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Anno nuovo, mondo nuovo?

lunedì, 18 gennaio 2010

Uno sguardo a ciò che è stato, per capire ciò che ci aspetta.

Quello appena conclusosi, a parer mio, è certamente uno dei decenni peggiori per la storia del nostro pianeta. Vi dimostro il perché. Omettendo le grandi catastrofi naturali, non direttamente causate dall’uomo, gli anni zero verranno certamente ricordati per il persistente stato di guerra globale, ci sono state quelle “mediatiche” in Georgia, Libano, Iraq, Afghanistan, per poi passare a quelle africane “dimenticate”, penso a Sudan, Somalia, Eritrea, Niger; dove il dazio pagato dagli innocenti (bambini in primis) al Dio della guerra è, se possibile, ancora più grave. L’alba del nuovo millennio ha coinciso tristemente, anche con l’ingresso dell’Occidente in quel tunnel drammatico che è il terrorismo, la lista degli orrori comprende Madrid e Londra, Pakistan e India, Indonesia e Turchia, solo per citarne alcuni, figli (quasi tutti) di quell’abominio che fu la strage dell'11 settembre 2001. Certamente degne di nota poi le repressioni sanguinarie “ di governo “ della libertà d’espressione, e non solo purtroppo, in Birmania, nel Tibet, nello Xinjiang, e nel tanto attuale Iran.

Il catalogo delle crisi economiche e finanziarie è certamente di tutto rispetto: petrolio, gas, industria automobilistica, e poi la madre di tutte, cioè la crisi economica ancora in corso, partita in America con il cataclisma accaduto nel mondo delle banche e delle compagnie di assicurazioni, con il conseguente crollo delle borse di mezzo mondo con Wall Street e la City in pole position. L’occidente è stato preso in ostaggio dal panico generale mostrando quanto la fragilità (umana) di istituzioni private e statali che parevano indistruttibili fosse reale.

E’ dunque un’eredità pesante quella che ci lasciano gli anni zero, un’eredità densa di odio e di violenza ma soprattutto di tensioni tutt’altro che scemate; viene da chiedersi cosa è legittimo aspettarsi ora? Qualche settimana fa Sergio Romano sul Corriere ha scritto: “Gli Stati, come gli esseri umani, non smetteranno mai di commettere errori.”

E temo possa essere questo il legame tra il decennio passato e quello che ha visto la luce pochi giorni fa. Negli U.S.A., da sempre faro dell’occidente, il nobel Barack Obama si sta dimostrando essere non troppo distante dal suo predecessore in materia di spedizioni militari; e a poco più di un anno dalla sua elezione i sogni e le promesse elettorali fatte si stanno scontrando con la dura realtà della situazione attuale. Passando in “casa nostra” L’Unione Europea ha ancora una volta rinviato il suo appuntamento con il destino, la costituzione, finalmente approvata, è frutto di compromessi al ribasso e gli otto anni impiegati per la sua promulgazione fanno decisamente perdere prestigio e credibilità alla magna carta comunitaria.

Di basso profilo poi sono le nomine di Herman van Rompuy, quale primo presidente stabile dell'Unione Europea, e di Catherine Ashton quale ministro degli esteri, le loro investiture innocue risultano, infatti, essere prive di quel prestigio minimo capace di imporre una voce unica all’istituzione comunitaria. La Cina, nonostante le Olimpiadi, non ha in nessun modo imboccato la strada della democrazia, il regime comunista di Pechino è ben lungi dal concedere il rispetto minimo dei diritti umani. Hanno poi fatto comparsa nel panorama mondiale personaggi dal dubbio gusto e sicuramente pericolosi quali Hugo Chavez in Venezuela e Ahmadineijad in Iran. 

Poche le luci, ma significative. Il mondo finanziario globale post crisi sarà sicuramente meno creativo e più concreto, anche se restano dubbi sul fatto che il periodo delle speculazioni e della finanza “leggera” sia realmente finito. La nascita del G20 è coinciso con una presa di coscienza globale sul fatto, innegabile, che il mondo non è più “governato” dagli otto grandi, ma bensì che gli equilibri mondiali si sono con forza riassettati su posizioni più vicine ai paesi in via di sviluppo. Timidi (forse troppo?) ma concreti i segnali derivanti dalla conferenza di Copenaghen sul clima, c’è stata una presa di coscienza sul fatto che il problema sia più imminente e grave di quello che il mondo si può permettere di ignorare.  Estremamente importante sarà valutare quanto saranno concreti i messaggi mandati al mondo da Obama in questi mesi, sulle spalle del giovane presidente americano sono rivolti gli occhi del mondo, vedremo quanto di vero ci fosse dietro il suo YES, WE CAN!

Dunque resta teso il filo della speranza in questo quadro generale francamente desolante, sarei poco obiettivo se negassi che segnali incoraggianti ci sono, li ho elencati poco sopra, ma credo che decisive saranno alcune sfide che attendono i potenti della terra, penso alla questione Iraniana, in cui è necessario non limitarsi ad appelli sterili e controproducenti, dove il pericolo di una destabilizzazione dell’intero Medio Oriente è dietro l’angolo. Fare in modo che grandi e importanti nazioni come Cina, India, e Indonesia, solo per citarne alcune, compiano quel decisivo salto di qualità soprattutto dal punto di vista sociale e di diritti oltre che quello già consolidato dello sviluppo economico. Impegnarsi seriamente e velocemente della questione Africa; continente agonizzante dove indicibili eccidi, carestie, e fortissime tensioni sociali e religiose devono essere affrontate prima che il cancro dell’ideologia terrorista attecchisca irrimediabilmente. 

Aldo Marchese

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Commenti dal 1 al 5
(5)

goldman martedì, 19 gennaio 2010

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n° 5
Marco martedì, 19 gennaio 2010

Oriente...

Dell'articolo mi piace il taglio "umano", che mi pare sia un segno
distintivo della tua scrittura e che condivido, ma attento a non cadere
nell'ingenuità. il problema della democrazia che è a
rischio in mezzo mondo è importante e sei stato bravo a farne
una panoramica, però - forse qui è il mio
antioccidentalismo a parlare - mi sembra che tu abbia usato due pesi e
due misure parlando di USA e oriente.
sono molto disinformato,
specie rispetto a te, ma anche a me sembra che le promesse di obama
stiano rimanendo solo promesse e fossi stato in te avrei citato
l'exploit della clinton in russia - quando ha fatto pressioni invitando
la russia a intraprendere la strada della democrazia, dunque dicendo
senza troppi veli che gli USA sono il baluardo del mondo libero, il che
è cosa discutibile. sono anche d'accordo che ahmadinejiad
è un pazzo sanguinario.
mi pare però che quando hai
nominato le violazioni della libertà in birmania cina e
compagnia bella tu sia andato un po' troppo di corsa. ripeto, magari ho
una visione tendenziosa, ma in generale quando i media occidentali
parlano di queste nazioni le liquidano in fretta e furia come
antidemocratiche, così ne viene fuori l'idea che siano
società rimaste alla barbarie medievale. e invece sono
estremamente complesse e ricche di sfumature. non è che il
problema della democrazia sia un'illazione dell'occidente, tutt'altro,
ma sotto molti aspetti l'oriente è socialmente progredito come
l'occidente, se non di più. del resto anche in occidente,
nell'europa e nell'italia di adesso, ci sono delle falle enormi nella
legislazione per la tutela dei diritti umani. certi segmenti della
popolazione sembrano destinati a restare non tutelati ancora a lungo.
facciamo pressione sull'iran, e mi sembra anche giusto, ma poi ci
dimentichiamo dei diritti che non sono riconosciuti in casa nostra...
è un po' comodo da parte dell'europa, non ti pare?

n° 4
Pasquale Molin martedì, 19 gennaio 2010

Commento

Caro aldo la cosa che in assoluto di tutte quelle che hai indicato è di gran lunga il terrorismo seguito dai mutamenti climatici... purtroppo tutti e due ormai senza più possibilità di essere controllati..... oramai siamo entrati in un circolo vizioso da cui nulla potra toglierci...nn credo in dio senno direi che sarebbe l'unico in grado di porre rimedio in qualche maniera....ti saluto aldù!

n° 3
Aldo martedì, 19 gennaio 2010

R: Commento

grazie per la visita Pasquale...io che in Dio ci credo, confido in lui e negli uomini...speriamo in bene..

fdele martedì, 19 gennaio 2010

ma ma ma

risolvere le problematiche,vitali di interi continenti vuol dire produzione
e consumi(è il serpente che si morde la coda)e forse è tardi veramente,poichè la correzione doveva avvenire prima di entrare in una crisi
in modo morbido,ove passava il messaggio che non era piu possibile tale livello di consumi x tutti,le risorse energetiche limitate ed l'inquinamento
ci avrebbero fermato,con le conseguenze catastrofiche che vediamo,ma detto questo che fare realmente,si puo solo mettere mano ai forzieri pieni di denaro che gronda sacrifici di molti cittadini e riparare ove si puo,e senz'altro iniziare a dire che il pane x sfamare un figlio costa in termini
energetici,ed ingannare tutti come fanno i media su un mondo possibile fatto di tecologia avanzata è un sogno x pochi,Altro che mondo NUOVO,saluti cari

n° 2
Luigi martedì, 19 gennaio 2010

che ansia!

leggere questo articolo, mi ha messo un'ansia incredibile però aldo tu hai proprio ragione..

n° 1
Mattia martedì, 19 gennaio 2010

R: che ansia!

ahahahahahahahahah

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