Nonostante il boom che la finanza etica sta avendo un po’ in tutta Europa, ancora gli indicatori di sostenibilità o Esg (environmental, social and governance) sono lontani dall’essere pienamente integrati nelle analisi finanziarie tradizionali.
Le misure non finanziarie, dette anche extra-finanziarie, per valutare l’attività d’impresa, cioè, ancora non sono accreditate della stessa importanza e dignità delle misure economico-finanziarie, che con la crisi hanno dimostrato di non sapere (non potere?) dire tutto quello che c’è da sapere per determinare se lo sviluppo di un’impresa sta procedendo su sentieri sani e sostenibili nel tempo oppure no.
Non siamo ancora arrivati al momento, cioè, in cui la finanza socially responsible, con parola che va di molto di moda ed è in effetti abbastanza esplicativa e ad effetto, verrà considerata a pieno titolo mainstreaming.
Ecco perché serve discuterne. E a tale proposito mi gioco questo post per segnalare un incontro molto interessante che si tiene oggi a Milano, nel pomeriggio, presso le aule della Sda Bocconi dalle 17.30 alle 19.30 (tutti i riferimenti dell'incontro si possono trovare qui).
Il titolo dell’incontro è Investimenti sostenibili. Analisi tradizionale e analisi extra-finanziaria: un’integrazione possibile? e vedrà l’intervento, fra gli altri, del professor Francesco Perrini, direttore della Csr Unit del Dipartimento di management dell’Università Bocconi, che il blog ha intervistato qualche settimana fa chiedendo la sua opinione sulla proposta della trimestrale etica.
Per chi può, credo sia un incontro da non perdere. Saluti e al prossimo post.
ps: Segnalo che gli atti del recente incontro Questioni Esg nel settore bancario, che il blog aveva presentato e che verteva sempre sugli indicatori di sostenibilità o Esg, sono disponibili sul sito del Forum per la finanza sostenibile: relazione 1 di Aldo Bonati, Head Research Department ECPI (Gruppo Mittel), e relazione 2 di Cristina Daverio, SRI Research Manager Vigeo Italia.
(Indice di tutti i post pubblicati su SRivoluzione: post 1-50; post 51-100)
Qualche mese fa mi ero riproposto di pubblicare qualche post semplicemente segnalando articoli, altri post, interviste ecc. che possono essere interessanti in senso socially responsible, cioè per chi si occupa di finanza etica e dintorni. Ahimè non ce l’ho fatta, tempo sempre tiranno.Riesco a farlo oggi. Per segnalare una bellissima intervista al filosofo francese Michel Féher, presidente dell'associazione "Cette France là", pubblicata su Il Manifesto di ieri...
Finanza etica è il termine con cui su questo blog ci si riferisce alla finanza socialmente responsabile o Sri (socially responsible investment) o Esg (environmental, social and governance), detta anche sostenibile o semplicemente responsabile.Questo perché finanza etica è il termine con cui questo tipo di approccio all’investimento si è fatto conoscere ed è più noto in Italia. E anche perché da noi i fondi che investono con questi criteri...
Di azionariato attivo questo blog ha parlato spesso. Ora torna a parlarne per occuparsi di E.Di.Va., acronimo di Etica, Dignità e Valori, un’associazione nata a Gallarate (Varese) solo nel 2008 (www.eticadignitavalori.org) ma che ha già alle spalle tre stagioni di azionariato attivo. Vale a dire di partecipazioni alle assemblee delle società quotate finalizzate a sottoporre al management questioni di carattere socialmente responsabile.Nel caso di E.Di.Va. le...
La strumentazione e le metodologie, e quindi la capacità di analisi, di cui dispone chi si occupa professionalmente di investimenti socialmente responsabili, più comunemente noti come finanza etica, è oggi davvero enorme.Si tratta ormai di un modo sofisticato di approcciare l’investimento per renderlo sostenibile. Un esempio a portata di clic fra i tanti possibili per spiegarlo è la presentazione, seppur sintetica, della metodologia utilizzata dall&rsquo...
Alzi la mano chi pensa che la finanza etica o socially responsible investment (Sri) sia praticata solamente in Nord America, in Gran Bretagna, in Europa e da un po’ di tempo anche in Asia. Chi avesse alzato la mano, beh, avrebbe sbagliato, e io sarei stato assolutamente fra questi, lo ammetto. Non che si pensi che in altre regioni del nostro piccolo pianeta questa modalità di investimento, che si può considerare avanzata, anche raffinata se vogliamo, non possa...