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Un indice etico ispirato a valori cristiani

venerdì, 30 aprile 2010

Arriva un nuovo strumento a disposizione di chi intende promuovere la finanza etica. Pochi giorni fa, infatti, è stato lanciato un indice etico ispirato ai valori cristiani.

L’indice si chiama Stoxx Europe Christian index. È stato lanciato da Stoxx Limited, sul cui sito si può leggere il comunicato stampa emesso lunedì 26, giorno del lancio del nuovo strumento, che si basa sul paniere dell’indice Stoxx Europe 600.

La particolarità sta appunto nei valori a cui l’indice si ispira, dichiaratamente cristiani: l'indice, infatti, esclude le società che non rispettano “predeterminati livelli di tolleranza” per alcune aree di attività (ad es. pornografia, armi strategiche e non strategiche, controllo delle nascite, gioco d’azzardo). Per garantire che l’investimento sia in sintonia con tali valori, è stato costituito un Comitato indipendente che presiederà all’applicazione della metodologia.

Ne hanno già parlato diverse testate, su carta e online, fra cui il sempre attento Rsinews.it. Che ha opportunamente sottolineato come il metro di selezione dichiarato dai gestori dell’indice non significhi esclusione automatica per le società che operano in questi settori, ma solo per le società che vanno oltre quei determinati livelli che sono ritenuti tollerabili.

Pongo una domanda: la finanza ispirata a valori religiosi, in questo caso cristiani, è finanza etica? A mio avviso assolutamente sì. Anche nel comunicato stampa di Stoxx Limited, del resto, si fa chiaro riferimento alle assonanze che esistono tra una selezione di titoli basata su criteri sociali e ambientali, ed etici, e una basata su valori cristiani. Quindi credo che nella finanza etica possa rientrare anche la finanza islamica, di cui pero' non so molto. Ma più in generale ogni prodotto o strumento d’investimento che si richiama a valori religiosi, che sembra stiano crescendo, forse anche come conseguenza della crisi, chissà.

Tempo fa, un paio d'anni o giù di lì, si tenne un convegno a Milano in cui esponenti di diverse confessioni religiose parlarono di che cosa volesse dire investire secondo il proprio credo. Purtroppo non riuscii ad assistervi ma mi dissero che fu molto, molto interessante, e credo che quello tra finanza etica tout court, chiamiamola cosi', e finanza religiosa sia un sentiero molto significativo e senz'altro da esplorare. A conferma di ciò, ieri all'assemblea annuale dei soci di Enel è stato proprio un vescovo ad effettuare un intervento di azionariato attivo, che ha anche avuto una discreta risonanza sui media (ad esempio qui e qui), cosa che raramente l'azionariato attivo riesce ad ottenere. Cercherò di approfondire questo tema se riesco prossimamente.

Per ora, saluti e al prossimo post…e soprattutto buon primo maggio, a chi il lavoro ce l'ha ma soprattutto a chi non ce l'ha e lo sta cercando, e sono purtroppo tantissimi soprattutto fra i giovani, con l'augurio che lo possa trovare presto.



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