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SRivoluzione di Andrea Di Turi

Dopo la laurea in economia scopre il mondo della finanza etica, dello Sri (socially responsible investment), e inizia con curiosità ad approfondire l'argomento come giornalista, trovandovi molte assonanze con la sua speranza che i figli dei figli dei nostri figli – ma anche prima, si spera - vivranno un mondo migliore. Non ha ancora smesso di approfondire e non ha intenzione di farlo. Collabora infatti con testate nazionali su questi temi e affini (responsabilità sociale d'impresa, non profit), ma anche su argomenti legati alle nuove tecnologie, al business su internet e al web 2.0. Per mettere alla prova l'esperienza accumulata si e' messo anche a fare un po' il consulente socialmente responsabile. Nel frattempo e' diventato insegnante di Metodo Feldenkrais per cercare se stesso. E anche qui la ricerca continua... Ah, era nella redazione che lanciò Soldionline nel lontano '98, ora torna su questi schermi come blogger: un segno del destino? Ai post-eri la sentenza.

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sabato, 28 novembre 2009

Microcredito, a Roma per fare il punto

Giovedì 3 dicembre si tiene a Roma l’appuntamento più importante dell’anno sul microcredito in Italia. Uno strumento a cui, con la crisi, in molti hanno guardato con più attenzione di prima.

Il microcredito, come forse non tutti si aspettano, ha dato prova di essere uno strumento di finanza etica assai efficace nel contrastare la povertà e l’emarginazione non solo nei Paesi dove ampie, troppo ampie sacche di popolazione vivono in condizioni di povertà cronica e gravissima. Lo è anche nelle società industrializzate, ricche, anche in Occidente. Società che anche per colpa della crisi sono sempre meno ricche (in media) e con sempre più esclusi, cioè fasce di persone che rischiano di scivolare, o sono già scivolate, nella povertà.

In Italia solo nell’ultimo anno e mezzo sono state avviate numerosissime azioni di microcredito, una delle ultime proprio in questi giorni dalla Regione Sardegna, che ha proposto la costituzione di un Fondo di garanzia etica che operi attraverso interventi di microcredito a favore delle fasce sociali più deboli (il soggetto attuatore sarà una cooperativa sociale o una Onlus). Molte hanno visto la collaborazione tra enti locali, diocesi, uffici della Caritas. Molte sono state promosse direttamente dalle tante organizzazioni attive nel settore da anni. La stessa Abi ha più volte incentivato le proprie associate a sviluppare servizi e prodotti di microcredito, cosa che non poche banche stanno facendo (per saperne di più si può vedere sul sito istituzionale di Abi, cercando sul motore di ricerca interno alla categoria “microfinanza”).

L’evento di Roma (titolo: "Il microcredito: uno strumento per l'inclusione sociale e finanziaria") è organizzato da Ritmi, la rete italiana di microfinanza formata dai principali operatori del settore, dalle Mag (Mutue auto gestioni) ad alcune fondazioni, ad esempio quelle anti-usura, fra i quali mi piace citare il Fondo Essere dell'Isolotto a Firenze (sempre a Firenze un’altra importante, storica iniziativa di microcredito è quella del Fondo delle Piagge).

Il programma dell’evento del 3 dicembre, che sarà anche l’occasione per confrontare quello che si fa in Italia con esperienze internazionali significative (Cile, Gran Bretagna), si può vedere qui. Parteciperanno fra gli altri anche rappresentanti di Bankitalia e il presidente del Comitato nazionale italiano permanente per il Microcredito, Mario Baccini.

Il giorno prima, il 2 dicembre, sempre a Roma si terrà un seminario sul tema “Microcredito e metodologie a confronto: alcune esperienze internazionali” (per il programma vedere qui). Moderatore del seminario sarà Leonardo Becchetti, presidente del Comitato etico di Banca Etica, direttore della testata online Bene Comune, una sorta di think-tank su un’altra economia possibile, sostenibile ed equa, e, aggiungo perché ho avuto l’opportunità di ascoltarlo e intervistarlo qualche volta, guru di economia socialmente responsabile e dintorni.

Mi pare un momento importante, quello di Roma, per riflettere su come il microcredito possa essere organicamente inserito nella strumentazione attivabile contro la crisi. E, una volta passata o per lo meno attenuatasi la crisi, su come si possa fare del microcredito un driver dello sviluppo socio-economico in chiave sostenibile.

Non riesco ad andare a Roma (mannaggia...) a seguire l’evento. Ma consiglio a chi può di partecipare: non credo che resterà deluso.

Saluti, al prossimo post.



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