Terna...e son 4
giovedì, 22 ottobre 2009
Si può parlare quasi di en plein quest’anno per Terna: la società che gestisce la rete elettrica nazionale è infatti presente nei panieri di 4 dei maggiori indici di sostenibilità internazionali, strumenti su cui si basa una buona fetta degli investimenti riconducibili alla finanza etica o socialmente responsabile.
Con le revisioni effettuate lo scorso settembre, Terna già figurava nella famiglia degli indici Dow Jones Sustainability (che si è appenna arricchita di due nuovi indici di sostenibilità per la Corea del Sud) e Ftse4Good, che sono gli indici di riferimento a livello mondiale. Poi è arrivata anche l’inclusione negli indici Aspi Eurozone (selezionano le migliori 120 imprese quotate europee in termini di sostenibilità) e negli indici Ethibel Excellence Europe (sono 200 le imprese “eccellenti” che fanno parte del paniere).
Terna è quindi presente in ben 4 indici di sostenibilità. Ora, non ho numeri per dirlo, ma potrebbe anche trattarsi di un primato, fra le società italiane, come numero di presenze negli indici. Società italiane che invece solitamente non brillano fra i titoli più presenti nei portafogli dei fondi etici, almeno in Europa. Per cui, visto che si tratta sempre di Italia, possiamo anche darci una pacca sulle spalle e dirci bravi, contrariamente allo sport nazionale dell’auto-lesionismo in cui spesso si cade, a volte a ragion veduta, ma a volte no.
Ah, al volo un’ultima cosa: dopo il NO di Banca Etica ai capitali provenienti dallo scudo fiscale, anche Eticredito, la Banca Etica Adriatica nata a Rimini nel 2006, ha detto NO.
Ultimissima: è nata un’altra banca etica in Italia, si chiama Banca Simetica ed è di Biella. Se riusciamo ne parleremo più diffusamente in qualche prossimo post.
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