Pricing dei fondi etici: 3 domande a...
martedì, 20 ottobre 2009
Inauguriamo un nuovo format: 3 domande a uno specialista di finanza SRI. Un gestore, un ricercatore, un’analista, un docente, un cultore della finanza etica e dell’investimento SRI. Insomma una persona informata dei fatti che interessano questo blog. Per avere l’opinione di chi la finanza socialmente responsabile la vive professionalmente tutti i giorni.
Oggi è con noi Mariantonietta Intonti, professoressa di Economia degli Intermediari Finanziari presso il dipartimento di Studi Aziendali e Giusprivatistici dell’Università degli studi di Bari. Che ha appena concluso con la collega Antonella Iannuzzi un interessante studio dal titolo “Analisi qualitativa e modalità di pricing dei fondi comuni di investimento etici in Italia” (brevemente anticipato sulle pagine di finanza etica del sito di Borsa Italiana).
In altre parole, con la collega è andata ad analizzare quanto c’è di etico nei fondi etici, scusando il giro di parole, cioè il livello di eticità dei fondi che si dichiarano etici. L’altro aspetto della ricerca è quello del pricing: i fondi etici costano di più o di meno o uguale rispetto ai fondi tradizionali? C’è un vantaggio di costo per chi investe in modo eticamente orientato o SRI o sostenibile? O c’è uno svantaggio? E quanto è grande?
Senza entrare nei dettagli dello studio, la cui pubblicazione completa avverrà prossimamente sulla rivista "Bancaria", abbiamo chiesto alla professoressa Intonti se può sintetizzarci il succo del suo prezioso e innovativo lavoro in poche parole. Cioè in un post per il nostro blog. Magari per stuzzicare l’interesse di coloro che stanno guardando ai fondi etici con simpatia ma non si sono ancora decisi a investirvi dei denari, per mille motivi.
Blog: Nel vostro studio avete analizzato il panorama dei fondi etici italiani. Dal punto di vista dei costi, che cosa è emerso? Sono più o meno convenienti di quelli tradizionali? O non c’è differenza?
Risposta: Nel lavoro abbiamo confrontato il prezzo dei 18 fondi etici di diritto italiano presenti sul mercato domestico e quello di un campione di 255 fondi tradizionali collocati dalle stesse sgr che gestiscono i fondi etici. Ne è emersa una minore onerosità media dei primi, segno che il pricing più vantaggioso può essere considerato, tra gli altri, un elemento distintivo dei fondi etici.
Blog: Quanto crede possa contare l’aspetto dei costi, del pricing, per stimolare l’interesse dei risparmiatori nei confronti di questi prodotti, che in Europa stanno facendo boom mentre in Italia stanno rallentando?
Risposta: Sicuramente il pricing è una leva competitiva da sfruttare ulteriormente per ampliare il mercato dei fondi etici. Le modalità per raggiungere questo obiettivo possono essere due: la quotazione di questi fondi su un mercato regolamentato, che potrebbe diminuire ulteriormente i costi, specie quelli di distribuzione, senza inficiare la qualità del processo di investimento etico; una maggiore trasparenza in relazione ai costi che caratterizzano l’investimento.
Blog: Nel vostro studio avete anche elaborato un modello per valutare il grado di eticità dei fondi etici, insomma per andare a vedere se chi si dichiara etico lo è veramente. Che cosa è emerso? Ci si può fidare di questi prodotti o l’etica è un’etichetta che questi fondi si appiccicano addosso da soli?
Risposta: Non credo che la qualificazione di fondo etico rappresenti solo un’etichetta. Abbiamo appurato che ci sono fondi che rivolgono particolare attenzione ad una serie di requisiti di eticità applicandoli seriamente e con continuità. Nello stesso tempo, però, esistono ancora notevoli margini di miglioramento affinché tali strumenti possano raggiungere migliori standard di eticità e rappresentare, in tal modo, valide opportunità di investimento. E‘ per questo che la Consob ha recentemente introdotto degli obblighi di trasparenza informativa da rispettare sia in sede di prospetto, sia in sede di rendiconto. Si tratta di un mezzo utile per permettere al mercato di esercitare meglio il proprio potere disciplinante e indurre i fondi verso comportamenti sempre più etici.
Grazie a Mariantonietta Intonti.
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