Barroso II, svolta economica?
venerdì, 12 febbraio 2010
Qualche giorno fa, con la solita colpevole indifferenza dei media italiani, con 488 voti favorevoli, 137 contrari e 72 astensioni, il Parlamento ha eletto la nuova Commissione europea che resterà in carica fino al 31 ottobre 2014 sotto la guida, per la seconda volta, di José Manuel Barroso. Arriva così per l’UE un altro segnale di continuità con il recente passato che completa una traiettoria non proprio brillante per il futuro dell’Europa, vi ricorderete certamente le discusse designazioni del belga Herman Van Rompuy quale futuro presidente stabile del Consiglio dell’UE e della baronessa Catherine Ashton quale Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune, nomina questa avvenuta dopo un testa a testa con il nostro Massimo D’Alema.
Questa continuità è rappresentata dai 13 commissari 'mutuati' dal team precedente, di cui nessuno ha però mantenuto lo stesso portafoglio; nove saranno le donne, una in più rispetto alla legislatura precedente e di queste 3 saranno anche vicepresidenti, confermata inoltre la forte impronta di centro-destra nel nuovo esecutivo Ue infatti ci sono 13 conservatori, 8 liberali, sei socialisti. L’Italia esulta per la “promozione” di Antonio Tajani che resta vicepresidente e passa dai Trasporti alla ben più pesante delega dell’Industria e impresa. E proprio in campo economico ci sono le novità più interessanti, con la creazione di una vera e propria task force dell’economia che è al tempo stesso frutto di un grande compromesso (come solitamente avviene dalle parti di Bruxelles) ma anche forte ed autorevole, se non altro perché composta da commissari (Competitività, Affari economici e monetari, Commercio, Mercato interno, Industria) le cui decisioni hanno effetti legali immediati e spesso vincolanti per Stati membri e imprese, sull’economia e sulla finanza.
Oltre al già citato Tajani, alla guida di questa squadra ci sarà il socialista spagnolo, Joaquin Almunia, (Competitività) commissario ormai navigato, essendo entrato già nell’esecutivo Prodi (1999 – 2004) ed avendo gestito il portafoglio degli Affari economici e monetari per tutta la legislatura appena terminata. Con Almunia ci sarà Oli Renh, finlandese, che passa dalla delega per l’Allargamento nel periodo caldo 2004–2009 agli Affari economici e monetari posto appena reso vacante proprio da Alminia; l'obiettivo dichiarato dal nuovo commissario sarà di “rafforzare l'area euro per il futuro”, ma questo non deve impedire “di guardare al presente” e in particolare alla situazione di quei Paesi che mostrano difficoltà, Grecia, Spagna, Portogallo sono avvisate. Completano questa squadra Il belga Karel De Gucht, liberale di 55 anni, che ottiene il posto di commissario al commercio e quel Michel Barnier fedelissimo di Nicolas Sarkozy e da questi imposto quale commissario al Mercato Interno e ai Servizi, nomina che tanti “mal di pancia” ha creato a Londra ed è per questo che il nuovo direttore generale, Roger Faull oltre ai meriti di alto funzionario, può vantare una graditissima, a Londra, nazionalità britannica. Apparentemente fuori dalle nomine di prestigio la potente Germania di Angela Merkel che si “accontenta” della certamente poco ambita nomina di Guenther Oettinger all’Energia, ciò in realtà per spianare la strada ad Axel Weber, attuale guida della Bundesbank, che se la dovrà vedere con il nostro Mario Draghi per l’ambitissima poltrona di presidente della Banca Centrale Europea.
Domanda per i posteri, a quando delle scelte che non siano più influenzate dal Paese di provenienza ma dal profilo delle personalità individuate?
Di seguito tutte le altre nomine.
Johannes Hahn (Austria) politiche regionali;
Kristalina Georgieva (Bulgaria) aiuti umanitari;
Androulla Vassiliou (Cipro) educazione, cultura e multilinguismo;
Connie Hedegaard (Danimarca) clima;
Siim Kallas (Estonia) trasporti;
Maria Damanaki (Grecia) affari marittimi e pesca;
Laszlo Andor (Ungheria) impiego e affari sociali;
Maire Geoghegan Quinn (Irlanda) ricerca e innovazione;
Andris Piebalgs (Lettonia) aiuti allo sviluppo;
Algirdas Semeta (Lituania) fisco e unione doganale;
Viviane Reding (Lussemburgo) giustizia, diritti fondamentali;
John Dalli (Malta) sanità e protezione dei consumatori;
Neelie Kroes (Olanda) nuove tecnologie;
Janusz Lewandowski (Polonia) bilancio;
Stefan Fuele (Repubblica Ceca) allargamento;
Dacian Ciolos (Romania) agricoltura;
Maros Sefcovic (Slovacchia) relazioni istituzionali;
Janez Potocnik (Slovenia) ambiente;
Cecilia Malmstroem (Svezia) affari interni.
Aldo Marchese





Commenti agli articoli