base degli standard qualitativi della didattica. Prevista tolleranza zero per gli atenei poco virtuosi con la minaccia di commissariamento in caso di gravi deficit gestionali.
  2. Limite al mandato dei rettori: un rettore non potrà rimanere in carica per più di 8 anni, con valenza retroattiva.
  3. I Privati : viene introdotta la figura del direttore generale al posto del direttore amministrativo, che dovrà rispondere delle proprie scelte come un vero e proprio manager dell'ateneo. Il senato accademico sarà chiamato ad affrontare proposte di carattere scientifico ma sarà poi il consiglio di amministrazione, che dovrà essere composto al 40% da membri esterni (e anche il presidente potrà essere esterno), ad avere la responsabilità delle spese.
  4. Ricercatori- Per i ricercatori viene invece prevista una nuova forma di reclutamento con contratti a tempo determinato di 6 anni, secondo la formula del 3+3: se al termine di questo periodo il ricercatore sarà ritenuto valido dall'ateneo sarà confermato a tempo indeterminato come associato. In caso contrario terminerà il rapporto maturando però dei titoli utili per i concorsi pubblici. Viene poi abbassata l'età in cui si può entrare di ruolo in università, da 36 a 30 anni, mentre lo stipendio passa da 1.300 a 2.100 euro.
  5. Codice etico: Ci sarà un codice etico per evitare incompatibilità, conflitti di interessi legati a parentele. Alle università che assumeranno o gestiranno le risorse in maniera non trasparente saranno ridotti i finanziamenti del ministero.
Proprio l’apertura ai privati, che avranno la possibilità di decidere anche sulla eventuale chiusura di corsi “ poco redditizi” rappresenta uno dei punti maggiormente contestati. Personalmente, se posso esprimere un giudizio, ritengo complessivamente buona questa riforma, certamente non perfetta, ma credo che un apertura hai fondi privati sia necessaria e potrebbe rappresentare, un viatico per un ammodernamento e miglioramento dell’offerta universitaria italiana, che ad oggi versa in uno stato comatoso permanente, francamente umiliante. Concludo auspicando un ripensamento del governo, per ciò che concerne i fondi per la ricerca, scendere sotto l’1 % del PIL come previsto nell’ultima finanziaria, non è degno per un paese importante come l’Italia.

Aldo Marchese

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Commenti dal 3 al 7
(7)

claudia venerdì, 20 novembre 2009

alduccio : la grammatica!

Alduccio a 6 righe dalla fine hai fatto un errore grammaticale...da correggere!
...per quanto concerne il contenuto avrei qualcosa da ridire.
1) posto che una penalizzazione di chi non rispetta i vincoli di bilancio si rende necessaria in generale ed in particolare in un periodo di crisi, rimane anche vero che sarebbe più proficuo se venisse imposto un vincolo ulteriore. Va bene dover tagliare le spese ma è il caso di dire anche dove bisogna tagliare se i bilanci sono in rosso, se no non garantisci una maggiore efficienza ma solamente una minore spesa e le due cose non coincidono affatto!

2) condivido i dubbi sulla compartecipazione privata di fondazioni, ma rimangono dei dubbi. se infatti la critica alle fondazioni è che possono rispondere a criteri eccessivamente economici, è anche vero che questo goerno con questa riforma ha sottolineato che lui stesso risponde a questi criteri in primis, pertanto potrebbe non esserci alcuna differenza... (e questo non è un dato positivo!)

3) per la questione dei ricercatori mi trovo d'accordo, diminuirne il numero e aumentare lo stipendio è più coerente che farne entrare milioni per lasciarli precari a vita.

4) il codice etico mi vede d'accordo in toto

Concludo quindi che ci sono ampi spazi di miglioramento...
..e che è ora di finirla di parlae di lauree inutili!!!

n° 7
Aldo venerdì, 20 novembre 2009

R: alduccio : la grammatica!

per ciò che concerne l'errore chiedo venia, credo sia stato dettato dalla fretta/voglia di consegnare l'articolo..sorry

Aldo venerdì, 20 novembre 2009

R: alduccio : la grammatica!

Sono concorde con te su molti punti, auspico che i risparmi generati da una visione  che tu giudichi eccessivamente economicocentrica siano reinvestiti nella ricerca..grazie comunque per la visita :)

giovanni venerdì, 20 novembre 2009

un po di fortuna???

Roberto ma in che mondo vivi??? oggi l'università ci sfrutta a tempo indeterminato con paghe da fame!!! altro che a trent'anni entriamo in ruolo!

n° 6
Roberto venerdì, 20 novembre 2009

Abbassata l'età di ingresso in ruolo? Falso

>Viene poi abbassata l'età in cui si può entrare di ruolo in università, da 36 a 30 anni,
Falso. Oggi non c'è nessun limite d'età all'ingresso in ruolo.
Se ci sono i soldi per il concorso, e hai i titoli, puoi diventare ricercatore appena laureato (cioè anche a 24 anni).
Di solito, prima fai il dottorato (3-4 anni) e un periodo più o meno lungo da precario.
Con un po' di fortuna, entri prima dei 30 anni.
Con questa riforma, ti fai il dottorato (3-4 anni), l'assegno di ricerca (fino a 10 anni) e poi entri come ricercatore a tempo determinato (6 anni). Se non ci sono i soldi, a 43 anni ti dicono che è stato tutto uno scherzo.

n° 5
Aldo venerdì, 20 novembre 2009

R: Abbassata l'età di ingresso in ruolo? Falso

ciao roberto, grazie innanzitutto per averci visitato, allora ci sono dei punti nella tua analisi che non comprendo: in primis tu asserisci che si possa diventare ricercatore appena laureato, onestamente sono da 6 anni nell'università e non ho mai visto una cosa del genere. Poi attenzione, non vorrei dire una sciocchezza, ma quando si parla di ruolo,in questa riforma si intende docente associato e non ricercatore. Inoltre perdonami tu dici: " con un po di fortuna entri prima dei 30 anni" non credo che la fortuna attualmente sia una variabile da tenere in considerazione visto l'attuale indecente numero di precari. Credo infine che la tua analisi sulla possibile evoluzione della carriera universitaria, prevista dalla nuova riforma, non sia esatta, mi spiego; il ddl gelmini prevede : il dottorato 3 anni, ricercatore 3 + 3 e poi l'università ha L' OBBLIGO di assumerti o meno. Quindi molto meno dei 43 anni da te indicato. Concludo facendo una considerazione credo che un'università che ha investito 9 anni su di un ragazzo/a abbia tutto l'interesse a tenerlo a se, almeno spero :)

Roberto venerdì, 20 novembre 2009

R: R: Abbassata l'età di ingresso in ruolo? Falso

Ciao, vado con ordine perché hai sollevato diverse questioni importanti.
E' vero: il caso del neolaureato che diventa ricercatore è teorico.
La laurea è requisito obbligatorio per un concorso, mentre il dottorato è solo titolo preferenziale.
Volevo sottolineare che nella normativa attuale non esiste un limite inferiore di 36 anni per l'entrata in ruolo.
Con "fortuna" intendevo il fatto di aver studiato con un gruppo di ricerca valido (per poter accumulare i titoli da presentare a concorso) e potente (perché un concorso effettivamente ci sia).
Negli ultimi anni, con i vari blocchi dei concorsi e delle assunzioni, il secondo genere di fortuna non si verifica quasi più.
Il decreto Gelmini prevede che dopo il dottorato (3 anni) si possa diventare ricercatore a tempo determinato (3+3 anni), ma non garantisce che ci siano i soldi per bandire questi posti. Siccome lo stipendio del nuovo ricercatore è buono, è molto più probabile che per un certo tempo (al limite 10 anni) il dottore di ricerca venga mantenuto a suon di assegni, per dargli il sospirato posto (a tempo determinato) solo alla fine.
Dopo altri 6 anni, l'università ha l'obbligo di decidere se assumerlo o meno come professore associato. Lo assumerà se nei 3+6(+ forse 10) anni precedenti ha lavorato bene e (soprattutto) se in quel momento ci sono i soldi. Se per caso non ci sono (o se scatta un altro blocco delle assunzioni), lo salutano.
L'università ha sicuramente interesse a tenere persone altamente formate, ma bisogna vedere se ci sono i soldi per farlo. Al momento, le università "virtuose" (cioè quelle che spendono meno del 90% del finanziamento in stipendi) stanno una per una passando nel gruppo delle università "viziose", alle quali è (in teoria giustamente) vietato assumere.
Tutto questo mentre gli altri paesi investono in ricerca per uscire dalla crisi...

Aldo venerdì, 20 novembre 2009

R: R: R: Abbassata l'età di ingresso in ruolo? Falso

roberto, ti ringrazio nuovamente per i tuoi chiarimenti che denotano il fatto che tua sia molto ferrato sull'argomento. Ora mi trovi concorde su molti punti, anche se credo che il numero dei ricercatori vada ridotto in qualche modo, è inutile illudere migliaia di ragazzi/e quando si sa che i posto son quelli. Spero tu commenterai ancora i miei post..
Aldo

Mattia venerdì, 20 novembre 2009

Buona riforma? Per carità

Buona riforma? Ma come si fa ad essere così azzardati?
Dietro questa riforma non c'è alcun progetto educativo di carattere reale. la riforma è stata criticata da fior fior di intellettuali non perchè essa tocca i loro privilegi, ma perchè è assolutamente priva di qualsiasi logica propulsiva per il sistema paese. le linee guida sono state redatte senza l'appoggio delle categorie scolastiche e universitarie, dal momento che dietro alla Gelmini si maschera Tremonti.
I risparmi sulla scuola si ripercuotono poi nelle campagne di guerra in giro per il mondo che il parlamento ha approvato quasi tutt'insieme senza batter ciglio. L'acquisto di decine di caccia F£% (Peacereporter) al posto di banchi e aule nuove. Abbiamo una scuola tinta di rosso sangue, altro che.
Siamo incapaci di attuare una riforma educativa seria che è sempre più indispensabile perchè continuiamo a misurare sul breve termine la reddititvità delle scelte educative, mentre sappiamo che in campo culturale qualunque giudizio sul breve termine è dannoso e controproducente.
Gelmini, vade retro.

n° 4
Sandra venerdì, 20 novembre 2009

luci e ombre

In linea di massima questa riforma potrebbe rappresentare una svolta, una oculata apertura a fondi privati potrebbe ridare all'Italia quel prestigio universitario perso da tempo. Ma quale peso avranno?? chi saranno questi privati? certo vista la situazione attuale difficilmente può andare peggio..

n° 3
Aldo venerdì, 20 novembre 2009

R: luci e ombre

sono d'accordo con te sandra..grazie per la visita :)

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