Lehman fallisce? L'indice etico...guadagna!
martedì, 30 marzo 2010
Devo dire che uno studio sulla finanza etica come questo non mi era ancora capitato per le mani. Una ricerca ha dimostrato che il giorno in cui Lehman Brothers è fallita, e il panico si diffondeva sui mercati di mezzo mondo, l’indice etico Domini (Dsi4000)…ha guadagnato!
È stato calcolato che il 15 settembre 2008, una data segnata a fuoco nella storia delle Borse valori, quella appunto dello storico fallimento di Lehman Brothers, mentre i mercati perdevano e in Europa le Borse bruciavano 125 miliardi di euro di capitalizzazione, le aziende presenti nel paniere del Dsi400 in media salivano.
I numeri: tra il 15 e 16 settembre 2008, l’indice S&P500 ha segnato -1,70%. Negli stessi due giorni, la performance del Dsi400 è stata di 1,20%. Differenza: +2,90% per l’indice etico.
Non sto a dilungarmi ulteriormente sugli altri risultati di questa brillante ricerca che si possono facillmente consultare a distanza di un veloce clic sul bellissimo sito Benecomune.net, diretto dal professor Becchetti che ha coordinato il gruppo di ricerca dell’Università di Roma Tor Vergata. Dico solo che è l’ennnnnnnnnnnnnesima prova che selezionare gli investimenti con criteri Esg, come fa appunto l’indice di Domini (che da luglio 2009 ha cambiato denominazione in Ftse Kld 400 Social Index, abbreviato Ftse Kld, è stato il primo indice ad essere costruito secondo criteri socialmente responsabili, lanciato nel 1990, nove anni prima del Djsi Index), non significa sacrificare i rendimenti.
Ho sempre letto che ciò avviene preferibilmente nel medio-lungo periodo, e numerose analisi son lì a dimostrarlo, ma non ricordo una ricerca come questa che fotografa la sovraperformance di un indice socially responsible rispetto a un indice tradizionale nel ristrettissimo spazio di uno-due giorni. E che giorni, poi!
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